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Messaggio Da LucaPS Dom Giu 08, 2014 12:28 pm

Premesso che non è bene tagliare nella Scuola.

Premesso che se tagli vogliono fare, questi si dovrebbero fare negli anni "ponte" (ultimo anno infanzia e primo anno elementare / ultimo anno elementari e primo anno medie), in quanto ormai lo sviluppo cognitivo (e affettivo) dei bambini e ragazzi è precoce.

Fatte queste due premesse, all'articolo
http://www.orizzontescuola.it/news/anticipo-5-anni-si-rischia-taglio-27mila-posti-curriculari-e-6500-sostegno

aggiungerei che unendo l'ultimo anno dell'Infanzia al primo anno della Primaria si raggiungerebbe anche il risultato del minor fabbisogno di finanziamento alle Scuole Paritarie, dato che esse sono per la maggior parte dell'Infanzia e si sa che come un mantra viene detto che le Paritarie dell'Infanzia sono necessarie perchè lo Stato non è in grado di coprire il servizio.

Questo aspetto non è stato preso in considerazione nell'articolo e mi sembra invece importante prenderlo in considerazione perchè se di tagli di annualità - purtroppo - si vuole parlare tutte le Scuole Pubbliche (statali e non statali) devono esserne coinvolte. E le Scuole Medie e Superiori non statali sono in numero enormemente inferiore a quelle statali.

Senza considerare - riprendendo l'inizio della mail - che dal punto di vista psico-pedagogico (sia dal punto di vista affettivo che cognitivo) l'ultimo anno dell'Infanzia può benissimo essere accorpato al primo anno della Primaria, per i nostri bambini da alcuni anni così precoci (che ci piaccia o no). Gli esperimenti di Piaget (riguardo all'apprendimento e alle fasi dello sviluppo cognitivo) ormai, da molti anni, hanno tutte le età sballate!

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Messaggio Da Davide Dom Giu 08, 2014 12:42 pm

Ciao Luca, trovo molto interessante ciò che scrivi. Potresti citare i riferimenti teorici e gli studi accademici che avvallano le tue affermazioni sull'accorpamento dell'ultimo anno di infanzia (5 anni) al primo di primaria (6 anni). Grazie, mi interessa tale teoria.
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Messaggio Da LucaPS Dom Giu 08, 2014 6:03 pm

Purtroppo per l'Accademia Piaget et al. sono ancora intoccabili, salvo poi aggiungere che le tappe dell'epistemologia genetica di Piaget non si devono prendere alla lettera come età ma come "percorso". Nessuno si metterà a rifare gli esperimenti di Piaget ma tutti sanno che l'acquisizione dei diversi traguardi psico-cognitivi (es. conservazione dei liquidi o l'attenuazione dell'egocentrismo percettivo o altro) sono ormai anticipati di qualche anno, a causa della significativa stimolazione cognitiva che i nostri bambini hanno, rispetto a quelli degli anni sessanta di Piaget; e anche a causa del ruolo svolto dai mass-media e dai new-media (internet, pc, etc.).

Come età tengono di più le fasi dello psicosessuale di Freud, per dire; o le linee evolutive di Anna Freud; nel senso che lo sviluppo affettivo è meno modificabile dall'ambiente - in quanto legato all'Inconscio (per chi ci crede all'Inconscio!) - dello sviluppo cognitivo. prova ne è che abbiamo bambini e bambine sapientini o adolescenti che sanno tutto e di più (sviluppo cognitivo) ma che - i secondi - sono dei bambinoni dal punto di vista affettivo ed emotivo (sviluppo affettivo-emotivo): a dire che sono alla loro fase adeguata nello sviluppo psico-affettivo ma sono più avanti nello sviluppo psico-cognitivo, per i motivi che tutti sappiamo.

Insomma, un bambino dell'ultimo anno dell'Infanzia e un bambino di prima elementare sono pressochè uguali; e più uguali di quanto non sia un bambino di quinta elementare ed uno di prima media.

---

Ma al di là di tutti questi sofismi psico-pedagogici che lasciano il tempo che trovano, diciamo più semplicemente che... la famosa PRIMINA non mi pare abbia fatto mai danni irreparabili : )

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Messaggio Da fedros Dom Giu 08, 2014 6:46 pm

Ho insegnato tanti anni nella scuola dell'infanzia , e vi assicuro che c'è una grandissima differenza tra bambini di 5 anni e i bimbi di prima elementare non solo dal punto divista cognitivo ma anche emotivo.la psicologia attuale pur riconoscendo i notevoli meriti di Piaget e di Freud, considera le loro teorie superate. I bambini dell'ultimo anno della scuola dell'infanzia non sono ancora pronti ad affrontare un impegno come ad esempio stare seduti 5 ore consecutivamente e prestare attenzione, devono invece apprendere delle abilità e successive competenze che permetteranno la riuscita del percorso scolastico. dispiace leggere post da cui si evince che la scuola dell'infanzia venga considerata come una ludoteca e non come una scuola.vi invito una giornata a visitare una scuola dell'infanzia e scoprirete una realtà sorprendente di laboratori e ambienti del sapere dove i bambini imparano anche leggi della fisica e della chimica ma nel rispetto dei traguardi cognitivi raggiunti.

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Messaggio Da LucaPS Dom Giu 08, 2014 8:25 pm

fedros ha scritto: I bambini dell'ultimo anno della scuola dell'infanzia non sono ancora pronti ad affrontare un impegno come ad esempio stare seduti 5 ore consecutivamente e prestare attenzione
Secondo me gli "open space" e i laboratori dell'ultimo anno dell'Infanzia si potrebbero organizzare anche in prima elementare. In prima elementare i bambini devono forse stare tutti seduti per cinque ore? Se così avviene, non mi sembra adeguato! Il gap tra "mobilità" (ultimo anno dell'Infanzia) - che descrivi - e "demotizzazione" (nel senso di "mancanza di movimento") in prima elementare è un dualismo controproducente e un gap pericoloso per i bambini.

Dispiace sapere che la prima elementare si svolge con la modalità "5 ore seduti" e "prestando attenzione" e so, in realtà, che ciò non avviene, ovvero che l'insegnamento alle elementari è cosa molto più complessa di questo.

fedros ha scritto: la psicologia attuale pur riconoscendo i notevoli meriti di Piaget e di Freud, considera le loro teorie superate
Il mio discorso era un altro: le tappe psico-cognitive sono più mobili (cioè anticipate) delle tappe dello sviluppo psico-affettivo (magari prendendo le linee evolutive di Anna F. piuttosto che le classiche fasi di Freud), in quanto le tappe dello sviluppo psico-cognitivo sono influenzate dalla stimolazione cognitiva massiva a cui i ns bambini vengono sottoposti da alcuni decenni, mentre le tappe dello sviluppo psico-affettivo - ancorchè vi possano essere iperstimolazioni, fissazioni e regressioni, date anche da componenti ambientali e sociali - sono legate a dinamiche più profonde dello psichismo.

In parole semplici, tutti ormai sono concordi nel ritenere che la conservazione dei liquidi, per fare un esempio, avvenga in anticipo rispetto a quanto gli studi di Piaget affermavano. Mentre, ad esempio, la linea evolutiva (psico-affettiva) di Anna F. che va dall'irresponsabilità alla responsabilità verso il proprio corpo o la linea evolutiva (psico-affettiva) dal giocattolo al gioco al lavoro nella periodizzazione dello sviluppo si è mantenuta stabile, direi, dagli anni Sessanta ad oggi.

fedros ha scritto: vi assicuro che c'è una grandissima differenza tra bambini di 5 anni e i bimbi di prima elementare  non solo dal punto di vista cognitivo ma anche emotivo
Ti riferisci ad una differenza psicocognitiva e psicoaffettiva che impedisce di organizzare Infanzia ed Elementari in un ciclo unico, con una riorganizzazione della didattica? Il link citato ad inizio thread, a questo proposito, riferisce l'intervento di ANIEF "che ha chiesto in Senato l'anticipo  scuola a 5 anni, ma con classe "ponte", che preveda la compresenza dei maestri dell'infanzia con quelli della scuola primaria, all'interno di una rinnovata programmazione e organizzazione degli spazi d'aula. In questo modo si eviterebbe di effettuare quei tagli che metterebbero il corpo docente nuovamente sotto tiro e permetterebbe al Ministro di raggiungere il risultati di anticipare il diploma a 17 anni".

fedros ha scritto: vi invito una giornata a visitare una scuola dell'infanzia e scoprirete una realtà sorprendente di laboratori e ambienti del sapere dove i bambini imparano anche leggi della fisica e della chimica ma nel rispetto dei traguardi cognitivi raggiunti
Corcordo. Gli insegnanti dell'ultimo anno dell'Infanzia potrebbero collaborare con le insegnanti del primo anno delle Elementari per organizzare un "anno ponte" secondo le modalità che descrivi?

Forse - come già avvenuto per la "gloriosa" esperienza italiana della Scuola Elementare (e della pedagogia per la Scuola Materna) - ancora dalle Scuole dei gradi inferiori (che, come sappiamo, sono al contrario i "gradi superiori" in quanto 'fondamenta') possono venir fuori delle formidabili idee psico-pedadogiche e didattiche, che per esempio ricompongano (o quantomeno giustappongano) l'eterno dualismo - che tanto male ci ha fatto nel Novecento - tra attivismo e disciplinarismo!

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Messaggio Da fedros Dom Giu 08, 2014 11:49 pm

Credimi e parlo per esperienza e preparazione psicologica ,i bambini a 5 anni non sono ancora pronti per accedere alla scuola elementare e se consulti qualche insegnante della primaria ,ti confermerà che anche i bambini di 6 anni fanno una grandissima fatica a tenere il passo. sempre più numerosi o forse è meglio dire riconosciuti nei bimbi, i problemi di linguaggio e addirittura di comprensione ,per non parlare dei disturbi di attenzione.
solo chi lavora con loro riesce a cogliere le grandi potenzialità ma anche le fragilità.
sarei favorevole a rendere obbligatorio l'ultimo anno della scuola infanzia come avviene in molti paesi europei ricordando che la maggior parte di essi fa iniziare la scuola primaria a sei anni.

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Messaggio Da LucaPS Lun Giu 09, 2014 12:20 am

fedros ha scritto: Credimi e parlo per esperienza e preparazione psicologica ,i bambini a  5 anni non sono ancora pronti per accedere alla scuola elementare
Forse neanche i bambini di 3 anni sono pronti per accedere alla Sc. dell'Infanzia, che oltre a nuovi e impegnativi traguardi cognitivi ha pure i nuovi e "drammatici" traguardi affettivi del "distacco" dalla famiglia e dell'entrata nel gruppo dei pari. Eppure a 3 anni li si fa entrare nella Sc. dell'Infanzia, senza differire di un anno (a 4 anni) la Sc. dell'Infanzia!

Di sicuro, i bambini di 5 elementare non sono ancora pronti per entrare in 1 media; così dicono gli insegnanti delle medie.

E pure in 1^ Superiore si dice che non sono ancora pronti per entrarvi dalla 3^ media.

fedros ha scritto: e se consulti qualche  insegnante della primaria ,ti confermerà che anche i bambini di 6 anni fanno una grandissima fatica a tenere il passo
Già, "tenere il passo". Discutiamo allora di questo passo e stabiliamo nuovi criteri per lo "sviluppo potenziale" nella classe-ponte tra ultimo anno di Infanzia e Prima elementare.

Non vedo perchè tutti gli altri ordini di scuola sono stati di fatto "ribassati" (i primi due anni delle superiori sono di fatto un prolungamento della terza media ed un tempo si chiamavano "quarta e quinta ginnasio"); e l'Università - soprattutto la triennale - è di fatto poco più che un triennio delle Sc. Superiori di una volta) e non si possa pensare di "ribassare" la Prima elementare all'ultimo anno della Sc. dell'Infanzia, creando un anno-ponte, ben sapendo peraltro che tra quinta elementare e prima media - oggigiorno - poca differenza ci sarà.

Si tratta solo di interpretare con più continuità un percorso che solo nella mente degli insegnanti e della Scuola è "spezzettato" (peraltro, con le note e odiose accuse degli insegnanti dell'ordine superiore nei cfr. dei colleghi dell'ordine inferiore, che "non hanno dato loro le basi") mentre nella mente e nello sviluppo dei bambini e dei ragazzi ha caratteristiche di continuità.

Insomma, parliamone e magari - senza creare esuberi, mediante soluzioni didattiche e organizzative nell'anno-ponte - ne potrebbero derivare esiti maggiormente utili, rispetto al semplice "taglio di un anno" sic et simpliciter.

Del resto, i bambini e i ragazzi "nativi digitali" e iperstimolati come sono quelli di oggi (che piaccia o no), saranno pur diversi da quelli di ieri, almeno per quanto riguarda lo sviluppo cognitivo (e fors'anche per quello affettivo)! E una riflessione nei gradi inferiori di Sc. (quella cioè più "educativa" e attivista, cioè quella meno disciplinarista) forse dovrebbe esserci. Sappiamo infatti che la riflessione pedagogica parte sempre dai gradi inferiori di Sc. e poi viene importata ai gradi superiori di Sc. (con tutti i vantaggi ma anche gli svantaggi/danni che la "primarizzazione" della Sc. Secondaria - complice la psicopedagogia accademica, non sempre scevra da interessi personali e spesso lontani dal bene della Scuola - ha comportato).

LucaPS

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Messaggio Da dami Ven Giu 13, 2014 8:36 pm

Mi dispiace, LucaPS, ma sono pienamente d'accordo con fedros.
Anticipare l'ingresso alla scuola primaria a 5 anni sarebbe un errore madornale!
Non basta scrivere sulle Indicazioni Nazionali o altrove che si faranno laboratori, sperimentazioni, ecc.
Non basta neanche dire che si faranno classi-ponte, dove insegnanti di scuola dell'infanzia affiancheranno insegnanti della primaria.
Non c'è considerazione che tenga: l'ingresso di un normale bambino di 5 anni alla scuola primaria rappresenterebbe per lui una costrizione. Non c'entra la questione dei nativi digitali, dello sviluppo anticipato o altro.
Le scuole primarie andrebbero completamente ribaltate e non ci sono i soldi per farlo.
Ma vuoi mettere l'allegria di una scuola dell'infanzia, col suo giardinetto, il salone dei giochi, l'aula a zone, etc. con la mortificazione di una classe dalle pareti scrostate, l'affollamento dei banchi e così via?
Ma ci sei mai entrato in un'aula di scuola dell'infanzia? Tempi diversi, diverse routine e diverse aspettative.
Vogliamo fare della prima classe della primaria un ibrido? Io sono d'accordissimo: ma che continuino a frequentarla i bambini di 6 anni.
Secondo me è più giusto portare più scuola dell'infanzia nella scuola primaria, che più scuola primaria nella vita dei bambini.
Ridurre a due anni la frequenza della scuola dell'infanzia rappresenterebbe una perdita di gioco e di opportunità per socializzare. Alla scuola dell'infanzia sono meglio rispettati i ritmi di crescita dei bambini. Le attività proposte non devono essere rigidamente seguite da ognuno... Le modalità di partecipazione alle varie attività sono più soggettive. Non si viene continuamente valutati e sgridati.
La scuola primaria è molto più omologante della scuola dell'infanzia. Le regole della vita scolastica sono già oggi molto difficili da rispettare per i bambini di 6 anni...
Purtroppo è molto più probabile che il taglio di posti verrà fatto sulla scuola dell'infanzia, perché mi sembra di capire che molti sindacati preferiscono così, ma non andiamo a trovare motivazioni pedagogiche che non esistono per dar luogo a questi tagli, per cortesia.
Hanno appena finito di rovinare la scuola primaria per risparmiare pochi soldi: che lascino in pace la scuola dell'infanzia!

dami

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Messaggio Da jenny63 Ven Giu 13, 2014 9:44 pm

Bravissima Dami!  Condivido la tua opinione.Mi conforta sentire parlare di scuola con tanta preparazione e competenza. Colgo dalle tue parole conoscenze profonde oltre alla passione verso il tuo lavoro.

jenny63

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