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 Intervista al ministro Bussetti

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franco71



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MessaggioTitolo: Intervista al ministro Bussetti   Lun Giu 11, 2018 9:39 pm

http://www.repubblica.it/scuola/2018/06/11/news/ministro_bussetti_smartphone_buona_scuola-198758096/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P2-S1.6-T1

In sintesi:

1) Problema diplomati magistrale: problema in fase di studio;

2) Sul divieto francese degli smartphone a scuola: attenzione alla legge in discussione al Parlamento francese. In Italia esiste già la circolare Fioroni;

3) scuole paritarie e legge 107: capire innanzitutto perchè chiudono.
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Filosofo80

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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Lun Giu 11, 2018 9:49 pm

E soprattutto: "Non ha intenzione di cancellare la Buona scuola, come la base docente vicina ai 5 Stelle gli continua a chiedere...."
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Lun Giu 11, 2018 9:57 pm

Filosofo80 ha scritto:
E soprattutto: "Non ha intenzione di cancellare la Buona scuola, come la base docente vicina ai 5 Stelle gli continua a chiedere...."
Non volevo rovinarti la serata ...
in realtà, in modo elusivo afferma:"Stiamo studiando, a settembre saremo pronti a operare, agiremo di conseguenza su tutte le situazioni della Legge 107."
Lasciamoli lavorare.
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Sconcertato_2



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 6:43 am

http://www.educanews.it/2018/06/concorsi-docenti-nessuno-stop-il-nuovo.html?m=1

Se leggi l'articolo troverai le dichiarazioni del ministro sulla buona scuola: un'ottima legge.

Anchele recenti dichiarazioni degli esponenti 5stelle e lega fanno comprendere l'intenzione di non cancellare la bs.

È evidente che la scuola è stata abbandonata dai 5stelle. Nel contratto l'unica cosa chiara è l'impegno a limitare il più possibile l'assunzione al nord dei docenti provenienti dal sud (vecchio cavallo di battaglia della lega).

Dei 100 miliardi che vorrebbero spendere tra flat tax aiuta ricchi e fornero, non ce né uno per gli stipendi degli insegnanti. Non c'è stata una dichiarazione di un qualunque esponente in tal senso. Eppure in campagna elettorale parlavano di adeguamento alla media europea.

Vedremo cosa succederà a dicembre quando la quota perequativa andrà via e se verrà finanziata.
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 7:06 am

Date le spese pazze senza coperture che si propongono di fare, la perequazione potrebbe davvero essere l'ultimo dei problemi.
Mi dispiace per chi si è illuso, ma non è una novità. Non è una novità che le promesse elettorali rimangano tali e non è neppure una novità l'essenza del m5s, ossia la capacità di blandire i desideri della gente, anche se contraddittori, e l'incapacità di governo per assenza di competenze interne e di una linea. Hanno fatto il governo con la lega ed hanno assunto come propria la politica della lega. Se avessero fatto il governo con il pd, avrebbero fatto come voleva il pd. Sono nati per raccattare voti, non per governare.
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Sinn Féin



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 7:24 am

Al momento direi che tra le promesse da mantenere ce ne sono di ben più urgenti dell aumento stipendiale (che tra l altro abbiamo appena ricevuto ). Al momento , non voglio sbilanciarmi, mi pare che comunque il tema caldo sia stato affrontato, ed è di una importanza di un ordine di grandezza superiore.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 7:48 am

Le sccole paritarie, perché chiudono?

Perché la gente ha capito che non vale la pena di comprare il diploma a pagamento nella scuola privata, quando in quella pubblica lo regalano gratis.

Parlo di superiori, ovviamente. Se chiudono anche le elementari paritarie, questo non lo so. Probabilmente perché l'offerta didattica è talmente tanto peggiore di quella della scuola statale, che anche in quel caso la clientela si è accorta che non vale la pena...
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Lenar_



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 8:38 am

paniscus_2.1 ha scritto:
Le sccole paritarie, perché chiudono?

Perché la gente ha capito che non vale la pena di comprare il diploma a pagamento nella scuola privata, quando in quella pubblica lo regalano gratis.

Esatto.
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Sinn Féin



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 10:03 am

Si ok un attimo però. .non tutte le scuole private sono diplomifici (a pagamento, ormai anche le scuole statali sono diplomifici ). Esistono scuole private d eccellenza ,con un utenza selezionata di alto livello, che formano ancora in ambito tecnico ottimi diplomati.
Ok odio per la scuola privata -borghese , ma non generalizziamo. O meglio, come direbbe ballanzone, non facciamo "di tutta l erba un fascio "
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 11:08 am

Le ragioni della chiusura delle paritarie, imho, sono molteplici. Parliamo di ogni ordine di scuola, per infanzia e primaria la questione bocciatura presa da sola è fuorviante ed anche per le medie. Il fenomeno della promozione per tutti nella scuola statale pubblica, per primaria e medie, è comparso molto tempo prima rispetto alle superiori, le chiusure delle paritarie invece sono recenti.
Pesano fattori anche come la denatalità, i cui effetti cominciano a risentirsi su infanzia e primaria (evidentemente con maggior peso sulle paritarie), la crisi economica e la questione dei finanziamenti, con i quali secondo le paritarie non si coprono i costi di gestione.
Non so se esista effettivamente anche un problema reclutamento. Con la legge 107 esiste l'obbligo di assumere a t.i. personale abilitato per le secondarie. So che possono ancora assumere per supplenze personale non abilitato.
Aggiungo la mia opinione. Se il governo ha dei margini di legge, una volta individuate le cause, allora agisca. Ma se, a parità di condizioni, è in corso una sorta di "selezione naturale" per cui il numero di scuole paritarie è sovradimensionato e/o le famiglie preferiscono iscrivere alle pubbliche statali bisogna prepararsi a potenziare di più la scuola pubblica. Non necessariamente bisogna tenere in piedi, a tutti i costi, le paritarie.


Ultima modifica di franco71 il Mar Giu 12, 2018 12:46 pm, modificato 1 volta
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 12:43 pm

Sinn Féin ha scritto:
Si ok un attimo però. .non tutte le scuole private sono diplomifici  (a pagamento,  ormai anche le scuole statali sono diplomifici ). Esistono scuole private d eccellenza ,con un utenza selezionata di alto livello, che formano ancora in ambito tecnico ottimi diplomati.
Ok odio per la scuola privata -borghese , ma non generalizziamo. O meglio, come direbbe ballanzone, non facciamo "di tutta l erba un fascio "

Dipende da provincia a provincia e da scuola a scuola. Nella mia provincia le scuole superiori paritarie sono tutte diplomifici. Esiste solo una paritaria religiosa in cui si boccia uno studente una volta ogni morte di papa. Le primarie sono un filino meglio, ma il servizio è comunque peggiore nel complesso rispetto alla scuola pubblica,
So però che in altre province ci sono licei privati buoni e, se vivessi lì, sarei anche disposta a valutare l'iscrizione di mio figlio. Dove sto io, invece, i licei pubblici sono il meglio.
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Sinn Féin



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 12:59 pm

Nella mia zona in particolare esiste un istituto tecnico d eccellenza che è andato a compensare ,almeno nel suo settore, la caduta libera del livello di preparazione degli istituti tecnici, fino ad una ventina di anni fa molto buono ed oggi diventati covi di disturbatori nullafacenti
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@melia

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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 1:04 pm

Nel mio comune le scuole paritarie sono solo quelle dell'infanzia. Con il calo delle nascite è più facile che chiudano le due scuole dell'infanzia statali (infatti una delle due è lì lì per chiudere) per la minore elasticità di orario.
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 1:51 pm

@melia ha scritto:
Nel mio comune le scuole paritarie sono solo quelle dell'infanzia. Con il calo delle nascite è più facile che chiudano le due scuole dell'infanzia statali (infatti una delle due è lì lì per chiudere) per la minore elasticità di orario.
Succede spesso nei piccoli/ssimi comuni, con forte denatalità, che la scuola dell'infanzia pubblica chiuda e in cui sopravvive quella paritaria (solitamente cattolica) retta da religiose (senza costi di personale). E' un problema non solo di orari ma anche di costi di gestione.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 2:18 pm

franco71 ha scritto:

Succede spesso nei piccoli/ssimi comuni, con forte denatalità, che la scuola dell'infanzia pubblica chiuda e in cui sopravvive quella paritaria (solitamente cattolica) retta da religiose (senza costi di personale). E' un problema non solo di orari ma anche di costi di gestione.

Ma anche nelle paritarie cattoliche, il personale docente  è quasi tutto assunto all'esterno, le maestre suore sono veramente in via di estinzione. Non escludo che le religiose, almeno in parte, provvedano da sole alle pulizie, agli acquisti e forniture varie e a una parte del lavoro d'ufficio, ma non autogestiscono la didattica (e immagino, nemmeno il resto, vista l'età media della categoria). Certo che è sempre un grosso risparmio rispetto a una scuola che deve assumere tutti in regola.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 2:34 pm

@melia ha scritto:
Nel mio comune le scuole paritarie sono solo quelle dell'infanzia. Con il calo delle nascite è più facile che chiudano le due scuole dell'infanzia statali (infatti una delle due è lì lì per chiudere) per la minore elasticità di orario.

Domanda polemica: ma la legge prevede che le istituzioni statali possano disattendere completamente un servizio pubblico (ad esempio, chiudere le scuole dell'infanzia "perchè tanto ci sono quelle delle suore", magari adducendo il fatto che non è scuola dell'obbligo? Chi non ha intenzione di esporre il figlio a un'educazione confessionale non ha diritto alla scuola dell'infanzia e deve tenerselo a casa?
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@melia

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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 2:42 pm

Le religiose sono 3, due delle quali abilitate alla didattica. Sono abbastanza giovani, sui 40 anni, ma l'elasticità di orario è permessa da un'associazione di volontari. Tutto il personale è in regola. La cosa curiosa è che anche i figli di islamici frequentano la scuola cattolica e non quella statale.
Chi non vuole frequentare la scuola confessionale può frequentare una delle due statali che distano tra loro poco più di un chilometro. Probabilmente una delle due chiuderà per carenza di iscritti, ma l'altra rimane.
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Veronica.P



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 3:46 pm

@melia ha scritto:
Le religiose sono 3, due delle quali abilitate alla didattica. Sono abbastanza giovani, sui 40 anni, ma l'elasticità di orario è permessa da un'associazione di volontari. Tutto il personale è in regola. La cosa curiosa è che anche i figli di islamici frequentano  la scuola cattolica e non quella statale.
Chi non vuole frequentare la scuola confessionale può frequentare una delle due statali che distano tra loro poco più di un chilometro. Probabilmente una delle due chiuderà per carenza di iscritti, ma l'altra rimane.

Perché nelle scuole cattoliche è permesso l'utilizzo del velo per le bambine, mentre in quella statale no.
Visto in una scuola retta da suore (infanzia,primaria e secondaria di primo grado) a due passi da casa mia a Roma.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 5:04 pm

Veronica.P ha scritto:
@melia ha scritto:
Le religiose sono 3, due delle quali abilitate alla didattica. Sono abbastanza giovani, sui 40 anni, ma l'elasticità di orario è permessa da un'associazione di volontari. Tutto il personale è in regola. La cosa curiosa è che anche i figli di islamici frequentano  la scuola cattolica e non quella statale.
Chi non vuole frequentare la scuola confessionale può frequentare una delle due statali che distano tra loro poco più di un chilometro. Probabilmente una delle due chiuderà per carenza di iscritti, ma l'altra rimane.

Perché nelle scuole cattoliche è permesso l'utilizzo del velo per le bambine, mentre in quella statale no.
Visto in una scuola retta da suore (infanzia,primaria e secondaria di primo grado) a due passi da casa mia a Roma.

Scusa, ma questa non regge proprio.

obiezione A: la tradizione islamica non prevede l'obbligo del velo per le bambine. Non so con precisione a quale età sia consigliato di iniziare a portarlo (presumo che esista una normativa risalente a tradizioni arcaiche, che identifica l'obbligo con l'inizio delle mestruazioni, ma non sono sicura) ma di certo non esiste nessun obblgo in età di scuola materna o elementare. Tutte le bambine di famiglia musulmana che io abbia mai conosciuto, comprese quelle con le mamme più osservanti e più velate di tutte, andavano in giro con i capelli liberi a vista. Poi alcune hanno cominciato a imitare le madri e altre no, ma di sicuro il problema non riguarda le bambine piccole.

obiezione B: non è assolutamente vero che nelle scuole statali sia vietato indossare il velo. Al massimo è vietato il burqa o il niqab quasi integrale che renda irriconoscibile la faccia, ma un foulard sui capelli assolutamente no. Io ho avuto (in più scuole diverse) alunne egiziane o pakistane che lo portavano, e nessuno si è sognato di dire una parola contro.  

E ci mancherebbe pure che dovessimo vietare un foulard sulla testa, quando invece dobbiamo accettare cappellini da baseball calati a rovescio, piercing sanguinanti, creste di capelli tinti e gelatinosi, pantaloni stracciati, short rasochiappa, bermuda da spiaggia con tatuaggi pacchiani a vista libera, e magliette inneggianti a gruppi rock apocalittici.
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Tiria



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 5:18 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
@melia ha scritto:
Nel mio comune le scuole paritarie sono solo quelle dell'infanzia. Con il calo delle nascite è più facile che chiudano le due scuole dell'infanzia statali (infatti una delle due è lì lì per chiudere) per la minore elasticità di orario.

Domanda polemica: ma la legge prevede che le istituzioni statali possano disattendere completamente un servizio pubblico (ad esempio, chiudere le scuole dell'infanzia "perchè tanto ci sono quelle delle suore", magari adducendo il fatto che non è scuola dell'obbligo? Chi non ha intenzione di esporre il figlio a un'educazione confessionale non ha diritto alla scuola dell'infanzia e deve tenerselo a casa?

La "legge" prevede che in caso di calo di iscrizioni si attua il dimensionamento dislocando i plessi anche su comuni diversi. In Sardegna è successo negli scorsi anni, dove piccoli comuni hanno visto la chiusura del plesso nella scuola dell'obbligo (secondaria di I grado e in qualche caso anche la primaria).
Ora non ci vuole molto a immaginare la scelta che può fare una famiglia se si trova davanti all'opzione di iscrivere il figlio in una scuola privata nel proprio comune o in una scuola pubblica in un comune a 10-15 km di distanza.
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 5:38 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
...
Ma anche nelle paritarie cattoliche, il personale docente  è quasi tutto assunto all'esterno, le maestre suore sono veramente in via di estinzione. ...
Dalle mie parti, attualmente scuole primarie cattoliche non ne conosco, parlo sempre dei piccoli centri. Fino ad un decennio fa in un paese vicino al mio le suore gestivano una materna ed elementare, ora nè l'una nè l'altra. Dove abito resiste la materna (l'unica), una delle suore ha il diploma magistrale, è sempre stato così almeno da quando ero piccolo. Questo sistema è ancora abbastanza diffuso nella mia zona, non so fino a quando reggerà, anche per loro c'è il problema del reclutamento (calo delle vocazioni). Le famiglie pagheranno si e no 100 euro al mese. Perchè non c'è una materna statale? Secondo me perchè lo Stato (l'ente preposto) ci guadagna a delegare al privato non avendo un obbligo. Al limite, diranno alla famiglia il tuo diritto è garantito a 5 km da qui (da me siamo già fortunati con le distanze).
Tiria ha scritto:
...
La "legge" prevede che in caso di calo di iscrizioni si attua il dimensionamento dislocando i plessi anche su comuni diversi. ...

Per le scuole dell'infanzia, secondo me vale appunto un discorso simile, anzi forse con meno obblighi di legge. Immagino una situazione in cui non ci sia il servizio scuola dell'infanzia, non saprei dire se l'amministrazione è tenuta a garantire un servizio di scuolabus verso il primo centro abitato utile.


Ultima modifica di franco71 il Mar Giu 12, 2018 7:27 pm, modificato 1 volta
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Sinn Féin



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 5:38 pm

Adesso non esageriamo. "Esporre i ragazzi ad una educazione confessionale "..
Il termine "esporre"usato quasi come se di trattasse di gas Nervino o raggi uv.
Paniscus, guarda che gli istituti religiosi non sono più come 50 anni fa , quando ogni mattina si dicevano le preghiere e li portavano tutti i giorni in chiesa..
Quanto al velo per le mussulmane, ma ci mancherebbe che fosse vietato o qualcuno imponesse loro di toglierlo. Sacrosante tradizioni da preservare, tanto più che sono consuetudini totalmente volontarie. Massima stima per le studentesse musulmane, che ho avuto negli anni in quantità, tendenzialmente molto più rispettose, educate e posate delle nostre connazionali allo sbaraglio
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 8:49 pm

a me poi viene anche in mente quell'istituto comprensivo che aveva tolto il crocifisso dalle pareti e i canti di natale per non turbare i musulmani...

OT per franco: scusa, ti ricordi quando dicevi ad arrubiu che il sito localizzava gli utenti a danno della privacy? beh, ho scoperto da qualche giorno la funzione ma mi sono divertita, perché a volte è tutta sballata. Oltre a vari utenti con dono di ubiquità, mi rileva con postazione a napoli, e non sono certo lì ;-)
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 9:03 pm

sempreconfusa1 ha scritto:
a me poi viene anche in mente quell'istituto comprensivo che aveva tolto il crocifisso dalle pareti e i canti di natale per non turbare i musulmani...

Ah, perché si pensa che normalmente il crocifisso alle pareti ci debba stare, e viene tolto eccezionalmente solo "per non turbare i musulmani"?

A me risulta che nella scuola pubblica di uno stato laico non ci debba stare comunque, indipendentemente se ci siano alunni musulmani o no.

Io insegno da 17 anni e ho figli che vanno a scuola da 10 anni... e non ho MAI visto un'aula con un crocifisso alla parete, né come insegnante né come mamma.

I musulmani non c'entrano nulla, i crocifissi non ci sono mai stati e basta.


Ultima modifica di paniscus_2.1 il Mar Giu 12, 2018 9:06 pm, modificato 1 volta
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Intervista al ministro Bussetti   Mar Giu 12, 2018 9:06 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
sempreconfusa1 ha scritto:
a me poi viene anche in mente quell'istituto comprensivo che aveva tolto il crocifisso dalle pareti e i canti di natale per non turbare i musulmani...

Ah, perché si pensa che normalmente il crocifisso alle pareti ci debba stare, e viene tolto eccezionalmente solo "per non turbare i musulmani"?

A me risulta che nella scuola pubblica di uno stato laico non ci debba stare comunque, indipendentemente se ci siano alunni musulmani o no.

ma lì andavano in tandem, evidentemente, crocifisso e canti di natale, dunque anche la tradizione
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