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L'insegnante di sostegno è docente della classe

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Messaggio Da paola65 Mer Mag 16, 2012 5:17 pm

Il docente assegnato alle attività di sostegno
L'assegnazione dell'insegnante per le attività di sostegno alla classe, così come
previsto dal Testo Unico L. 297/94 rappresenta la “vera” natura del ruolo che egli
svolge nel processo di integrazione. Infatti è l'intera comunità scolastica che deve essere
coinvolta nel processo in questione e non solo una figura professionale specifica a cui
demandare in modo esclusivo il compito dell'integrazione. Il limite maggiore di tale
impostazione risiede nel fatto che nelle ore in cui non è presente il docente per le attività
di sostegno esiste il concreto rischio che per l'alunno con disabilità non vi sia la
necessaria tutela in ordine al diritto allo studio. La logica deve essere invece sistemica,
ovvero quella secondo cui il docente in questione è “assegnato alla classe per le attività
di sostegno”, nel senso che oltre a intervenire sulla base di una preparazione specifica
nelle ore in classe collabora con l'insegnante curricolare e con il Consiglio di Classe
affinché l'iter formativo dell'alunno possa continuare anche in sua assenza.

Questa logica deve informare il lavoro dei gruppi previsti dalle norme e la
programmazione integrata. {linee guida per integrazione}

Quando un docente di sostegno è assegnato ad una classe deve ignorare la logica, aiutando altri allievi che come difficoltà hanno "solo" quella di non voler studiare?
Bisognerebbe eticamente aiutare tutti, anche a scapito dell'allievo disabile o eticamente dare il 100 per cento delle energie lavorative per favorire il disabile?

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Messaggio Da carla75 Mer Mag 16, 2012 5:56 pm

La normativa vorrebbe che l'insegnante di sostegno aiutasse tutti, cosi' come il docente curriculare dovrebbe aiutare il ragazzo disabile che e' anche suo alunno. Quando lavoro mi regolo in questo modo: se il collega si alza dalla cattedra per aiutare il mio alunno, allora io vado dagli altri. Ovviamente in sette anni non mi e' mai capitato.
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Messaggio Da Cinderella Mer Mag 16, 2012 6:01 pm

Ciao!

Non è detto che gli altri alunni della classe vadano male solo perché non studiano...
Alcuni potrebbero avere addirittura delle problematiche più grosse del nostro H, però non si sentono di farsi certificare....
Altri ancora potrebbero avere problemi di famiglia, problemi di lingua (gli stranieri) etc etc etc... Problemi dei tipi più svariati... Insomma: bisogni educativi speciali...

Il nostro intervento si deve concentrare su H?!?
Tieni presente che il fatto di aiutare gli altri potrebbe aiutare il ragazzo H... Ci sono molti H infatti che rifiutano il sostegno perché temono di sentirsi trattati in modo diverso... E quindi il fatto di aiutare gli altri potrebbe essere utile per migliorare la relazione di aiuto...
E poi se pensiamo al sostegno come "aiutare solo l'H"... potremo far pensare ai ragazzi della classe che noi siamo in classe solo per lui... e quindi creargli noi stessi problemi di integrazione... farlo sentire emarginato... E' quello che dobbiamo evitare...
Per non parlare del fatto che si possono creare gruppi di studio di ragazzi H e non H... e inoltre

Aiutare gli altri potrebbe quindi significare aiutare il ragazzo H.... Non ce lo dimentichiamo!

Ciao da Cindy

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Messaggio Da paola65 Gio Mag 17, 2012 1:25 pm

Cinderella, ogni singolo allievo ha punti di forza e punti di debolezza, noi docenti dovremmo essere capaci di capire se il problema di un allievo riguarda solo il mancato approccio a varie discipline, o se proprio non ce la fa, e in questo caso ci accontentiamo di diversificare le richieste di studio, invece non è corretto arrogarci il diritto di certificarlo a scuola, o essere ipercomprensivi perchè la famiglia si vergogna, anzi proprio qui dobbiamo lavorare per far capire che una diversità è un valore e non un marchio a fuoco.
Una normativa che indica con chiarezza il ruolo che un docente deve occupare, non è una libera interpretazione di chi legge, è una regola creata dal legislatore per difendere e proteggere chi si trova in condizioni di svantaggio, non per nulla è stata emanata, nonostante nella nostra Costituzione è scritto a chiare lettere che un uomo disabile ha diritto ad usufruire di una serie di diritti tra cui quello di ottenere una istruzione; Avranno dovuto reiterare il concetto? E perchè visto che era già così chiaro?
Oggi abbiamo guide, indicazioni, consigli normativi sul lavoro che noi docenti di sostegno dobbiamo svolgere, aiutare a priori ragazzi che non studiano o che non sono certificati per vergogna, tralasciando di conseguenza l'allievo H o costringendolo a misurarsi con con coetanei che hanno comunque capacità intellettive più acuite delle sue che a lungo andare ne mineranno l'autostima, per me non è corretto.


Carla 75, potresti darmi indicazioni precise sulla normativa se le hai? Te ne sarei grata, non riesco a trovare quello che tu e altri mi hanno riferito nel tempo ed avrei bisogno di leggerla per chiarirmi le idee.

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Messaggio Da carla75 Gio Mag 17, 2012 3:02 pm

L'insegnante di sostegno
E' un insegnante specializzato, previsto dalla Legge 517/77, che viene assegnato, in piena contitolarità con gli altri docenti, alla classe in cui è inserito il soggetto portatore di handicap per attuare "forme di integrazione a favore degli alunni portatori di handicap" e "realizzare interventi individualizzati in relazione alle esigenze dei singoli alunni"
L'insegnante di Sostegno assume l'impegno di collaborare pienamente con i colleghi nell'impostazione e realizzazione del progetto educativo-didattico riferito all'alunno h., mette a disposizione la propria competenza, correlata alla specializzazione didattica, e a predisporre i relativi percorsi e strumenti; assume la corresponsabilità dell'attività educativa e didattica complessiva nella sezione, modulo o classe cui viene assegnata; svolge compiti di collaborazione con le famiglie e le strutture sanitarie del territorio (C.M. 184 del 3/7/91).
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Messaggio Da paola65 Gio Mag 17, 2012 3:53 pm

Grazie 1000 Carla75!!!

paola65

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Messaggio Da carla75 Gio Mag 17, 2012 4:20 pm

paola65 ha scritto:Grazie 1000 Carla75!!!
;-)
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Messaggio Da Cinderella Gio Mag 17, 2012 11:10 pm

paola65 ha scritto: [...] invece non è corretto arrogarci il diritto di certificarlo a scuola, o essere ipercomprensivi perchè la famiglia si vergogna, anzi proprio qui dobbiamo lavorare per far capire che una diversità è un valore e non un marchio a fuoco..

La certificazione la fanno i servizi... è ovvio... Ma il fatto di aiutare un ragazzo NON deve significare considerarlo handicappato...
Bisogna infatti scardinare l'idea "essere aiutati dal sos = essere H"... e in questo caso direi "eliminare questa idea soprattutto dalla testa degli insegnanti..."

concordo in pieno sul fatto che la diversità sia un valore e non un marchio a fuoco... e sul fatto di far capire alle famiglie di riconoscere che il figlio ha dei problemi... Ma come tu sai non tutti lo vogliono riconoscere... Molti non vogliono l'insegnante di sostegno perché temono di sentirsi emarginati... e se continuiamo a stare appiccicati al ragazzo H senza guardare gli altri... questa idea si rafforzerà in loro....

Sono d'accordo con te che non si può essere ipercomprensivi: si fa quello che si può... L'obiettivo deve essere il nostro ragazzino... ma le strade per arrivare all'obiettivo potrebbero passare anche attraverso l'aiuto a tutti gli altri...

paola65 ha scritto:
[...] è una regola creata dal legislatore per difendere e proteggere chi si trova in condizioni di svantaggio, non per nulla è stata emanata, nonostante nella nostra Costituzione è scritto a chiare lettere che un uomo disabile ha diritto ad usufruire di una serie di diritti tra cui quello di ottenere una istruzione; Avranno dovuto reiterare il concetto? E perchè visto che era già così chiaro?..

Concordo sulla linea di principio... L'obiettivo deve essere il ragazzo H perché ha diritto all'istruzione e necessita di essere seguito...
Ma le modalità di raggiungere l'obiettivo potrebbero passare attraverso l'aiuto ai suoi compagni...
Ti elnco alcuni vantaggi:
Potenziamento dell'autonomia del ragazzo H,
evitare/limitare il rapporto simbiotico H-insegnante sos che crea più problemi di emarginazione più che integrazione...: il ragazzo deve fare davvero parte della classe... e non essere considerato "quello in più" ...
infiniti altri...

E' ovvio che tutto dipende dal caso che si segue, dal clima che si respira in classe... In alcuni casi può essere necessario stare maggiormente appiccicati... In altri casi no... DIPENDE...

paola65 ha scritto:
tralasciando di conseguenza l'allievo H o costringendolo a misurarsi con con coetanei che hanno comunque capacità intellettive più acuite delle sue che a lungo andare ne mineranno l'autostima, per me non è corretto.

Non so se ho capito quello che intendi con "confrontarsi con i coetanei"...
Se intendi quello che penso io, ti faccio un esempio: una mia collega tempo fa ha detto che "i ragazzi H devono stare fuori dalla classe perché è umiliante per loro vedere che i compagni sono più in gamba"...

Io non sono d'accordo...
Ti faccio un esempio: io studio il pianoforte come dilettante... e sarebbe assurdo se mi impedissero di ascoltare i CD dei grandi pianisti perché "potrei sentirmi umiliata"... E' vero che io sono ad anni luce dai pianisti che amo ascoltare... ma vedere chi è più bravo mi arricchisce: imparo più cose... e inoltre se NON sapessi che ci sono persone che suonano il piano meglio di me... potrebbe darmi una falsa percezione di me...
;;;-)

Ciao da Cindy

Cinderella

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Messaggio Da paola65 Ven Mag 18, 2012 5:19 pm

Sono d'accordo con te che non si può essere ipercomprensivi: si fa quello che si può... L'obiettivo deve essere il nostro ragazzino... ma le strade per arrivare all'obiettivo potrebbero passare anche attraverso l'aiuto a tutti gli altri...

Si aiuto da parte di tutti gli altri, quindi allievi bravi e meno bravi, colleghi che usano il lavoro di gruppo in classe, consentendo di interagire con gli altri.


Concordo sulla linea di principio... L'obiettivo deve essere il ragazzo H perché ha diritto all'istruzione e necessita di essere seguito...
Ma le modalità di raggiungere l'obiettivo potrebbero passare attraverso l'aiuto ai suoi compagni...

Si ma l'aiuto deve essere concordato tra insegnanti (di classe e sos) che creano le situazioni di collaborazione e integrazione- sembra ovvio, ma spesso l'allievo h è visto come quello seguito dal docente di sos, quindi pochi adottano strategie di integrazione, dimenticando di fare una fotocopia in più della scheda dell'argomento trattato, da dare all'h, tanto poi se c'è il docente di sos ci pensa lui, altrimenti la fotocpoia non la vedrà mai.


E' ovvio che tutto dipende dal caso che si segue, dal clima che si respira in classe... In alcuni casi può essere necessario stare maggiormente appiccicati... In altri casi no... DIPENDE...

concordo

paola65 ha scritto:
tralasciando di conseguenza l'allievo H o costringendolo a misurarsi con con coetanei che hanno comunque capacità intellettive più acuite delle sue che a lungo andare ne mineranno l'autostima, per me non è corretto.

Non so se ho capito quello che intendi con "confrontarsi con i coetanei"...
Se intendi quello che penso io, ti faccio un esempio: una mia collega tempo fa ha detto che "i ragazzi H devono stare fuori dalla classe perché è umiliante per loro vedere che i compagni sono più in gamba"...


Mi spiego- l'allievo deve stare in classe perchè lì ci sono bravi e meno bravi, studiosi e non studiosi, quindi anche se un confronto c'è, rientra in un insieme variegato e la differenza viene recepita un pò di meno dall'allievo. Il confronto è negativo quando si costringe un alunno h ad uscire dalla classe con allievi che non hanno svolto i compiti perchè per loro era più importante andare in palestra e che messi in "castigo" con il doc di sostegno che li segue, eseguono senza difficoltà i compiti, così io percepisco una sorta di mortificazione per l'allievo h che si impegna il triplo o anche più, e che non raggiunge comunque risultati accettabili, questo lo fa cadere nello sconforto e nella convinzione che tanto è inutile impegnarsi...tanto c'è sempre un doc buono che ti aiuta.

Io non sono d'accordo...
Ti faccio un esempio: io studio il pianoforte come dilettante... e sarebbe assurdo se mi impedissero di ascoltare i CD dei grandi pianisti perché "potrei sentirmi umiliata"... E' vero che io sono ad anni luce dai pianisti che amo ascoltare... ma vedere chi è più bravo mi arricchisce: imparo più cose... e inoltre se NON sapessi che ci sono persone che suonano il piano meglio di me... potrebbe darmi una falsa percezione di me...
;;;-)

Scusa ma nessuno impedisce di ascoltare i grandi pianisti, solo che il confronto tra te e chi è con te è meno palpabile se c'è chi si distrae, chi non è interessato, chi è interessato, chi si tappa le orecchie, emerge invece forte, quando ascolti tu e uno che riesce perfettamente a suonare, ma che non lo fa perchè non gli piace e l'H, magari appassionato ma che non può raggiungere un determinato livello.

paola65

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Messaggio Da Cinderella Ven Mag 18, 2012 11:28 pm

Ciao Paola!

Ti leggo volentieri! :-) Sono pienamente d'accordo su quello che dici.... anche se ieri... a causa di un problema di comunicazione, le tue idee mi sembravano molto distanti dalle mie!

paola65 ha scritto:
Si aiuto da parte di tutti gli altri, quindi allievi bravi e meno bravi, colleghi che usano il lavoro di gruppo in classe, consentendo di interagire con gli altri.

Infatti... ci vuole ovviamente la collaborazione dei colleghi... E noi dobbiamo fare tutto il possibile per ottenere la loro collaborazione...

paola65 ha scritto:

Si ma l'aiuto deve essere concordato tra insegnanti (di classe e sos) che creano le situazioni di collaborazione e integrazione- sembra ovvio, ma spesso l'allievo h è visto come quello seguito dal docente di sos, quindi pochi adottano strategie di integrazione, dimenticando di fare una fotocopia in più della scheda dell'argomento trattato, da dare all'h, tanto poi se c'è il docente di sos ci pensa lui, altrimenti la fotocpoia non la vedrà mai.

Concordo in pieno... Il fatto è che purtroppo i docenti curricolari si disinteressano del ragazzo H, pensando che non sia di loro competenza...
Bisogna responsabilizzarli e bisogna farlo con le dovute pinze... con gentilezza e determinazione, per intenderci...


paola65 ha scritto:
tralasciando di conseguenza l'allievo H o costringendolo a misurarsi con con coetanei che hanno comunque capacità intellettive più acuite delle sue che a lungo andare ne mineranno l'autostima, per me non è corretto.

Non so se ho capito quello che intendi con "confrontarsi con i coetanei"...
Se intendi quello che penso io, ti faccio un esempio: una mia collega tempo fa ha detto che "i ragazzi H devono stare fuori dalla classe perché è umiliante per loro vedere che i compagni sono più in gamba"...


Mi spiego- l'allievo deve stare in classe perchè lì ci sono bravi e meno bravi, studiosi e non studiosi, quindi anche se un confronto c'è, rientra in un insieme variegato e la differenza viene recepita un pò di meno dall'allievo. Il confronto è negativo quando si costringe un alunno h ad uscire dalla classe con allievi che non hanno svolto i compiti perchè per loro era più importante andare in palestra e che messi in "castigo" con il doc di sostegno che li segue, eseguono senza difficoltà i compiti, così io percepisco una sorta di mortificazione per l'allievo h che si impegna il triplo o anche più, e che non raggiunge comunque risultati accettabili, questo lo fa cadere nello sconforto e nella convinzione che tanto è inutile impegnarsi...tanto c'è sempre un doc buono che ti aiuta.


Sono pienamente d'accordo... NOn ha senso portare fuori Pierino insieme a quei 4 o 5 scioperati che non hanno voglia di studiare... Questo significa mortificarlo...
Il portar fuori il gruppetto deve essere ovviamente con l'obiettivo di far star bene Pierino: miglioramento della socializzazione, confronto (positivo!!!) con gli altri. Esistono inoltre alcuni casi in cui Pierino è più bravo degli altri... e può fungere anche da tutor per gli altri... Ottimo per migliorare l'autostima!

E poi il gruppetto ottimo per il miglioramento dell'autonomia: mi è capitato di seguire una H molto differenziata insieme ad una compagna normodotata e con cui andava d'accordo... Ognuna faceva un'attività diversa... Con entrambe le ragazze avevo però chiarito: il fatto di seguirle entrambe in questo modo NON significava volerle trascurare, ma era perché volevo che diventassero più autonome nelle loro attività (aspettare il proprio turno per ottenere aiuto)...
Il fatto di passare da una all'altra era per me faticoso ma è stato molto produttivo... E la ragazza H, di solito molto timida, ha cominciato a scherzare con la compagna... che l'ha vista con occhi diversi...

Per quanto riguarda il fattore "distrazione" si dosano le attività in modo opportuno... E' ovvio che in quella situazione la ragazza H si distraeva... ma ovviamente NON effettuavo con lei solo quel tipo di modalità.... ;;;;-)

paola65 ha scritto:

Io non sono d'accordo...
Ti faccio un esempio: io studio il pianoforte come dilettante...

Scusa ma nessuno impedisce di ascoltare i grandi pianisti, solo che il confronto tra te e chi è con te è meno palpabile se c'è chi si distrae, chi non è interessato, chi è interessato, chi si tappa le orecchie, emerge invece forte, quando ascolti tu e uno che riesce perfettamente a suonare, ma che non lo fa perchè non gli piace e l'H, magari appassionato ma che non può raggiungere un determinato livello.

Ora ho capito che cosa intendi... io mi sono spiegata male e non intendevo quello che pensavi che io intendessi... ;;;-) Scusa il bisticcio di parole...
E' ovvio che se sento Rubinstein che suona, mi arricchisce... Ma Rubinstein per diventare Rubinstein non faceva il pelandrone, anzi... Studio matto e disperatissimo...
Posso osservare in che modo tiene, le mani, in che modo interpreta... e tutto ciò mi arricchisce...

Ritornando al contesto scolastico: il ragazzo H guarda i compagni che fanno un'attività (ad esempio disegnano ad alto livello) Li guarda con interesse, osserva con interesse in che modo tengono il pennello... Prova a cimentarsi anche lui ma si accorge di essere imbranato... Qualcuno dei suoi compagni interviene e gli dà suggerimenti su come tenere il pennello, su come diluire il colore etc etc... In questo modo tutti si arricchiscono...
Diverso sarebbe invece stato il caso in cui l'H deve stare fuori dalla classe con l'insegnante di sostegno che non sa tenere un pennello in mano... E deve stare fuori... perché la docente curricolare ritiene che potrebbe sentirsi mortificato a guardare gli altri che fanno meglio di lui...

Spero di essermi spiegata meglio su quello che intendevo dire... ;-)

Ciao da Cindy

Cinderella

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Messaggio Da chicca72 Lun Mag 26, 2014 1:47 pm

Vorrei fare una domanda :l'insegnante di sostegno della scuola dell'infanzia dove lavoro, molto spesso esce dalla scuola con la bimba tetraplegica che segue per lunghe passeggiate che durano più di un'ora.A me sembra poco corretto , perché non si tratta di uscite didattiche sul territorio, per le quali i genitori ci hanno autorizzati ad inizio anno...Tutto ciò è regolare? Premetto che la bimba soffre spesso di crisi epilettiche e per tanto mi chiedo anche : se capitasse qualcosa mentre è fuori??

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Messaggio Da bowling Lun Mag 26, 2014 10:19 pm

chicca72 ha scritto:Vorrei fare una domanda :l'insegnante di sostegno della scuola dell'infanzia dove lavoro, molto spesso esce dalla scuola con la bimba tetraplegica che segue per lunghe passeggiate che durano più di un'ora.A me sembra poco corretto , perché non si tratta di uscite didattiche sul territorio, per le quali i genitori ci hanno autorizzati  ad inizio anno...Tutto ciò è regolare? Premetto che la bimba soffre spesso di crisi epilettiche e per tanto mi chiedo anche : se capitasse qualcosa mentre è fuori??

Chicca 72, la bambina tetraplegica è anche tua alunna a tutti gli effetti ed hai piena responsabilità su di lei per cui se le succede qualcosa tu ne rispondi assieme all'insegnante di sostegno. Non è normale che l'alunna esca dalla scuola o perlomeno l'insegnante di sostegno deve farlo solamente firmando una carta in cui dichiara l'uscita, sempre a discrezione del dirigente.

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