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RINUNCIA ALLA RICOSTRUZIONE DI CARRIERA IN CAMBIO DEL RUOLO???

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Messaggio Da claridiamex Gio Lug 14, 2011 7:51 pm

Promemoria primo messaggio :

Lalla - Il tavolo negoziale con i sindacati per le immissioni in ruolo si aprirà martedì 20 luglio. Sul tavolo non solo i numeri (nonostante l'accordo di ieri), ma anche le graduatorie da cui queste nuove assunzioni verranno effettuate, e il possibile "pegno" che potrebbe essere richiesto ai docenti precari in cambio della loro stabilizzazione.

I numeri dicevamo. Qualche perplessità ha suscitato il comunicato del ministero, che parla di " Piano triennale per l'assunzione a tempo indeterminato di circa 65mila tra docenti e ATA, nell'arco degli anni 2011-2013, sulla base dei posti vacanti disponibili in ciascun anno", mentre i comunicati dei sindacati, nonchè del Ministero della Pubblica Amministrazione (leggi on. Brunetta) ci danno questi numeri: "Le assunzioni del prossimo anno scolastico saranno di 30.482 unità per il personale docente ed educativo e di 36.698 unità di personale ATA."

Vogliamo credere a 67.180 immissioni in ruolo per l'a.s 2011/12, e considerare le parole del Ministero un refuso da precedenti comunicati.

Ma il dubbio rimane, così come le ansie dei docenti interessati si concentrano sulle questione delle graduatorie da utilizzare per queste immissioni.

Dal sito del Governo: "Tale piano può prevedere la retrodatazione giuridica dall'anno scolastico 2010-2011 di quota parte delle assunzioni di personale docente, educativo ed ATA sulla base dei posti vacanti e disponibili relativi al medesimo anno scolastico 2010-2011, utilizzando le graduatorie a esaurimento relative a tale anno, a integrazione delle immissioni in ruolo già disposte e fermo restando il rispetto degli obiettivi programmati dei saldi di finanza pubblica. "

Pertanto, questa sarà uno degli elementi di trattativa martedì prossimo, insieme al nodo della ricostruzione di carriera, ossia il riconoscimento del servizio svolto da precario una volta ottenuto l'incarico a tempo indeterminato. Non è da escludere che possa essere richiesta una rinuncia in tal senso ai docenti interessati al ruolo.


Spero di aver capito male...
DAvvero intendono negare la ricostruzione di carriera a chi, magari, ha insegnato da precario più di un decennio??? In taluni casi più di un ventennio??

Ma i sindacati intendono accettare questo ricatto.
NON HO PAROLE.


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Messaggio Da ori79 Mar Lug 19, 2011 12:13 pm

Che per anni hai lavorato e i tuoi contributi li utilizzano loro (che hanno pochi soldi...). E quindi per un'eventuale pensione i tuoi anni di servizio comincerebbero dall'anno di ruolo! (immaginiamo chi lavora da 20 anni)!!!

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Messaggio Da rossanakr Mar Lug 19, 2011 12:30 pm

questa è proprio una truffa!!!!! Allora vogliamo indietro i soldi spesi per i contrubuti|

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Messaggio Da Emytango Mar Lug 19, 2011 12:33 pm

milale ha scritto:
Puccina ha scritto:
reigen ha scritto:Puccina concordo pienamente... certo, se tutti i dipendenti pubblici (proprio tutti) contribuissero sarebbe una gran bella cosa. Ma dubito che militari e politici contribuiranno molto... tra l'altro con superstipendi e superprivilegi che noi nemmeno col binocolo vedremmo mai:-) ma pace... d'altronde facciamo un lavoro che ci piace e ci dà soddisfazione... chissà se anche gli altri possono dirlo? La felicità non si misura in base a quanto guadagni... e personalmente dei soldi me ne frego anche un po', basta che siano sufficienti a fare una vita dignitosa.

sì, intendevo questo. Credo che avere uno stipendio non alto ma sicuro e sufficiente sia meglio dell'incertezza, e che in questo momento di crisi sarebbe opportuno dare a tanti un'entrata certa e dignitosa, in modo da favorire la ripresa e dare respiro alle famiglie.


e dovrebbe essere proprio la nostra la categoria che per "salvare" l'Italia nega i propri diritti?ma che cavolo di discorso è? Che cominciassero per primi i politici a vivere con 1200 al mese, con mutuo e figli a carico!poi allora sarei disposta a "sacrificarmi" e a rinunciare i miei diritti per salvare il destino del paese.

Quoto.

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Messaggio Da Emytango Mar Lug 19, 2011 12:33 pm

ori79 ha scritto:Che per anni hai lavorato e i tuoi contributi li utilizzano loro (che hanno pochi soldi...). E quindi per un'eventuale pensione i tuoi anni di servizio comincerebbero dall'anno di ruolo! (immaginiamo chi lavora da 20 anni)!!!

Appunto....

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Messaggio Da ori79 Mar Lug 19, 2011 1:01 pm

Leggervi un po' mi rincuora :-)

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Messaggio Da eragon Mar Lug 19, 2011 1:51 pm

Premettendo che sono molto lontano dal ruolo, concordo pienamente con il collega, la categoria docente italiana è messa davvero male.
Se in Italia esistono le ferie, le giornate lavorative con un massimo di ore consentite, la malattia retribuita, la maternità ecc...ecc... lo dobbiamo alle lotte dei nostri genitori (forse nonni) che rischiando hanno migliorato le condizioni lavorative di tutti.
Adesso leggo con infinità tristezza che intere schiere di docenti (cavolo, parliamo proprio di quella categoria di dipendenti pubblici pagati da fame, trattati da cani, la cui considerazione sociale è scesa a zero) che pur del ruolo svenderebbero qualsiasi diritto.
Non mi si dica la storia della Grecia, è un bello spauracchio agitato contro i lavoratori pavidi, l'Italia ammesso che faccia la fine della Grecia la farà per ben altri motivi.
In linea generale, senza fare grandi discorsi economico-sociali, è un classico quello dell'agitare vari spauracchi (il terrorismo, la crisi, ecc..ecc..) per costringere la gente a rinunciare ai proprio diritti...il problema è che una volta piegatisi al gioco E' FINITA, non si sa mai il grado di erosione dei diritti al quale si potrebbe arrivare...
Nel caso specifico dei docenti italiani, io trovo davvero paradossale il discorso di qualche collega, lo trovo misero e avvilente, parliamo della categoria professionale (gente laureata, specializzata e abilitata) pagata come dei commessi (una commessa guadagna tanto, diciamocelo bene e finiamola con questa storia) o come un livello A2 dell'amministrazione pubblica (1.200 euro al mese, nella pubblica amministrazione lo prendono in quei ruoli dove è richiesta la licenza media)...
Forse molti colleghi, per ingenuità e per poca conoscenza del mondo, credono che nel pubblico anche gli altri stringano la cinghia, NON e' così, nessuno prende gli stipendi da fame che prendiamo noi.
Se poi portiamo il paragone alle estreme conseguenze, nel pubblico, i ruoli dove è necessaria la laurea per accedervi (e vi assicuro che tramite concorsi interni e roba varia si ci arriva) hanno delle retribuzioni doppie o triple rispetto a noi. Senza contare i famosi "premi di produzione" che nel pubblico sono diventato uno strumento per far lievitare ulteriormente le retribuzioni.
Evito di parlarvi delle forze armate, della gdf, un ragazzino 20enne, dopo il corso, prende già più di noi....oppure potrei parlarvi delle poste (un mio amico "portalettere" guadagna più di me)...
Ora se voi per un pezzo di pane (di questo parliamo) siete disponibili a rinunciare ancora ai vostri diritti (non lo so, almeno comunicateci la vostra soglia minima sotto la quale non volete scendere....1000 euro al mese, senza ferie, malattia, permessi, vi sta ancora bene???), fatevelo dire, siete davvero delle persone tristi.
Evitate di tirare in ballo Grecia e sacrifici....cmq mi rendo conto di appartenere ad una categoria professionale davvero pavida, forse forse, è vero, molti colleghi lavorano così poco che quei 1200 euro al mese gli sembrano pure regalati e caduti dal cielo, ti assicuro che per chi lavora e sa fare il proprio lavoro quei 1200 euro al mese costituiscono una miseria.

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Messaggio Da milale Mar Lug 19, 2011 2:01 pm

eragon ha scritto:Premettendo che sono molto lontano dal ruolo, concordo pienamente con il collega, la categoria docente italiana è messa davvero male.
Se in Italia esistono le ferie, le giornate lavorative con un massimo di ore consentite, la malattia retribuita, la maternità ecc...ecc... lo dobbiamo alle lotte dei nostri genitori (forse nonni) che rischiando hanno migliorato le condizioni lavorative di tutti.
Adesso leggo con infinità tristezza che intere schiere di docenti (cavolo, parliamo proprio di quella categoria di dipendenti pubblici pagati da fame, trattati da cani, la cui considerazione sociale è scesa a zero) che pur del ruolo svenderebbero qualsiasi diritto.
Non mi si dica la storia della Grecia, è un bello spauracchio agitato contro i lavoratori pavidi, l'Italia ammesso che faccia la fine della Grecia la farà per ben altri motivi.
In linea generale, senza fare grandi discorsi economico-sociali, è un classico quello dell'agitare vari spauracchi (il terrorismo, la crisi, ecc..ecc..) per costringere la gente a rinunciare ai proprio diritti...il problema è che una volta piegatisi al gioco E' FINITA, non si sa mai il grado di erosione dei diritti al quale si potrebbe arrivare...

sono pienamente d'accordo con te!!!!!!!!!
questo è solo il primo passo per piegarci e usarci e mallearci sempre di piu'.
E sinceramente chi fa i discorsi sulla grecia mi sembra che non abbia piena coscienza che la crisi dipende principalmente da un mal governo che sta in alto,molto piu'di noi e che di certo non ha roblemi ad arrivare al 30 del mese!
Nel caso specifico dei docenti italiani, io trovo davvero paradossale il discorso di qualche collega, lo trovo misero e avvilente, parliamo della categoria professionale (gente laureata, specializzata e abilitata) pagata come dei commessi (una commessa guadagna tanto, diciamocelo bene e finiamola con questa storia) o come un livello A2 dell'amministrazione pubblica (1.200 euro al mese, nella pubblica amministrazione lo prendono in quei ruoli dove è richiesta la licenza media)...
Forse molti colleghi, per ingenuità e per poca conoscenza del mondo, credono che nel pubblico anche gli altri stringano la cinghia, NON e' così, nessuno prende gli stipendi da fame che prendiamo noi.
Se poi portiamo il paragone alle estreme conseguenze, nel pubblico, i ruoli dove è necessaria la laurea per accedervi (e vi assicuro che tramite concorsi interni e roba varia si ci arriva) hanno delle retribuzioni doppie o triple rispetto a noi. Senza contare i famosi "premi di produzione" che nel pubblico sono diventato uno strumento per far lievitare ulteriormente le retribuzioni.
Evito di parlarvi delle forze armate, della gdf, un ragazzino 20enne, dopo il corso, prende già più di noi....oppure potrei parlarvi delle poste (un mio amico "portalettere" guadagna più di me)...
Ora se voi per un pezzo di pane (di questo parliamo) siete disponibili a rinunciare ancora ai vostri diritti (non lo so, almeno comunicateci la vostra soglia minima sotto la quale non volete scendere....1000 euro al mese, senza ferie, malattia, permessi, vi sta ancora bene???), fatevelo dire, siete davvero delle persone tristi.
Evitate di tirare in ballo Grecia e sacrifici....cmq mi rendo conto di appartenere ad una categoria professionale davvero pavida, forse forse, è vero, molti colleghi lavorano così poco che quei 1200 euro al mese gli sembrano pure regalati e caduti dal cielo, ti assicuro che per chi lavora e sa fare il proprio lavoro quei 1200 euro al mese costituiscono una miseria.

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Messaggio Da Puccina Mar Lug 19, 2011 2:11 pm

eragon ha scritto:Premettendo che sono molto lontano dal ruolo, concordo pienamente con il collega, la categoria docente italiana è messa davvero male.
Se in Italia esistono le ferie, le giornate lavorative con un massimo di ore consentite, la malattia retribuita, la maternità ecc...ecc... lo dobbiamo alle lotte dei nostri genitori (forse nonni) che rischiando hanno migliorato le condizioni lavorative di tutti.
Adesso leggo con infinità tristezza che intere schiere di docenti (cavolo, parliamo proprio di quella categoria di dipendenti pubblici pagati da fame, trattati da cani, la cui considerazione sociale è scesa a zero) che pur del ruolo svenderebbero qualsiasi diritto.
Non mi si dica la storia della Grecia, è un bello spauracchio agitato contro i lavoratori pavidi, l'Italia ammesso che faccia la fine della Grecia la farà per ben altri motivi.
In linea generale, senza fare grandi discorsi economico-sociali, è un classico quello dell'agitare vari spauracchi (il terrorismo, la crisi, ecc..ecc..) per costringere la gente a rinunciare ai proprio diritti...il problema è che una volta piegatisi al gioco E' FINITA, non si sa mai il grado di erosione dei diritti al quale si potrebbe arrivare...
Nel caso specifico dei docenti italiani, io trovo davvero paradossale il discorso di qualche collega, lo trovo misero e avvilente, parliamo della categoria professionale (gente laureata, specializzata e abilitata) pagata come dei commessi (una commessa guadagna tanto, diciamocelo bene e finiamola con questa storia) o come un livello A2 dell'amministrazione pubblica (1.200 euro al mese, nella pubblica amministrazione lo prendono in quei ruoli dove è richiesta la licenza media)...
Forse molti colleghi, per ingenuità e per poca conoscenza del mondo, credono che nel pubblico anche gli altri stringano la cinghia, NON e' così, nessuno prende gli stipendi da fame che prendiamo noi.
Se poi portiamo il paragone alle estreme conseguenze, nel pubblico, i ruoli dove è necessaria la laurea per accedervi (e vi assicuro che tramite concorsi interni e roba varia si ci arriva) hanno delle retribuzioni doppie o triple rispetto a noi. Senza contare i famosi "premi di produzione" che nel pubblico sono diventato uno strumento per far lievitare ulteriormente le retribuzioni.
Evito di parlarvi delle forze armate, della gdf, un ragazzino 20enne, dopo il corso, prende già più di noi....oppure potrei parlarvi delle poste (un mio amico "portalettere" guadagna più di me)...
Ora se voi per un pezzo di pane (di questo parliamo) siete disponibili a rinunciare ancora ai vostri diritti (non lo so, almeno comunicateci la vostra soglia minima sotto la quale non volete scendere....1000 euro al mese, senza ferie, malattia, permessi, vi sta ancora bene???), fatevelo dire, siete davvero delle persone tristi.
Evitate di tirare in ballo Grecia e sacrifici....cmq mi rendo conto di appartenere ad una categoria professionale davvero pavida, forse forse, è vero, molti colleghi lavorano così poco che quei 1200 euro al mese gli sembrano pure regalati e caduti dal cielo, ti assicuro che per chi lavora e sa fare il proprio lavoro quei 1200 euro al mese costituiscono una miseria.

tutta sta pappardella per insultare a ripetizione i colleghi che ritengono che 1300 euro al mese siano uno stipendio dignitoso. Non lo sai che i nostri nonni hanno lottato soprattutto per garantirci la libertà di pensiero? La proposta fatta finora consiste solo ed esclusivamente in una decurtazione economica (pare che proporranno di rimandare di 5 anni la ricostruzione di carriera), non sono toccati né malattia, né maternità, né ferie, né permessi, né diritto di sciopero. quindi parli a vanvera. Se la proposta fosse diversa, allora mi troveresti d'accordo. Ma se si tratta di prendere 1300 euro al mese, con tutte le ferie, la malattia, ecc ecc, beh, ti assicuro che c'è gente laureata che prende molto, molto meno, e che ribolle di rabbia a sentire che ci lamentiamo noi. Credo che i nonni di cui parli si rivoltino nella tomba a sentire che chi lavora onestamente e si ritiene in tempo di crisi fortunato con 1300 euro al mese viene insultato come persona pavida, ingenua, ignorante, misera, fannullona, ecc ecc. Evito di scendere al tuo livello e risponderti per le rime. Evidentemente ho un'idea diversa di ciò che rende una persona degna di considerazione e rispetto.

Ho degli amici laureati che prendono 600 euro al mese, e nonostante i tuoi insulti io continuo a considerarmi una persona molto fortunata, perché posso lavorare onestamente e prendere uno stipendio dignitoso.
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Messaggio Da Emytango Mar Lug 19, 2011 2:17 pm

Puccina ha scritto:
eragon ha scritto:Premettendo che sono molto lontano dal ruolo, concordo pienamente con il collega, la categoria docente italiana è messa davvero male.
Se in Italia esistono le ferie, le giornate lavorative con un massimo di ore consentite, la malattia retribuita, la maternità ecc...ecc... lo dobbiamo alle lotte dei nostri genitori (forse nonni) che rischiando hanno migliorato le condizioni lavorative di tutti.
Adesso leggo con infinità tristezza che intere schiere di docenti (cavolo, parliamo proprio di quella categoria di dipendenti pubblici pagati da fame, trattati da cani, la cui considerazione sociale è scesa a zero) che pur del ruolo svenderebbero qualsiasi diritto.
Non mi si dica la storia della Grecia, è un bello spauracchio agitato contro i lavoratori pavidi, l'Italia ammesso che faccia la fine della Grecia la farà per ben altri motivi.
In linea generale, senza fare grandi discorsi economico-sociali, è un classico quello dell'agitare vari spauracchi (il terrorismo, la crisi, ecc..ecc..) per costringere la gente a rinunciare ai proprio diritti...il problema è che una volta piegatisi al gioco E' FINITA, non si sa mai il grado di erosione dei diritti al quale si potrebbe arrivare...
Nel caso specifico dei docenti italiani, io trovo davvero paradossale il discorso di qualche collega, lo trovo misero e avvilente, parliamo della categoria professionale (gente laureata, specializzata e abilitata) pagata come dei commessi (una commessa guadagna tanto, diciamocelo bene e finiamola con questa storia) o come un livello A2 dell'amministrazione pubblica (1.200 euro al mese, nella pubblica amministrazione lo prendono in quei ruoli dove è richiesta la licenza media)...
Forse molti colleghi, per ingenuità e per poca conoscenza del mondo, credono che nel pubblico anche gli altri stringano la cinghia, NON e' così, nessuno prende gli stipendi da fame che prendiamo noi.
Se poi portiamo il paragone alle estreme conseguenze, nel pubblico, i ruoli dove è necessaria la laurea per accedervi (e vi assicuro che tramite concorsi interni e roba varia si ci arriva) hanno delle retribuzioni doppie o triple rispetto a noi. Senza contare i famosi "premi di produzione" che nel pubblico sono diventato uno strumento per far lievitare ulteriormente le retribuzioni.
Evito di parlarvi delle forze armate, della gdf, un ragazzino 20enne, dopo il corso, prende già più di noi....oppure potrei parlarvi delle poste (un mio amico "portalettere" guadagna più di me)...
Ora se voi per un pezzo di pane (di questo parliamo) siete disponibili a rinunciare ancora ai vostri diritti (non lo so, almeno comunicateci la vostra soglia minima sotto la quale non volete scendere....1000 euro al mese, senza ferie, malattia, permessi, vi sta ancora bene???), fatevelo dire, siete davvero delle persone tristi.
Evitate di tirare in ballo Grecia e sacrifici....cmq mi rendo conto di appartenere ad una categoria professionale davvero pavida, forse forse, è vero, molti colleghi lavorano così poco che quei 1200 euro al mese gli sembrano pure regalati e caduti dal cielo, ti assicuro che per chi lavora e sa fare il proprio lavoro quei 1200 euro al mese costituiscono una miseria.

tutta sta pappardella per insultare a ripetizione i colleghi che ritengono che 1300 euro al mese siano uno stipendio dignitoso. Non lo sai che i nostri nonni hanno lottato soprattutto per garantirci la libertà di pensiero? La proposta fatta finora consiste solo ed esclusivamente in una decurtazione economica (pare che proporranno di rimandare di 5 anni la ricostruzione di carriera), non sono toccati né malattia, né maternità, né ferie, né permessi, né diritto di sciopero. quindi parli a vanvera. Se la proposta fosse diversa, allora mi troveresti d'accordo. Ma se si tratta di prendere 1300 euro al mese, con tutte le ferie, la malattia, ecc ecc, beh, ti assicuro che c'è gente laureata che prende molto, molto meno, e che ribolle di rabbia a sentire che ci lamentiamo noi. Credo che i nonni di cui parli si rivoltino nella tomba a sentire che chi lavora onestamente e si ritiene in tempo di crisi fortunato con 1300 euro al mese viene insultato come persona pavida, ingenua, ignorante, misera, fannullona, ecc ecc. Evito di scendere al tuo livello e risponderti per le rime. Evidentemente ho un'idea diversa di ciò che rende una persona degna di considerazione e rispetto.

Ho degli amici laureati che prendono 600 euro al mese, e nonostante i tuoi insulti io continuo a considerarmi una persona molto fortunata, perché posso lavorare onestamente e prendere uno stipendio dignitoso.

E' vero, Puccina, hai ragione. Non è il tempo storico adatto per arricchirci, gli insegnanti ( economicamente) non si arricchiscono. Dobbiamo farcene una ragione, e ringraziare se percepiamo 1200-1300 euro netti. Può fare rabbia a molti, ma c'è chi sta peggio, con la cassa integrazione, padri di famiglia....

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Messaggio Da Puccina Mar Lug 19, 2011 2:35 pm

dalle prime indiscrezioni sembrerebbe che ci sia in ballo solo uno scatto di anzianità:

http://orizzontescuola.forumattivo.com/t13348-riunione-del-19-luglio
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Messaggio Da lallaorizzonte Mar Lug 19, 2011 2:50 pm

chiudo, il topic risulta ripetitivo

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