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 come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?

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gigetta



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MessaggioOggetto: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Gio Set 04, 2014 11:31 am

Promemoria primo messaggio :

Leggendo il fascicolo sulla "buona scuola" di Renzi, la parte che mi lascia più perplessa è quella relativa alla disponibilità per i presenti in gae a lasciare la propria provincia di appartenenza o la propria regione pur di accettare il ruolo. Ora io mi chiedo: hanno intenzione di riformulare le graduatorie su base regionale o peggio nazionale? oppure terranno conto della posizione che ciascuno di noi occupa nella propria provincia per assegnare i posti? per me sarebbe una beffa, ad esempio, poichè sono ad un passo dal ruolo nella mia provincia, ma riformulando tutto su base regionale sarei scavalcata da centinaia di persone con punteggio superiore al mio appartenenti ad altre province. inoltre sono tra i vincitori del concorso non ancora immessi in ruolo. che fine farò, dovrò emigrare lo stesso?
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frankie78



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Gio Set 04, 2014 4:36 pm

sì, ma chi ha detto che si farà una Graduatoria Nazionale?
vi ricordo che state parlando di cose che non esistono... sono tutte illazioni!
per il momento, l'unica cosa "concreta" sono le linee guida

punto
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Jeeg



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Gio Set 04, 2014 4:42 pm

frankie78 ha scritto:
sì, ma chi ha detto che si farà una Graduatoria Nazionale?
vi ricordo che state parlando di cose che non esistono... sono tutte illazioni!
per il momento, l'unica cosa "concreta" sono le linee guida

punto
Era un modo improprio di dire che ci sarà sicuramente chi, pur essendo in una GaE che dovrebbe dare il posto in quella determinata provincia, dovrà purtroppo emigrare e, con criteri ancora da definire, prendere il posto da un'altra parte.
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frankie78



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Gio Set 04, 2014 4:46 pm

sicuramente, molti di quelli con un punteggio basso...

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marine star



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 9:09 am

Sbaglio a pensare che il pericolo maggiore di trasferimento in altra regione sarà per le medie e superiori o Cmq quelle classi di concorso con pochi posti a disposizione?
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Lorelai



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 10:00 am

ci sono molti colleghi che da gae non riescono a prendere l'incarico... eliminando le gae assumendo tutti i loro iscritti credo che l'unica via per collocarli sia giocare sulle abilitazioni a cascate e classi affini.

chi dovesse rientrare nei neoassunti senza posto avrà la possibilità di occupare cattedre in diversa provincia/regione. poi con il tempo la situazione dovrebbe migliorare con i trasferimenti, assegnazioni ecc.

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paola760



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 4:51 pm

l' idea di un lavoro fisso e' allettante e per averlo mi trasferirei subito ma io non ho figli quindi per me sarebbe piu' semplice non dovrei rivoluzionare la vita di un' intera famiglia. Pero' volevo chiedervi se per questo grande progetto hanno gia' trovato i fondi o se ancora non sono certi di poter assumere quasi 150000 persone.
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prever1968



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 5:02 pm

paola760 ha scritto:
l' idea di un lavoro fisso e' allettante e per averlo mi trasferirei subito ma io non ho figli quindi per me sarebbe piu' semplice non dovrei rivoluzionare la vita di un' intera famiglia. Pero' volevo chiedervi se per questo grande progetto hanno gia' trovato i fondi o se ancora non sono certi di poter assumere quasi 150000 persone.
E proprio per questo che Renzi non ha presentato "questo grande progetto" in CdM. Non si sa da quale bilancio usciranno i fondi. Forse spera che avvenga il classico miracolo, non certo dalla Bce, che ci porti fuori dal fallimento attuale della politica economica italiana ed europea.Vi ricordo che ha completamente dimenticato i "quota 96", poche spiccioli in confronto.
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paola760



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 5:08 pm

voglio proprio vedere come fara'. Sarebbe stato meglio se prima avesse avuto la certezza di poter immettere in ruolo tante persone invece di promettere tutti questi posti!!!
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 6:28 pm

Io poco mi preoccuperei ora di come troverà la copertura ma piuttosto di dare spunti per la scelta della provincia e della cdc una volta che verrà fatto il censimento.
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paola760



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 6:31 pm

anche questo e' giusto tuttavia bisogna preoccuparsi un po' di tutto, io finche' non vengo immessa in ruolo non ci credo.
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Aomame



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 6:36 pm

Ma secondo voi chi avrà la precedenza nella scelta? I vincitori/idonei del concorso 2012 o gli iscritti nelle Gae?
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Ospite
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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 7:10 pm

Leggendo gli interventi noto che c'è parecchia confusione e l'errore di fondo che si fa è quello di cercare di interpretare un provvedimento legislativo che non solo non è stato ancora scritto, ma neppure definito: esistono solo le finalità generali. Il resto è ancora tutto da inventare, adattare, formulare.
Prima di tutto dovrà essere definito il costo dell'intera operazione e individuata la copertura finanziaria. Nei prossimi mesi, da qui alla fine del 2014 gran parte della partita si giocherà in questo campo. Perché da questo dipenderà in sostanza la conversione delle linee guida in proposta di legge.
Una volta superato questo scoglio il progetto si svolgerebbe in tre tappe fondamentali:
1) Fase politica: definizione ed emanazione del dispositivo legislativo (il decreto "promesso" per gennaio?).
2) Fase buro-tecnica: definizione del regolamento di attuazione. Questa sarà una fase che coinvolgerà prevalentemente l'apparato burocratico del ministero, che dovrà tradurre in regolamento il dispositivo. E' probabile che in questa fase si integrerà anche la concertazione con i sindacati, perché fondamentalmente ha analogie con l'ordinaria contrattazione sulla mobilità. Affinché la promessa possa tradursi in pratica a settembre 2015, la fase burotecnica deve concludersi al massimo entro aprile, altrimenti sarà il caos. Perché l'intero apparato, dagli istituti agli uffici scolastici regionali e provinciali, deve adeguarsi e attrezzarsi: istituzione delle reti di scuole, dimensionamento degli organici stabili e funzionali, adeguamento delle procedure di mobilità, tempi fisiologici per le istanze e il relativo trattamento, ecc. E per questo occorrono mesi.
3) fase operativa: l'attuazione delle immissioni in ruolo. Anche questa è un'operazione un po' complessa, data l'esigua dotazione degli uffici territoriali. Un conto è smaltire un numero di 20-25 mila immissioni, che per ogni ufficio provinciale si traduce in una quota di qualche decina o qualche centinaio di convocazioni, un altro è la processazione di 150 mila assunzioni, ovvero migliaia per qualche provincia. Non si tratta certo di operazioni che si possono completare in un arco di tempo fra il 25 e il 31 agosto, soprattutto quando entra in gioco un doppio ambito di immissione, ovvero quello territoriale e quello nazionale.

Saranno in grado gli uffici periferici del ministero della complicazione degli affari semplici? Ogni anno va in balla per operazioni ormai collaudate (iscrizioni, mobilità, esami di stato, aggiornamenti di graduatorie, ecc.), figuriamoci quando dovrà applicare quello che al momento si configura come l'abbozzo vago di un volo pindarico che ha percorso in lungo e in largo la scatola cranica di Matteo (con relative espansioni gianniniane).

Aggiungiamo poi la variabile pazza, quella di cui ancora nessuno parla, ovvero la fase giuridica. Quanto tutto sarà allestito e reso operativo scatteranno le sorprese e si avvierà il classico tormentone dei ricorsi al TAR, al Consiglio di Stato, alla Corte di Giustizia, all'ONU e al Consiglio intergalattico. Sempre ammesso che alla fine la montagna della propaganda renziana non partorirà il classico topolino.

Ergo: fare pianificazioni, ipotesi, dietrologia in questo periodo è decisamente prematuro. Probabilmente quello che bolle in pentola non è stato ancora preso seriamente in considerazione. E da dire al fare, in questo caso, c'è di mezzo lo spazio intergalattico.
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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 7:25 pm

Aggiungo un'interpretazione: il numero dei 150 mila scaturisce dalla somma complessiva degli iscritti nelle GAE. Se le graduatorie fossero omogenee per classe di concorso e territorio non ci sarebbero problemi strutturali, invece c'è una forte eterogeneità per cui è inevitabile l'applicazione di una mobilità sia funzionale sia territoriale laddove c'è eccesso di offerta. Una cosa è certa: non ci saranno assunzioni in massa per tenere gli insegnanti a rigirarsi i pollici perché non c'è lavoro. I neoassunti saranno piazzati dove si pensa o si crede che ci sarà bisogno. Qualche classe di concorso felice subirà l'evento senza traumi perché tra organici funzionali e mobilità tra classi affini ci sarà fondamentalmente l'accoglimento delle aspettative. In altre graduatorie affollate si applicherà la mobilità nazionale e alla fine qualcuno si troverà a dover scegliere se spostarsi per lavorare o rinunciare per chissà quanti anni all'insegnamento. Quello che resterà saranno briciole drammatiche.

Meccanismi e criteri su cui sarà strutturata questa mobilità in ingresso sono ancora tutti da definire e se ne riparlerà concretamente dopo l'emanazione dei decreti legislativi. A quel punto entreranno in gioco gruppi di pressione, sindacati, politici e burocrati e, fondamentalmente, ci sarà una pianificazione a tavolino basata su dati aggregati. Che ovviamente produrrà liete sorprese per alcuni e brutte sorprese per altri.

Scusate per la crudezza del fatalismo, ma consiglio di tenere i piedi saldamente a terra.
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paola760



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 7:35 pm

grazie gian ora e' piu' chiaro. Stavo gia' per pensare al mio ruolo ma forse e' meglio non sognare troppo...
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 7:50 pm

I tempi dovrebbero essere:

- Dicembre: ricognizione sulle GE

- Gennaio: decreto legge

- da Febbraio: quantificazione nuovo organico

- da Marzo: preferenze dei candidati

- da Maggio: immissioni in ruolo
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Ospite
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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 8:13 pm

A mio parere le scadenze di marzo e maggio sono troppo anticipate, non ce la faranno. C'è troppa carne sul fuoco.
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Loxias



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 8:14 pm

Se capisco bene (il che non è detto), con l'auspicata infornata succede questo: Renzi ci compra tutti per un piatto di pasta; e siccome siamo carne da infornata disposta a inghiottire tutto, deve andarci bene che i primi nelle graduatorie, i dottori di ricerca e gli abilitati nelle classi superiori (tipo A052) siano livellati agli ultimi ed utilizzati in maniera 'disinvolta'. Insomma, un prof. titolato e prossimo al ruolo viene utilizzato come ruota di scorta o come bidello (non è classismo, è una questione di ruoli!) in ordini di scuole magari diverse da quelle di competenza!
Nel mio astio c'è qualcosa di personale: essendo vincitore di concorso, benché primo in graduatoria, ho dovuto accettare il ruolo in una provincia lontana, separandomi dalla mia famiglia. Mia moglie è ancora precaria, e prossima al ruolo. Tuttavia, anche lei potrebbe essere destinata chissà dove (e chissà per quanto tempo: un anno? due? poi si cambia). I nostri figli con chi dovrebbero stare? Dove devono andare a scuola, loro?
Complimenti, Renzi: nessuno aveva mai svilito tanto la dignità dei docenti, e nessuno era stato così abile nel cogliere il modo di accattivarsi il consenso mirando al bisogno. Non è possibile accettare tutto nel nome del ruolo. Abbiamo una identità ed un percorso di studi in cui abbiamo creduto. Soprattutto, abbiamo vite e famiglie che non possono essere oggetto di giochi ed esperimenti improvvisati.
Che fare, allora? Mah, non so, intanto tagliare TUTTI i progetti, aumentare le ore di orario scolastico ingiustamente tagliate dalla Gelmini, smettere di finanziare il Vaticano (Bergoglio sarà il primo d'accordo). Si può assumere senza umiliare e distruggere. Per una volta, reagiamo con orgoglio!
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 8:25 pm

Loxias ha scritto:
Se capisco bene (il che non è detto), con l'auspicata infornata succede questo: Renzi ci compra tutti per un piatto di pasta; e siccome siamo carne da infornata disposta a inghiottire tutto, deve andarci bene che i primi nelle graduatorie, i dottori di ricerca e gli abilitati nelle classi superiori (tipo A052) siano livellati agli ultimi ed utilizzati in maniera 'disinvolta'. Insomma, un prof. titolato e prossimo al ruolo viene utilizzato come ruota di scorta o come bidello (non è classismo, è una questione di ruoli!) in ordini di scuole magari diverse da quelle di competenza!
Nel mio astio c'è qualcosa di personale: essendo vincitore di concorso, benché primo in graduatoria, ho dovuto accettare il ruolo in una provincia lontana, separandomi dalla mia famiglia. Mia moglie è ancora precaria, e prossima al ruolo. Tuttavia, anche lei potrebbe essere destinata chissà dove (e chissà per quanto tempo: un anno? due? poi si cambia). I nostri figli con chi dovrebbero stare? Dove devono andare a scuola, loro?
Complimenti, Renzi: nessuno aveva mai svilito tanto la dignità dei docenti, e nessuno era stato così abile nel cogliere il modo di accattivarsi il consenso mirando al bisogno. Non è possibile accettare tutto nel nome del ruolo. Abbiamo una identità ed un percorso di studi in cui abbiamo creduto. Soprattutto, abbiamo vite e famiglie che non possono essere oggetto di giochi ed esperimenti improvvisati.
Che fare, allora? Mah, non so, intanto tagliare TUTTI i progetti, aumentare le ore di orario scolastico ingiustamente tagliate dalla Gelmini, smettere di finanziare il Vaticano (Bergoglio sarà il primo d'accordo). Si può assumere senza umiliare e distruggere. Per una volta, reagiamo con orgoglio!


Già questo rende impossibile ogni confronto ancora prima che possa nascere.
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Loxias



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 8:33 pm

Perché confrontarsi deve partire dal livellamento generale, intuisco!
Un marito da una parte, una moglie dall'altra, i figli in mezzo, l'amore per le lettere nella spazzatura. Spese continue e scelte senza prospettiva. Ti sembra una base accettabile? Sono io che non so confrontarmi? O sono altri che non hanno l'orgoglio e la capacità di chiedere altro? Probabilmente siamo a questo punto per l'arrendevolezza di troppi!
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silver76



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 8:40 pm

Loxias ha scritto:
Se capisco bene (il che non è detto), con l'auspicata infornata succede questo: Renzi ci compra tutti per un piatto di pasta; e siccome siamo carne da infornata disposta a inghiottire tutto, deve andarci bene che i primi nelle graduatorie, i dottori di ricerca e gli abilitati nelle classi superiori (tipo A052) siano livellati agli ultimi ed utilizzati in maniera 'disinvolta'. Insomma, un prof. titolato e prossimo al ruolo viene utilizzato come ruota di scorta o come bidello (non è classismo, è una questione di ruoli!) in ordini di scuole magari diverse da quelle di competenza!

se questo non è classismo io sono una zanzara. lo è, fidati, bello e buono. lo riconosco perché l'ho già visto e sentito tra quelli che prendevano la 52 e già da qualche anno sono costretti a prendere un posto sulla 43 se vogliono dar da mangiare ai figli.

il punto è questo: se in questo momento non ci sono posti di greco non è colpa di renzi o della giannini, è dovuto soprattutto al fatto che dopo anni in cui i licei classici infornavano fino a 15 quarte ginnasio all'anno, adesso si sta tornando a numeri da anni 80 (e forse è giusto così). quello che ti stanno dicendo è: sei abilitato anche sulla 43 e te ne ricordi tutte le volte che rinnovi l'iscrizione in GAE (potresti anche non inserirti in quella graduatoria, se non volessi correre il rischio di vedere il tuo titolo di dottorato buono per il più vile degli utilizzi), bene, il posto è lì, lo vuoi? se sì buon lavoro, se no, nessun problema ma in questo momento docenti di greco onusti di titoli non ci servono a nulla.
puoi scegliere, nessuno ti obbliga a nessun sacrificio, né professionale né familiare.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 8:41 pm

Loxias ha scritto:
Perché confrontarsi deve partire dal livellamento generale, intuisco!
Un marito da una parte, una moglie dall'altra, i figli in mezzo, l'amore per le lettere nella spazzatura. Spese continue e scelte senza prospettiva. Ti sembra una base accettabile? Sono io che non so confrontarmi? O sono altri che non hanno l'orgoglio e la capacità di chiedere altro? Probabilmente siamo a questo punto per l'arrendevolezza di troppi!

Ma tu in ruolo dove sei? Se hai scelto volontariamente un'altra provincia non capisco cosa tu voglia recriminare alle nuove assunzioni. Il fatto che tu consideri un docente della A052 "superiore" a quello della A043 invece è decisamente poco commentabile.
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Loxias



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 8:46 pm

Questa è una buona risposta. Se mi accusi di classismo, forse in questo caso, ammetto di averne peccato. Ma il punto è un altro: non si tratta di assumere sulla 43 anziché sulla 52, ma di assumere professori che facciano 'altro'. Ma mi va bene pure questo, ho imparato come molti di voi la durezza e la paura del precariato. Mi va bene a stento, perché vedo troppe persone poco capaci al potere, e non credo nella nuova meritocrazia.
Ma non possono deportare i prof. da una provincia all'altra. Classismo o no, siamo già emigranti, abbiamo faticosamente costruito un po' di stabilità per i nostri figli ed ora ci devono pure separare! Io riconosco le tue ragioni, ma questo ti pare accettabile?
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silver76



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 9:02 pm

tanto per cominciare sfaterei lo spauracchio del "fare altro": nessuno ti chiederà di pulire i bagni o mettere in ordine le carte in segreteria, l'idea è che la scuola utilizzi a pieno gli insegnanti per funzioni legate alla loro natura professionale, che non si esaurisce più nelle 18 ore di lezione (i fantomatici progetti, per dire, oggi fanno pena anche perché sono mal retribuiti e confinati al tempo libero, magari invece una squadra di insegnati che possano davvero lavorare ad un reale ampliamento dell'offerta formativa coi tempi e le modalità che essa richiede saprebbe fare di meglio).

quanto al discorso sulla mobilità territoriale, anche lì c'è poco da dire se non che è prospettata come una extrema ratio e che d'altra parte se nella regione X i posti non si trovano nemmeno superando il concetto di organico di diritto, cosa che mi sembra molto difficile in realtà, mi pare lecito chiedere a chi si trova lì la disponibilità a muoversi, anche perché l'alternativa è la disoccupazione, non certo per colpa di chi ci governa...
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paola760



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 9:22 pm

se una persona vuole lavorare dovra' fare dei sacrifici, questa e' la realta' oggi per chi vuole insegnare. Non e' giusto ma e' cosi'.
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Loxias



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MessaggioOggetto: Re: come verrà stabilito chi può rimanere nella propria regione a lavorare e chi invece deve andare via?   Ven Set 05, 2014 9:50 pm

Allora:
gugu ha scritto:
Ma tu in ruolo dove sei? Se hai scelto volontariamente un'altra provincia non capisco cosa tu voglia recriminare alle nuove assunzioni. Il fatto che tu consideri un docente della A052 "superiore" a quello della A043 invece è decisamente poco commentabile.
Io ho vinto un concorso su base regionale, come primo. A causa dell'aliquota mi è stata assegnata una provincia lontanissima, nonostante il posto vacante per me, a rigore, ci fosse.
Quanto al fatto che la abilitazione nella A052 sia superiore a quella nella A043, questo è un fatto giuridico, in quanto la A052 comprende la A051, la A050 e la A043. D'altra parte, per ottenere l'abilitazione nella A052, bisogna aver sostenuto, come nell'ultimo concorso, tutti gli esami delle classi inferiori più altri. Devo dire che, anche per me, al netto delle specificità d'esperienza, la A052 è superiore, sì. Tuttavia, capisco che continuare per questa via risulterebbe poco produttivo e, soprattutto, poco piacevole per molti (che mi darebbero torto). Al netto della mia convinzione, non ho intenzione di aprire sterili flame, scusate l'eccessiva franchezza con cui ho arlato e prendetela ome un'opinione personale. Esprimete le vostre idee contrarie. Tengo comunque a precisare che, più o meno dovunque, devo scontare l'arroganza degli A043 e A050 che affermano l'inutilità delle lingue classiche. Se volete, possiamo confrontarci su questo, ma non qui, dove sarebbe off-topic.
Per silver76 e paola760: la mobilità territoriale non sembra annunciata come un'extrema ratio, ma come esito di un generalizzato ricorso a graduatorie regionali o nazionali. Fare spallucce sui sacrifici altrui, dicendo che se si vuole lavorare si deve accettare di smembrare famiglie, è poco simpatico.
Per silver76: i tagli alla scuola sono stati proprio colpa di chi ci ha governato, e di chi altrimenti? I reclutamenti sovradimensionati, altrettanto.
Circa i progetti: non mi dire che nelle tue scuole non ci sono lobbies che gestiscono e controllano progetti (spesso di dubbio valore), osteggiandone altri...
Infine, scusatemi tutti: non volevo personalizzare in tal modo il thread. Solo, desideravo far sentire una voce critica: non sappiamo come ci utilizzano, nella migliore delle ipotesi siamo trattati come carne a peso, e sono tutti entusiasti... Per questo motivo, probabilmente non risponderò alle vostre repliche.
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