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 Obbligo scolastico

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maloe76



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MessaggioTitolo: Obbligo scolastico   Gio Feb 15, 2018 3:58 pm

Promemoria primo messaggio :

Salve a tutti,
direttamente dal sito del MIUR (http://www.istruzione.it/urp/obbligo_scolastico.shtml):

"Obbligo scolastico
E’ obbligatoria l’istruzione impartita per almeno 10 anni e riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni.
L’adempimento dell’obbligo di istruzione è finalizzato al conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il 18° anno di età.
L’istruzione obbligatoria è gratuita.
L’obbligo di istruzione può essere assolto:
-nelle scuole statali e paritarie
-nelle strutture accreditate dalle Regioni per la formazione professionale
-attraverso l’istruzione parentale"

In particolare il passaggio "... per almeno 10 anni e riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni".

Se un alunno ha fatto la primina, completerà il secondo superiore a 14 anni, di conseguenza sarà ancora nell'obbligo d'istruzione e per assolvere a tale obbligo dovrà frequentare anche il terzo anno.
Quindi per gli alunni che hanno fatto la primina l'obbligo d'istruzione si conclude al terzo anno invece che al secondo. E corretto?

Faccio questo ragionamento perché la normativa parla di età compresa tra i 6 ed i 16 (senza eccezioni) e come sappiamo la legge va applicata alla lettera.




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AutoreMessaggio
paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 1:07 pm

Citazione :
Ci sarebbe poi una cosuccia come quella della consapevolezza che si acquisisce con un maggior grado di istruzione. Mi risulta che la cultura renda più consapevoli, meno propensi a credere che Ruby Rubacuori sia la nipote di Mubarak e che si possa guarire dalla peste con lo sciamano.

Quelli che hanno dichiarato di aver creduto davvero che Ruby fosse la nipote di Mubarak, e che hanno sottoscritto e avallato tale singolare teoria, erano parlamentari, in maggioranza laureati e in maggioranza provenienti da professioni di buon livello (pensiamo solo alla percentuale di avvocati che c'è in Parlamento), NON coatti di periferia che erano andati a fare i garzoni in officina dopo la terza media.

E visto che si tratta di persone che erano già in età matura diversi anni fa, non si erano neanche laureati con le lauree triennali un tanto al chilo frequentate in videoconferenza su facebook (delle quali, sospetto che ce ne siano parecchie, tra i deputati più giovani e più scenografici delle Camere attuali).
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 1:08 pm

Mi domando chi glieli paga, al 17enne stravaccato sul divano, l'I-Phone e le scarpe da 200 euro, e mi domando perché non provo un grande piacere a immaginare la società in cui devo vivere piena di tante nuove leve siffatte. Mi faccio domande sul mio destino a quanto pare sempre più a margine.
Forse che io abbia quella (triste) consapevolezza (ormai diventata retrò o come dicono alcuni, al peggio radical chic) per riuscire a desiderare di vivere in una società alternativa, che mi faccia sentire al bar, mentre mi gusto un cappuccino, anche qualche discorso diverso dai soliti che vanno per la maggiore attualmente?

Se i ragazzi devono prendere un diploma -esclusivamente- perché si devono specializzare e ricoprire mansioni specifiche che il mercato e mondo dell'economia richiede, e lì termina il ruolo dell'apprendimento e della conoscenza tout-court, allora forse mi augurerei un futuro in cui noi, liberi dal lavoro, potessimo dedicarci alle nostre attività preferite, che siano lo jogging o leggersi un bel libro al parco, e che i soldi a casa li portassero dei robot, automi in tutto e per tutto e nostri futuri schiavetti.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 1:32 pm

lucetta10 ha scritto:
Riporto un piccolo episodio per fare colore: ieri in un negozio un ragazzetto sui 18 ha sentenziato a proposito del voto, cui va fiero di non aver mai partecipato: "di tutti i diritti che ce potevano dà, proprio quello più de merda?"... siamo in mano a questi gioielli di consapevolezza. Ho immaginato mio nonno a sentire una roba del genere! Forse il nostro simpatico fanciullo non si rende conto del vero diritto di cui lo hanno privato: quello a una istruzione decente!

Non so quale fosse il livello di istruzione di tuo nonno, ma immagino che anagraficamente sia appartenuto proprio a quelle generazioni che qui sono state descritte come flagellate senza pietà da un sistema scolastico selettivo, elitario, classista, e abbandonate all'analfabetismo di massa. E nelle quali, comunque, tali manifestazioni di consapevolezza e di dignità sociale erano diffusissime a livello trasversale, qualsiasi fosse il livello di scolarizzazione.

I miei nonni paterni, nati nel 1911 e nel 1915, avevano fatto solo le elementari, ma sono stati orgogliosi di andare sempre a votare fino a che ce l'hanno fatta, e avrebbero reagito esattamente come il tuo, di nonno, di fronte a un eventuale bisnipote (vero o potenziale) che dicesse una cosa del genere. Eppure il bisnipote ha avuto sicuramente accesso a un livello di scolarizzazione molto più alto, oltre che a opportunità molto maggiori di informazione, di viaggi e spostamenti, e di contatti con realtà diverse dalla propria.

Come si spiega 'sta cosa? Cioè, che l'anziano, di estrazione semplice, che ha fatto solo le elementari moltissimi anni fa nel pieno della scuola gentiliana spietata ed escludente (e non solo mio nonno, parlo anche del settantenne attuale), ha maggiore consapevolezza sociale e politica del diciottenne che ha fatto il triplo di anni di scuola rispetto a lui, nella più democratica e più inclusiva scuola di oggi?

Io la domanda me la pongo eccome.


Ultima modifica di paniscus_2.1 il Dom Feb 18, 2018 2:15 pm, modificato 1 volta
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Scuola70



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 1:42 pm

La conoscenza dev'essere SLEGATA dal mondo della produzione e del lavoro, non deve servire a qualcosa di esterno, anzi, meno SERVE più ha valore, poiché vuol dire che non è subordinata a nulla, lo diceva anche Aristotele e credo che, nonostante sia vissuto più di duemila anni fa, le sue idee sul sapere contengano una profonda verità. Chi l'ha detto infatti che il sapere debba servire a qualcosa di esterno? Esso per come la vedo io è un bene in sé che fa sviluppare la nostra intelligenza, curiosità intellettuale e consapevolezza, ci sono tante altre cose che sono un bene in sé e nessuno si chiede se debbano servire a qualcos'altro, ad esempio ha senso chiedersi a che cosa serve la salute? Semplice, per stare bene, così come il sapere serve per essere più consapevoli!
La società in realtà vuole ridurre l'individuo a strumento per asservirlo alle esigenze del sistema economico, segretamente chi ha il potere vorrebbe che tutti fossimo come dei computer programmati per produrre e poi da rigettare quando sono obsoleti! Infatti su che cosa il MIUR ha basato l'istruzione? Semplice, sulle tre I, informatica, industria e inglese, mentre la conoscenza soprattutto umanistica e anche scientifica non finalizzata alla produzione è vista come un intralcio a quel progetto di asservimento che si vuole attuare.
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 1:45 pm

L'errore che personalmente ravviso nell'analisi di Lucetta (e di molti altri) è l'idea che sia l'insuccesso/abbandono scolastico a causare esclusione sociale, quando è vero il contrario, cioè è l'esclusione sociale a determinare l'insuccesso scolastico.
Se vogliamo più diplomati e più laureati non si può chiedere alla scuola di fabbricarne di più o di abbassare ulteriormente l'asticella, ma si deve chiedere allo Stato di intervenire sull'economia e sul lavoro affinché più gente sia messa in condizione di andare a scuola e affinché la scuola torni a funzionare come strumento di elevazione sociale. Non è per fare retorica, ma difficilmente il figlio del precario del call-center, magari laureato, avrà tutta questa voglia di studiare: il titolo non serve, i concorsi non si fanno e se si fanno sono truccati, i politici rubano ed è più facile entrare grazie a buone conoscenze che per quello che si sa fare...
Quasi tutti i miei compagni delle superiori, di un vituperato istituto tecnico, hanno iniziato a lavorare subito, senza intraprendere gli studi universitari, hanno iniziato a guadagnare subito, hanno messo su casa e famiglia prima e adesso hanno i figli in terza media o ai primi anni delle superiori: scommettete che questi ragazzi, con famiglie economicamente solide alle spalle, difficilmente abbandoneranno gli studi?
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Befree2



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 1:49 pm

Ma per me potete vivere in una capanna su una disabitata isola greca a filosofeggiare.
L importante è che non vi lamentiate della disoccupazione giovanile ecc ecc.
Se riuscite a vivere di cultura umanistica e filosofia buon per vou
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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 2:12 pm

lucetta10 ha scritto:
Se il nostro obiettivo è invece quello di fare la scuola per pochi lottiamo contro i mulini a vento e finiamo come quei vecchietti che sbruffano sulle panchine contro la maleducazione dei giovani, e non si vergognano di scrivere, come ho letto su questo forum poco tempo fa, che la soluzione è tornare alla riforma Gentile, anno di grazia 1923, analfabetismo al 40%!

La riforma Gentile sarà anche stata fatta nel 1923, ma è rimasta in vigore fino al 2008 (riforma Gelmini) e non credo che nel 2008 il tasso di analfabetismo fosse al 40%. Quindi forse chi rimpiange la riforma Gentile (possiamo pure cambiarle nome se è il nome che ti dà fastidio) non vuole tornare al fascismo e agli anni Venti, ma semplicemente ad una scuola più seria e pensata meglio da intellettuali che erano sicuramente figli del loro tempo, con tutti i limiti del caso, ma che avevano una statura leggermente diversa da una Gelmini, da una Giannini o da una Fedeli. O pensi che tra un secolo i futuri studenti studieranno il pensiero di queste tre insigni filosofe?
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 2:28 pm

herman il lattoniere ha scritto:
L'errore che personalmente ravviso nell'analisi di Lucetta (e di molti altri) è l'idea che sia l'insuccesso/abbandono scolastico a causare esclusione sociale, quando è vero il contrario, cioè è l'esclusione sociale a determinare l'insuccesso scolastico.
Se vogliamo più diplomati e più laureati non si può chiedere alla scuola di fabbricarne di più o di abbassare ulteriormente l'asticella, ma si deve chiedere allo Stato di intervenire sull'economia e sul lavoro affinché più gente sia messa in condizione di andare a scuola e affinché la scuola torni a funzionare come strumento di elevazione sociale. Non è per fare retorica, ma difficilmente il figlio del precario del call-center, magari laureato, avrà tutta questa voglia di studiare: il titolo non serve, i concorsi non si fanno e se si fanno sono truccati, i politici rubano ed è più facile entrare grazie a buone conoscenze che per quello che si sa fare...
Quasi tutti i miei compagni delle superiori, di un vituperato istituto tecnico, hanno iniziato a lavorare subito, senza intraprendere gli studi universitari, hanno iniziato a guadagnare subito, hanno messo su casa e famiglia prima e adesso hanno i figli in terza media o ai primi anni delle superiori: scommettete che questi ragazzi, con famiglie economicamente solide alle spalle, difficilmente abbandoneranno gli studi?

sono assolutamente d'accordo e non vedo dove la mia analisi abbia fatto pensare diversamente. Ho anzi detto chiaramente che trovo irricevibile il principio di abbassare il livello per permettere a tutti il successo. E prova ne sia il fatto che in una scuola come la abbiamo ridotta negli ultimi anni (dalla primaria al liceo più blasonato), veramente alla portata di tutti, esistono ancora abbandoni.
Aggiungo però un'altra cosa. Bisognerebbe relativizzare il concetto di "successo", che per alcuni può voler dire prendere un diploma di liceo scientifico con il minimo, magari anche con un anno di branda senza che questo rappresenti un motivo per dire che se ne dovrebbe andare altrove o iniziare a lavorare o che avrebbe dovuto iscriversi a un professionale (col solito pregiudizio che identifica un indirizzo con un livello).
D'accordissimo anche che la scuola ormai ratifichi la rigidità sociale, ma ti domando, quale dovrebbe essere il nostro obiettivo sic stantibus rebus? Cos dovrebbe fare lo stato (questo alieno) mi interessa meno di cosa dovrebbero pensare di fare gli insegnanti. Personalmente penso che un insegnante della scuola PUBBLICA si dovrebbe porre la questione in termini generali.
Esistono paesi in cui il livello minimo medio di istruzione è più alto che in Italia, in Italia stessa trent'anni fa questo livello era inferiore a quello attuale (dire che la scuola dei nonni era più formativa per tutti è veramente una plateale sciocchezza detta, mi auguro, senza crederci). Oggi qualcosa si sta bloccando, dopo tanti successi (tanto misconosciuti), e nonostante questo (è questo il punto su cui mi interessa insistere) ci si chiede perchè un abbandono senza diploma sia considerato sciagurato
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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 2:38 pm

L'insegnante della scuola pubblica, a mio parere, deve porsi il problema di cosa è meglio per quel ragazzo e questo dipende da tante variabili, non ultima le possibilità offerte dal territorio in cui si trova la scuola (banalmente tra nord e sud la risposta potrebbe essere diversa), oltre alla situazione familiare e alle sue aspirazioni personali.
Sono d'accordo che non è un dramma prendere il diploma con un voto minimo dopo magari aver ripetuto un anno, se in quel percorso lo studente ha comunque appreso qualcosa e non ha rimpianti. Se invece è stato solo mandato avanti a calci nel sedere per toglierselo dai piedi e ha vissuto l'esperienza con frustrazione o magari divertendosi anche, ma per motivi che non hanno nulla a che fare con le finalità della scuola, sarebbe stato sicuramente meglio se avesse cercato prima una strada diversa, senza che qualcuno si fosse sforzato di trattenerlo a tutti i costi a scuola solo per migliorare delle statistiche.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 2:38 pm

Dec ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Se il nostro obiettivo è invece quello di fare la scuola per pochi lottiamo contro i mulini a vento e finiamo come quei vecchietti che sbruffano sulle panchine contro la maleducazione dei giovani, e non si vergognano di scrivere, come ho letto su questo forum poco tempo fa, che la soluzione è tornare alla riforma Gentile, anno di grazia 1923, analfabetismo al 40%!

La riforma Gentile sarà anche stata fatta nel 1923, ma è rimasta in vigore fino al 2008 (riforma Gelmini) e non credo che nel 2008 il tasso di analfabetismo fosse al 40%. Quindi forse chi rimpiange la riforma Gentile (possiamo pure cambiarle nome se è il nome che ti dà fastidio) non vuole tornare al fascismo e agli anni Venti, ma semplicemente ad una scuola più seria e pensata meglio da intellettuali che erano sicuramente figli del loro tempo, con tutti i limiti del caso, ma che avevano una statura leggermente diversa da una Gelmini, da una Giannini o da una Fedeli. O pensi che tra un secolo i futuri studenti studieranno il pensiero di queste tre insigni filosofe?

Se è per questo, di questo passo, tra un secolo non avremo consegnato NESSUN insigne niente a NESSUN futuro studente: solo onesti pizzaioli che guardano la tv, il problema sta nel non voler considerare questa una tragedia o almeno un problemino, ma addirittura augurarci che sempre più numerosi escano da un sistema di istruzione magari meno blasonato di quello di Gentile, ma un tantino meglio dei corsi professionali.
"Buona scuola" è espressione di Lodoli, quanto tempo passerà prima che qualcuno si domandi "chi era costui"?
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Dec
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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 2:41 pm

Io tutti questi onesti pizzaioli proprio non li vedo. Nessuno si augura che siano sempre più quelli che escono dal sistema di istruzione, ma personalmente mi auguro che coloro che ci rimangono non lo facciano solo per perdere tempo e soprattutto farlo perdere agli altri.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 3:27 pm

Aggiungo altre considerazioni, a costo di ribadire le solite posizioni considerate impopolari in quanto "poco inclusive".

Uno dei fattori più pesanti che hanno causato lo scadimento dell'istruzione negli ultimi decenni (intendo scadimento "di fatto", non in termini di principio, perché semmai i contenuti e le attività proposte dalla scuola risultano aumentati a dismisura, non certo diminuiti) è stata la perdita progressiva di coesione e di comunanza di intenti tra scuola e famiglie, che in passato avevano più o meno gli stessi obiettivi, mentre adesso si devono fronteggiare come controparti ostili, sempre con la paura costante che "l'avversario voglia fregarti", o voglia segnare un punto contro di te.

E in questo contesto, si è arrivati a formulare l'accusa, contro la scuola, di "non essere più rispondente alle esigenze della società", mentre ipoteticamente prima lo era. Quindi sarebbe stata la scuola a modificarsi in peggio, a scadere, e a perdere merito e autorevolezza.

Torniamo provvisoriamente al discorso precedente, quello sui quattordicenni con la terza media che in passato andavano a fare direttamente gli operai o gli apprendisti, senza nessun corso di formazione riconosciuto. Bene, io ricordo che una delle opzioni più diffuse per questo genere di giovani, soprattutto ragazze, era quella di andare a lavorare nei negozi, come commesse o cassiere. Ancora negli anni ottanta, un impiego del genere si trovava con la massima facilità, e anche con assunzione in regola. Ma questo implica che ci fosse qualcuno che le assumeva, quelle ragazze, come commesse, con relative responsabilità del caso, e che ci si aspettava che potessero caricarsi di tali responsabilità, come una cosa abbastanza naturale.

Oggi sarebbe fantasy umoristica, per non dire peggio.

ANCHE se non ci fossero i vincoli di legge che ci sono adesso, sull'innalzamento dell'obbligo scolastico e sulle certificazioni di formazione professionale, igiene, sicurezza e simili... quale commerciante sarebbe così folle da affidare le chiavi del negozio e l'accesso al registratore di cassa a una 14/15enne con la terza media, che passerebbe la maggior parte del tempo a farsi i selfie e a chattare su whatsapp, che non sarebbe capace di dare correttamente del lei ai clienti, né di ripiegare una maglietta scompigliata, o di ricordarsi la differenza tra verza e broccolo, o ancora meno di passare la scopa sul pavimento se si rovescia qualcosa?

E fin qui non ci metto nessun giudizio etico. Non sostengo che sia giusto e auspicabile spedire una quattordicenne a fare la commessa, e prego che non mi si attribuiscano intenzioni di questo tipo.

Ma evidentemente negli anni ottanta si pensava che una quattordicenne  (o anche un quattordicenne maschio) FOSSE IN GRADO di spazzare il pavimento, di ripiegare una maglietta, o di apostrofare un adulto in modo formale, mentre adesso no.

E il punto della questione è proprio quello: ai quattordicenni di 30 anni fa, gliel'avevano insegnato a scuola, a spazzare il pavimento o a ripiegare una maglietta, o gliel'avevano insegnato i genitori in casa? Si pretendeva che ci pensasse la scuola, a insegnare come ci si rivolge a uno sconosciuto più anziano, o come si contano i soldi del resto? No, non mi risulta, e io sono stata, appunto, una "quattordicenne di 30 anni fa". Ho avuto sia coetanei che hanno studiato, sia coetanei che sono andati a lavorare precocemente... ma a entrambe le categorie erano richiesti livelli base di responsabilizzazione personale che adesso sono inimmaginabili, e si dava per scontato che ci pensassero le famiglie, non certo la scuola.

Al di fuori dal caso specifico del lavoro retribuito, le cosiddette competenze nella vita reale, chi le insegnava? A rispettare i segnali stradali, a leggere l'orologio, a leggere un orario dei treni, a pagare un bollettino postale, a far funzionare la lavatrice, a scrivere un biglietto di auguri, di congratulazioni o di condoglianze, ce lo insegnava la scuola? A martellarci in testa che non si accettano passaggi da sconosciuti, che non si firmano documenti senza averli letti, o che non si divulgano in giro informazioni private senza il consenso dell'interessato, ci pensava la scuola? Non mi pare.

Il motivo per cui si sostiene, in maniera martellante, che "la scuola non è più adeguata alle richieste della società", è sostanzialmente che la scuola è stata indebitamente caricata di responsabilità che in passato spettavano ai genitori, e che era SCONTATO che spettassero ai genitori, di qualsiasi classe sociale e di qualsiasi livello di scolarizzazione.

Compresa quella di "rendere felici" i figli, e quella di insegnare loro a vivere...


Ultima modifica di paniscus_2.1 il Dom Feb 18, 2018 7:42 pm, modificato 1 volta
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Befree2



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 4:29 pm

Forse perché le cocche oggi non hanno mai aiutato in nulla in casa, e nemmeno tra le mura domestiche glielo insegnano.
Forse perché oggi dire che una ragazza "deve lavorare" è considerato blasfemia, retaggio fasssista, sessismo. Non sia mai,oggi le donne non devono più stare in casa, non devono più fare figli e devono diventare tutte astronaute con i capelli molto corti.
In generale far lavorare i giovani è considerato "sfruttamento " e "campo di lavoro",maschi o femmine.
E ne ho anche per i maschi : da ragazzino anche il più lavatIvo in classe sapeva riparare la camera da aria bucata della bicicletta e,un po più grandicelli, regolare il minimo del carburatore della vespa.
Oggi mi accorgo che i ragazzi,maschi, non hanno la minima manualità, lo vedo anche in laboratorio di fisica.
Sanno farsi le sopracciglia e quei ridicoli ciuffi in testa,quello si,ma di manuale BASILARE sono a zero.
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Titti76



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 5:14 pm

Paniscus, io condivido in pieno il tuo punto di vista e la tua precisissima analisi sociologica.
Quello che mi/ti chiedo è: perché??? Cosa è successo in questi 30 anni? Cosa è cambiato? Cosa ha influenzato così tanto la società?
Il commento di Befree qualche indizio, a mio avviso, ce lo dà...

Io dico che qualcosa c'entra il martellamento televisivo cominciato dalle reti berlusconiane, che ha rovinato proprio la mia generazione :-(
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giobbe



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 5:22 pm

Titti76 ha scritto:
Io dico che qualcosa c'entra il martellamento televisivo cominciato dalle reti berlusconiane, che ha rovinato proprio la mia generazione :-(
Bingo.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 7:47 pm

Befree2 ha scritto:
Non sia mai,oggi le donne non devono più stare in casa, non devono più fare figli e devono diventare tutte astronaute con i capelli molto corti.

Ti ricordo che la tua odiatissima e disprezzatissima astronauta con i capelli corti, una figlia l'ha fatta.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 9:00 pm

lucetta10 ha scritto:
Ho anzi detto chiaramente che trovo irricevibile il principio di abbassare il livello per permettere a tutti il successo. E prova ne sia il fatto che in una scuola come la abbiamo ridotta negli ultimi anni (dalla primaria al liceo più blasonato), veramente alla portata di tutti, esistono ancora abbandoni.

Gli abbandoni esistono ancora perché sono fisiologici e inevitabili, senza che sia colpa della scuola.

Gli abbandoni esistono ancora perché è NORMALE che esista una certa percentuale di persone sinceramente inadatte allo studio, o sinceramente disinteressate allo studio, senza che questo implichi alcun giudizio etico o alcuna discriminazione sociale su tali attitudini o scelte personali.

Una cosa è aiutare chi ha difficoltà oggettive, e che sarebbe comunque interessato a rimanere a scuola ma si sente tentato di abbandonare perché ha paura di non farcela...

...un'altra è sbracciarsi per supplicare di rimanere a scuola quelli a cui non ne può fregare di meno, come se si richiedesse a loro di fare un favore a noi, che ci teniamo talmente tanto a vederli rimanere a scuola, da stracciarci le vesti se se ne vanno, e da accettare qualsiasi compromesso possibile, purché ci facciano contenti.  

In un contesto in cui si attribuisce alla scuola qualsiasi colpa di qualsiasi caso di abbandono scolastico (sottintendendo che se solo la scuola fosse stata più generosa, più inclusiva e meno esigente, l'abbandono non sarebbe avvenuto), mi pare ovvio che l'unica soluzione possibile caldeggiata sia quella di pretendere di meno, di abbassare il livello ancora di più di quanto non sia stato abbassato già, e di regalare la sufficienza a tutti, pur di scongiurare l'abbandono che è il Male Assoluto.

Questo mi sembra un messaggio educativamente devastante per loro, oltre che dannoso per gli altri studenti, e anche per noi.
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Befree2



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Dom Feb 18, 2018 10:55 pm

Purtroppo siamo già oltre l abbandono, che in alcuni , pochi,casi permetteva di far lavorare meglio le classi e ristabilire un'atmosfera in classe migliore per tutti.
Oggi siamo allo step successivo : non se ne vanno mai. Ormai i ragazzi vedono la scuola come luogo di divertimento ,di aggregazione, di amicizia e il posto ideale per mettersi in mostra e fare i buffoni. In quale altro contesto sarebbe così tollerato ogni loro comportamento?
A dicembre una mia alunna di prima,nullafacente totale e chiacchierona totale mi disse che l afm era troppo difficile e che avrebbe chiesto il trasferimento ad un corso per parrucchiera. Un bel regalo di natale per tutti,lei compresa.
Purtroppo è ancora lì, e alla mia curiosità mi fa :"proff, alla fine qua mi trovo bene,ho le amiche e poi ci sono altre ripetenti come me"..
Avete capito come funziona?
Altro caso frequente :il bullo rompipalle con 160 note. Dopo grandi sforzi per cercare di mandarlo via, di sua sponte, ecco che si trova la fidanzata. Fara' radici nella scuola
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Lun Feb 19, 2018 12:22 am

Befree2 ha scritto:

Oggi mi accorgo che i ragazzi,maschi, non hanno la minima manualità, lo vedo anche in laboratorio di fisica.
Sanno farsi le sopracciglia e quei ridicoli ciuffi in testa,quello si,ma di manuale BASILARE sono a zero.

è perché la massima manualità è dedicata all'uso dello smartphone.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Lun Feb 19, 2018 2:34 pm

lucetta10 ha scritto:
Esistono paesi in cui il livello minimo medio di istruzione è più alto che in Italia, in Italia stessa trent'anni fa questo livello era inferiore a quello attuale (dire che la scuola dei nonni era più formativa per tutti è veramente una plateale sciocchezza detta, mi auguro, senza crederci).

Se l'allusione è riferita a me, faccio presente che io non ho detto che "la scuola dei nostri nonni era più formativa di quella attuale", ma ho inteso dire tutta un'alltra cosa. E cioè che l'equivoco sta a monte, nell'attribuire alla scuola tutto questo potere totalizzante di indirizzamento civico e morale delle persone.

Se, nella generazione dei nipoti e bisnipoti che sono stati a scuola fino a 18-19 anni in un contesto molto più tollerante e meno impositivo, si constata la diffusione di un livello di consapevolezza civica e culturale che avrebbe fatto inorridire i bisnonni, compresi quelli che hanno fatto solo le elementari nella severa e deprecabile scuola del passato, allora i casi sono due:

- o è vero che quella scuola, in realtà, era "più formativa" (ma questo, come dici sopra, lo dobbiamo escludere);

- oppure bisognerebbe avere il coraggio di ammettere che la differenza non dipende dalla scuola, e che la scuola può farci ben poco, perché le influenze della famiglia, dei gruppi sociali, delle frequentazioni nella vita privata, dei mezzi di comunicazione di massa, e delle scelte politiche e amministrative di chi ci governa, contano MOLTO di più della scuola nella formazione della consapevolezza personale di un giovane. Cosa che mi sembra abbastanza ovvia e prevedibile.

La scuola è solo una parte della vita di un ragazzo, e nemmeno la più importante.

Finiamola di attribuirle tutta questa onnipotenza surreale.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Lun Feb 19, 2018 2:38 pm

Aggiungo un altro argomento in risposta al dubbio sul perchè mai "stracciarsi le vesti", a detrimento dell'opzione pizzaioli.
E' uscito il rapporto dell'Osservatorio nazionale della salute nelle regioni italiane

http://www.osservatoriosullasalute.it/wp-content/uploads/2018/02/Osservatorio-sulla-salute_Le-disuguaglianze-di-salute_15_02_2018.pdf

Vi sottopongo un interessante dato.
Cito:

"in Italia, un cittadino può sperare di vivere 77 anni se ha un livello di istruzione basso e 82 anni se possiede almeno una laurea; tra le donne il divario è minore, ma pur sempre significativo: 83 anni per le meno istruite, circa 86 per le laureate [...] Anche le condizioni di salute, legate alla presenza di cronicità, denunciano sensibili differenze sociali, nella classe di età 25-44 anni la prevalenza di persone con almeno una cronica grave è pari al 5,8% tra coloro che hanno un titolo di studio basso e al 3,2% tra i laureati. Tale gap aumenta con l’età, nella classe 45-64 anni, è il 23,2% tra le persone con la licenza elementare e l’11,5% tra i laureati"

I dati dettagliano l'aumento per livelli di istruzione e, tra la licenza media e il diploma, si acquistano ancora punticini.
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Befree2



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Lun Feb 19, 2018 3:04 pm

Aah.nbeh..i dati dell osservatorio sulla salute.
Di meglio non potevi trovare. forse l Istat. :))
Mai sentito. Vorrei tanto sapere su quale campione statistico ha svolto queste accuratissime indagini statistiche.e comunque parliamo di verosimili boiate, dato che i famosi centenari sardi hanno tutti la prima elementare, forse
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Befree2



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Lun Feb 19, 2018 3:16 pm

L unico dato medico scientifico provato oggi è il legame tra il mantenere un attività mentale stimolante ed attiva e la diminuzione della probabilità di contrarre l Alzheimer. Il resto sono le solite notizie e statistiche un tanto al kg.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Lun Feb 19, 2018 3:48 pm

Questo esempio della salute mi pare proprio la più classica fallacia dell'inversione della correlazione, di cui parlava anche herman qualche messaggio sopra.

Si sta parlando di statistiche condotte su persone arrivate all'età adulta, o in qualche caso proprio anziane, che hanno frequentato la scuola molti decenni fa, in situazioni sociali molto diverse da quelle di adesso.

Tra quelli che soffrono di più di malattie croniche, e quelli che ne soffrono meno, è molto probabile che i primi venissero mediamente da famiglie che, a loro volta, partivano già da condizioni socioeconomiche modeste, e che quindi avessero avuto meno accesso a opportunità di crescita salubre da giovani.

E' più probabile che avessero avuto un'alimentazione meno sana, meno accesso a cure mediche, farmaci, vaccini, riscaldamento, abiti e scarpe meno adeguate, che abbiano acquisito posture dannose, abitudini di vita trascurate, che in caso di disturbi cronici siano stati diagnosticati in ritardo, e così via... poi sarà anche vero che hanno studiato poco, perché in quel contesto sociale era abbastanza probabile che si studiasse poco, ma non vuol dire che si siano ammalati perché non avevano studiato! Semmai, al contrario, hanno finito anche con il non studiare perché già venivano da quelle stesse condizioni svantaggiate che li hanno portati a condizioni di vita poco salubre, ma appunto le due cose sono in parallelo, come conseguenza di una terza causa comune, non è che una delle due sia la causa diretta dell'altra.

Se prendi due bambini che, 50 anni fa, avevano lo stesso tipo di predisposizione genetica, che so, a patologie respiratorie, solo che uno viveva in una casa fredda, umida e polverosa, senza cappe aspiranti, con genitori che fumavano in continuazione in casa davanti ai figli, e l'altro in una casa con tutte le finiture a norma, areata e riscaldata, con genitori che stavano attentissimi alla dieta, che gli facevano fare sport e lo sottoponevano a controlli medici frequenti e scrupolosi, quale dei due avrà maggiori probabilità di soffrire di bronchiti croniche o di enfisemi polmonari da anziano?

Ma se prendiamo due adolescenti di oggi, in condizioni di medio benessere di massa attuale (ossia aventi a disposizione, ANCHE nelle famiglie più modeste, un'enorme quantità di oggetti materiali e di comodità pratiche che costano poco, e completamente liberi da qualsiasi fatica manuale), che non hanno voglia di studiare, e uno dei due abbandona la scuola senza prendere il diploma e va a fare altro, mentre l'altro viene spinto a finire le superiori a calci nel sedere, promuovendolo tutti gli anni con tre o quattro materie insufficienti regalate per voto di consiglio... non si vorrà mica sostenere che quest'ultimo beneficerà di un'aspettativa di vita più lunga e con meno malattie, proprio grazie alla promozione e grazie al diploma regalato?
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Nera



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MessaggioTitolo: Re: Obbligo scolastico   Lun Feb 19, 2018 4:32 pm

Siamo tutti d'accordo che se il livello d'istruzione nel nostro paese si alzasse.. ci sarebbero molti vantaggi. Forse non sull'aspettativa di vita... ma su mille altri aspetti. Ma quello che qui si trascura di considerare è che gli studenti non sono oche da foie gras, sottoposte a nutrizione forzata. La cultura non si infila nel cervello con un imbuto. Nemmeno rimanendo sui banchi di scuola qualche anno in più perché, come ha detto qualcuno, in classe c'hai la fidanzata. Se il titolo non corrisponde al bagaglio culturale conseguito... ma rimane giusto un pezzo di carta buono solo per le statistiche.. di quale livello d'istruzione stiamo parlando?
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