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 Per una riforma del sostegno

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MessaggioOggetto: Per una riforma del sostegno   Gio Ago 16, 2012 5:18 pm

Questi i punti che propongo:

1. L’insegnante di sostegno, se per lo svolgimento del suo “caso” necessita di qualche libro di testo adottato anche dalla classe, deve averlo dall’editore o dalla scuola all’inizio dell’anno. [Senza più che l’editore o la scuola abbiano facoltà di rifiutarglielo.] Le case editrici devono redigere per ogni testo scolastico un testo semplificato per il sostegno, che egli potrà semplificare ulteriormente. Questo testo è dato in dotazione anche al docente della classe, che può richiedere in sede di verifica solo quanto in esso presente. Questo testo è per gli obiettivi minimi, e può essere adottato eventualmente anche da altri studenti in difficoltà, ad esempio extracomunitari. I testi devono presentare riassunti “settoriali” per ciascuno argomento degli anni precedenti, in modo che il docente di sostegno sia in grado di studiare e insegnare discipline “non sue” anche di anni avanzati, le quali presuppongono la conoscenza di argomenti impartiti negli anni precedenti. In questo modo egli è in grado di “ricostruire” il singolo argomento della disciplina avanzata.
2. Per gli allievi con obiettivi minimi, in classi avanzate verso l’esame di qualifica [terza] o l’esame di stato [quarta e quinta], con materie difficili per il docente di sostegno che non le conosce, l’allievo certificato deve essere affidato solo a docenti di sostegno che abbiano fatto una precedete esperienza in queste classi. Per i nuovi casi e per nuovi docenti di sostegno, nell’impossibilità di ciò, le prove per l’esame di qualifica e per l’esame di stato devono essere state formulate all’inizio dell’anno, devono essere messe a conoscenza del docente di sostegno, e durante tutto l’anno la preparazione viene soprattutto finalizzata al loro stretto superamento.
3. Per gli studenti con obiettivi minimi, le verifiche devono essere preparate di comune accordo tra docente di sostegno e docente curricolare, e il voto spetta solo ed esclusivamente al docente di sostegno. Così anche per l’esame di qualifica e l’esame di stato.
4. Il giudizio di promozione deve essere commisurato prevalentemente in base all’impegno profuso nello studio, e solo secondariamente in base alle competenze raggiunte. Il titolo di studio raggiunto non deve riflettere le conoscenze acquisite, ma solo due criteri: il grado di deficit cognitivo [tenuto segreto] e l’impegno profuso. Dalla combinazione dei due criteri derivano automaticamente le competenze raggiunte, a prescindere dai risultati ottenuti. Lo studente con programma differenziato non può mai essere bocciato. Lo studente con obiettivi minimi e qualche materia differenziata, se questa è attinente al percorso professionale, non può mai essere bocciato. Lo studente con obiettivi minimi senza materie differenziate o con materie differenziate non attinenti al percorso disciplinare, può essere bocciato solo nel caso di scarso impegno, e la decisione di bocciatura spetta solo ed esclusivamente al preside [non al consiglio di classe]. La decisione è presa di comune accordo con docente di sostegno in una riunione del gruppo H a fine anno.
5. Per ogni materia che non sia di competenza dell’insegnate di sostegno, con riferimento al suo percorso professionalizzante, il docente curricolare deve concordare col docente di sostegno, a fine settimana [ad esempio il venerdì], settimanalmente, il programma in classe, sui libri e quanto richiesto nelle verifiche e interrogazioni, in modo che niente risulti a caso o non programmato, e che il docente di sostegno non trovi difficoltà nell’imparare e insegnare materie “non sue”. Ciò a prescindere dalle quattro categorie del sostegno [AD01, AD02, AD03, AD04]. La riunione deve essere approfondita e dettagliata, e il docente curricolare deve specificare “cosa vuole” dal docente di sostegno per il suo allievo, e dall’allievo.
6. Il docente di sostegno, per gli studenti con obiettivi differenziati, ha facoltà di farli uscire dalla classe in ogni momento e anche per tutto l’orario settimanale. L’integrazione in classe si realizza per le materie senza sostegno [ad esempio, l’ora senza sostegno]. Per gli studenti con obiettivi minimi, il docente di sostegno che semplifica la materia ha facoltà di impartirla individualmente fuori della classe, anche con un gruppo separato della classe di allievi normodotati, fatti uscire per meglio seguirli. Questo a discrezione del docente di sostegno.
7. Per alcune materie per le quali il docente di sostegno ha particolarmente competenza, egli ha facoltà di tenere lui stesso lezioni a tutta la classe, concordandole con il docente curricolare, durante tutto il periodo dell’anno [non in prossimità delle verifiche]. Su queste lezioni fa lui e corregge le verifiche, con voto che vale a tutti gli effetti. Per alcune materie generali di educazione civica [sicurezza della scuola, regolamento dell’istituto e delle assemblee scolastiche, norme perla sicurezza e salute personale] il docente di sostegno, se preparato, ha facoltà di impartirle.
8. deve essere previsto che il comportamento disciplinare può influire negativamente su ogni voto di verifica in classe. il docente di sostegno ha facoltà, anche non concordata con il docente curricolare, di rilevare una mancanza disciplinare negli allievi, in modo da fare abbassare la valutazione in una verifica o interrogazione. L’eventuale contestazione del docente curricolare deve essere motivata fuori della classe, solo ed esclusivamente davanti al preside, che prende la decisione finale. [Ciò significa che il docente di sostegno, anche se non competente nella disciplina scolastica, può influire su tutte le valutazioni.]
8. In ogni istituto scolastico, uno dei vicepresidi deve essere sempre un docente di sostegno. Se c’è solo un vicepreside, egli è docente di sostegno se il gruppo H è numericamente consistente.
9. Tutta la documentazione sugli allievi deve essere resa disponibile, in qualunque formato, e il docente di sostegno, sotto la condizione della segretezza, la può portare a casa. Cessato il rapporto con l’Istituto, con riferimento all’anno successivo, il docente di sostegno la deve cancellare dai propri computer, e deve riportare in Istituto quella cartacea. Egli può conservarne una copia a casa durante tutto l’anno scolastico. Per la diffusione pubblica di materiale sensibile sugli allievi certificati conservato nei suoi computer, egli è responsabile penalmente.
Giulio Portolan
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GiGi79



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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Gio Ago 16, 2012 6:30 pm

Ciao Giulio,
mi dispiace ma non sono d'accordo con molte delle cose scritte nella tua proposta. Ci sono molte espressioni che fanno riflettere sul modo di concepire il sostegno, che non è il mio...
Ok sul fatto che le case editrici debbano fornire più materiale, ma i casi sono talmente differenziati che mi sembra un po' utopistico... comunque per questo potrebbe essere ok.
Rispetto al concordare con il curricolare, dove c'è buona prassi si fa già, dove non c'è buona prassi continuerà a non essere fatto.

Fai tutto un discorso su come l'insegnante di sostegno deve essere messo in grado di insegnare materie "non sue"... la domanda è: PERCHE'? Mi sembra deleterio e controproducente, non dovremmo passare la vita a studiare i programmi scolastici di altre materie (visto che siamo già plurititolati...) dovremmo essere messi nella condizione di insegnare quello che sappiamo insegnare! Per questo è un mese che diciamo no all'area unica, dal tuo discorso sembra che il docente di sostegno sia l'ennesimo alunno della classe, che ha studiato un po' di più, che diligentemente svolge i compiti casa... non è questo per me il sostegno!

Non concepisco che il docente curricolare debba dire al docente sos chiaramente "cosa vuole"... chi è per dirlo? così si alimenta la posizione di sudditanza tra il docente curricolare e il docente di sostegno. Per me si deve concordare anche cosa si vuole!

Non concepisco che la valutazione del caso sos spetti SOLO al docente di sostegno, anzi lo trovo proprio SBAGLIATO. Così si alimenta la delega del caso al docente sos e il curricolare non svilupperà mai nè gli elementi nè la responsabilità di valutarlo. Inoltre così andrà a finire che il docente sos valuta solo l'alunno disabile... Io piuttosto che così preferisco non valutare del tutto. Oppure valuto le prove di tutti in accordo con curricolare.

Non si capisce perchè il docente di sostegno debba avere "per gentil concessione" la possibilità di dire qualcosa sul comportamento degli altri alunni. E' EVIDENTE che ce l'ha, mi stupisco che sia stato necessario per te scriverlo!

Non concepisco che l'insegnante di sostegno porti fuori lo studente dalla classe per fare sostegno. Questa non è integrazione, ma DISINTEGRAZIONE.
Così gli altri alunni della classe il docente di sostegno lo vedono ben poco, lo conoscono ben poco, imparano che lui è "quello che porta fuori Pierino..."
Ma come si fa a dire certe cose?! Io in tre anni di lavoro con lo stesso studente non l'ho MAI portato fuori dall'aula, e solo 2 volte in piccolo gruppo!

Non sono d'accordo che si valuti il disabile solo sulla base dell'impegno e non dei risultati raggiunti. E' un'arma a doppio taglio soprattutto per quei casi di disabilità (molti...) in cui la cosa deficitaria sono proprio l'attenzione e l'impegno. E poi in questo modo si alimenta la posizione buonista del "tanto poverino si impegna tanto, fa quello che può..."
Se gli obiettivi sono realistici, l'alunno può raggiungerli. Se ha problemi di impegno, è evidente che non si può insistere su questo piano.

Avrei altre cose da dire, ma comincio a dirti queste perchè non sono in sintonia con la tua visione del sostegno nella scuola. NOn so se tu sei docente di sostegno, io non applicherei mai tante delle cose che hai scritto.

Cordialmente
GiGi79
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Gio Ago 16, 2012 7:15 pm

Ciao GiGi79,

per quanto riguarda il concordare con il docente curricolare il da farsi e il programma, credo che non ci debba essere una prassi che non lo prevede, con seri problemi organizzativi per il docente di sostegno. Occorre istituzionalizzarlo [il concordare] normativamente, in modo da non lasciare questa fase delicata alla libera decisione dei due.
Purtroppo il docente di sostegno deve insegnare materie non sue. Anch’io pensavo che egli dovesse insegnare solo materie di sua competenza, ma non si può, perché tutte le materie devono essere coperte [dall’“aiuto”]. Per quanto riguarda l’area unica, effettivamente essa può essere di aiuto, perché così le materie più “leggere” [per le quali non è necessaria una preparazione specialistica tecnico-scientifica, come italiano, diritto, storia, scienze, e per certi aspetti la matematica e le lingue dei primi anni] possono essere ripartite tra tutti i doc sos e non solo ai docenti di area letteraria. In questo modo la responsabilità per le materie più difficile [elettrotecnica e meccanica negli ISIS tecnici e professionali] può venire suddivisa.
Effettivamente sul “che cosa fare” ci dovrebbe essere un accordo, ma questo non si può avere, perché solo il docente curricolare è esperto per la propria disciplina settoriale. E’ lui che tiene “banco”.
Condivido con te l’opportunità che al doc sos sia assegnata la valutazione di tutti, l’avevo pensato anch’io, ma ciò è difficile, perché il doc sos non è competente sulla disciplina settoriale [io ho studiato economia e non saprei correggere un compito di meccanica del quinto anno]. Allora ho pensato ad un altro modo per condividere la valutazione, quello che il doc di sos può punire gli allievi sotto il profilo disciplinare [del comportamento] abbassando la valutazione.
Sono d’accordo sulla valutazione in comune con docente curricolare per l’allievo certificato, purchè ciò non comporti conflittualità. Occorre regolare come questo accordo sul voto possa ottenersi.
Per quanto riguarda la valutazione in base ai risultati e all’impegno, dico questo: se l’allievo certificato, in base al quoziente di capacità cognitiva, può raggiungere gli obiettivi minimi, allora deve essere valutato sul rendimento. Se non è capace, il suo programma sarà differenziato, e quindi sarà sempre promosso [a fine anno]. Ma la decisione della promozione nel primo caso deve spettare al preside e deve essere sottratta al CDC [perché questo si fa influenzare anche dal doc sos].
Io sono [stato] docente di sostegno. Ho insegnato sei anni e mi sono fatto una bella esperienza, conoscendo difficoltà di ogni tipo, ma ottenendo anche belle soddisfazioni. E’ una professione che può dare molto, in termini umani e professionalizzanti.
GP
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 1:33 am

LM2012 ha scritto:
Per quanto riguarda la valutazione in base ai risultati e all’impegno, dico questo: se l’allievo certificato, in base al quoziente di capacità cognitiva, può raggiungere gli obiettivi minimi, allora deve essere valutato sul rendimento. Se non è capace, il suo programma sarà differenziato, e quindi sarà sempre promosso [a fine anno]. Ma la decisione della promozione nel primo caso deve spettare al preside e deve essere sottratta al CDC [perché questo si fa influenzare anche dal doc sos].
Scusa, ma perchè la decisione sulla promozione dell'allievo certificato dovrebbe spettare al preside e non al consiglio di classe? Che elementi ha per valutare il suo rendimento? Ha corretto le prove? Ha assistito alle interrogazioni? E perchè questo dovrebbe accadere solo a lui e non agli studenti non certificati? Il docente di sostegno non influenza il consiglio di classe, ne fa parte a pieno titolo e vota sulla condotta e sulla promozione o la bocciatura di tutti gli alunni della classe. Mi sembra strano doverlo ricordare ad un insegnante di sostegno.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 8:54 am

LM2012 ha scritto:
Allora ho pensato ad un altro modo per condividere la valutazione, quello che il doc di sos può punire gli allievi sotto il profilo disciplinare [del comportamento] abbassando la valutazione.



...mah. E perchè mai il docente SOS avrebbe come suo unico scopo di valutazione quello di "punire"? Per cosa poi? Rimango estremamente perplesso da tali affermazioni.
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indomito



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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 9:04 am

La calura estiva..., Caligola, Lucifero...
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 9:32 am

LM2012, di' la verità: a scuola di quante frustrazioni e malvessazioni sei stato oggetto da parte di colleghi, alunni e DS?

Leggo davvero tantissima tristezza e dolore nei tuoi deliri di riforma...
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 10:53 am

Occorre trovare un modo per dare "potere" al doc sos. [Potere nel senso della scienza didattica: i sociologi della scuola sanno di cosa parlo.] Io, ad esempio, a proposito di frustrazioni, mi sono seduto in cattedra perchè il docente curricolare tardava, e mi sono sentito dire a un allievo: "lei prof. che è di sostegno non può sedere in cattedra". Credo che non debba aggiungere alcuna spiegazione circa il fatto, mi pare chiarissimo, che questa impertinenza è dovuta al fatto che il doc sos viene poco rispettato dalla classe [senza colpa sua] solo perchè gli allievi sanno che questo prof. non ha potere sulla loro valutazione. Io ho cercato il modo di darglielo, ma il modo che propongo è non corretto. [Un altra frustrazione ? sedevo accanto ad un'allieva, e questa ha sbattuto l'astuccio sul tavolo verso di me in tono di minaccia ... siamo ormai a questo punto. E perchè ? perchè sa che io non posso farle niente, neppure negli scrutini a fine anno, perchè lei è bravetta]. Certamente la valutazione di fine anno non può essere diversa tra gli allievi. Ma ho notato che ci sono docenti curricolare che si fanno un punto di onore nel bocciare gli allievi che considerano più "antipatici". Io proporrei di sottrarre la decisione della bocciatura di ogni allievo al CDC, e di affidarla a una commissione composta da: preside, vicepreside/i, coordinatore del CDC, psicologo della scuola, che deve esserci in ogni scuola. Per gli alievi certifcati si aggiunge il doc sos, il coordinatore del gruppo H, e lo psicologo è quello che segue l'allievo. Inoltre propongo che la decisione non avvenga sulla base della votazione, perchè ritengo che non sia concepibile che la decisione se salvare un intero anno possa essere dovuta a una "maggioranza". La decisione è presa dall'intero gruppo, e motivata. Per quanto riguarda il potere del doc sos [spero che si capisca come intedo per "potere", è un concetto elementare], sull'intera classe, occorre trovare il modo per darglielo. Non va bene quello che ho proposto, ma è difficile anche che esso riguardi la valutazione nel merito delle verifiche, perchè il doc sos non è competente nelle materie non sue, e anche se la disciplina fosse sua [attinente al suo percorso di studi] è chiaro che la valutazione è di pertinenza del docente curricolare. Questo modo [ad esempio per farsi rispettare dalla classe, per essere considerato docente a tutti gli effetti: egli lo è, ma non è così percepito dalla classe] occorre io credo trovarlo.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 11:38 am

Albith è meglio della Sibilla Cumana. ;-)
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GiGi79



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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 11:58 am

LM2012 ha scritto:
Ciao GiGi79,

Purtroppo il docente di sostegno deve insegnare materie non sue. [...] Per quanto riguarda l’area unica, effettivamente essa può essere di aiuto, perché così le materie più “leggere” [per le quali non è necessaria una preparazione specialistica tecnico-scientifica, come italiano, diritto, storia, scienze, e per certi aspetti la matematica e le lingue dei primi anni] possono essere ripartite tra tutti i doc sos e non solo ai docenti di area letteraria. [...]
Effettivamente sul “che cosa fare” ci dovrebbe essere un accordo, ma questo non si può avere, perché solo il docente curricolare è esperto per la propria disciplina settoriale. E’ lui che tiene “banco”.
[...] ho pensato ad un altro modo per condividere la valutazione, quello che il doc di sos può punire gli allievi sotto il profilo disciplinare [del comportamento] abbassando la valutazione.
Io sono [stato] docente di sostegno. Ho insegnato sei anni e mi sono fatto una bella esperienza, conoscendo difficoltà di ogni tipo, ma ottenendo anche belle soddisfazioni. E’ una professione che può dare molto, in termini umani e professionalizzanti.
GP

1) scusa, ma perchè "purtoppo" il docente DEVE insegnare materie non sue?! non confondiamo una prassi sbagliata con un dato di fatto a cui dobbiamo rassegnarci. Non è l'oracolo, è solo una sbagliata organizzazione delle risorse. Se è sbagliato, si faccia qualcosa perchè i docenti sos insegnino le loro materie, non facciamo finta che sia giusto così!

2) in base a cose le materie umanistiche sono "più leggere?!" come a dire, tutti possono insegnare italiano, storia, scienze... complimenti per la tutela della professionalità! non mi verrebbe mai in mente di dire che una materia, qualunque sia, possono insegnarla tutti perchè più "leggera"...

3) non deve esistere al mondo che un docente di sostegno dica di un curricolare "è lui che tiene banco"... finchè ci sono insegnanti di sostegno che dicono così, ci tratteranno sempre a pesci in faccia. Il problema è quello del punto 1: se i docenti sos insegnassero le loro discipline, nessuno potrebbe permettersi di tenere banco in niente...

4) Perchè mai il docente di sostegno non può valutare gli altri allievi e allora gli dovremmo dare il "contentino" (idiota, secondo me, perchè privo di significato) di valutare il comportamento?! i ragazzi "normodotati" non ci rispetteranno certo per questo!

5) perchè mai hai smesso di fare questo "meraviglioso lavoro che dà tanto dal punto di vista umano?"

saluti!
GiGi79
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 12:08 pm

Gli studenti rispettano la scuola per diverse ragioni, una è che serve ad essi. Serve il titolo di studio, e quindi la promozione, di cui è funzione ciascuna singola verifica. Il voto lo dà il professore. Quindi questo è rispettato per le seguenti ragioni: perchè è competente nella sua materia; perchè ha personalità e sa tenere la disciplina; perchè valuta e dalla sua valutazione dipende il successo scolastico. Perchè un allievo, magari impertinente, maleducato, un pò cafone, dovrebbe rispettare il doc sos ? Questi non dimostra di avere una sua materia, perchè non insegna alla classe, non tiene la disciplina, perchè non è il suo compito, e non valuta, perchè non è suo ruolo. Quindi gli studenti possono anche non rispettarlo, "tanto non mi può fare nulla" pensano essi. Come cambirebbe il clima in classe se il doc di sos potesse influire sull'esito scolastico, a prescindere dalla valutazione finale con gli scrutini ? [premetto che non tutte le classe sono così: all'ultimo anno che ho insegnato in tutte le classe - avevo cinque allievi - a Brugnera ho trovato rispetto e considerazione per il mio ruolo: tutti allievi educatissimi e in tutte le classi.] Un modo può essere questo. Senza buttarla sui problemi del doc sos [naturalmente ...], si potrebbe fare così. Il doc sos è assegnato a tutta la classe, e com'è noto in ogni classe italiana c'è un problema di discplina, soprattutto in quelle maschili degli ISIS, ex professsionali. La normativa può prevedere che il compito di tenere la disciplina in classe spetti al doc sos. Questi a ogni fine mese stende un rapporto [fatto consocere alla classe], per ciascuno allievo, e questo analisi può influenzare la valutazione degli allievi in itinere, direttamente, anche abbassandola. Ecco che ho riformulato in modo più accettabile il mio pensiero espresso sopra. Questo è un modo efficace per dare al doc sos un immediato rispetto. Se questa fosse la normativa [semplicemente: al doc sos spetta la responsabilità della disciplina comportamentale in classe], appena entrato in classe il doc sos, ci sarebbe un immediato silenzio ... Cosa vi pare ?
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GiGi79



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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 12:10 pm

LM2012 ha scritto:
Occorre trovare un modo per dare "potere" al doc sos.
Per quanto riguarda il potere del doc sos [spero che si capisca come intedo per "potere", è un concetto elementare], sull'intera classe, occorre trovare il modo per darglielo. Non va bene quello che ho proposto, ma è difficile anche che esso riguardi la valutazione nel merito delle verifiche, perchè il doc sos non è competente nelle materie non sue, e anche se la disciplina fosse sua [attinente al suo percorso di studi] è chiaro che la valutazione è di pertinenza del docente curricolare.

Non occorre trovare un modo per dare potere al docente sos, occorre trovare un modo per dare un RUOLO DIDATTICO EFFICACE in una classe a un docente sos. Il "potere", se la docenza è efficace, vien da sè...
La mia idea, che ormai molti colleghi sanno, è che per dare "potere" a un docente sos basterebbe non chiamarlo più di sostegno, ma avere la compresenza e contitolarità di due docenti in classe competenti nello stesso ambito. Sarebbe facilissimo...

Se tu stesso dici che non va bene quello che hai proposto, non si capisce perchè l'hai proposto...

Non è "CHIARO che la valutazione è di pertinenza del docente curricolare", è una boiata che è stata fatta passare finora proprio perchè il docente sos si occupa spesso di cose di cui non ha competenza, così il suo ruolo viene svilito.

Io di sostegno e la mia collega di lettere facciamo così: correggiamo ENTRAMBI i temi di tutti gli studenti della classe, proponiamo ENTRAMBI la nostra valutazione, la concordiamo e la assegniamo.
Tutti gli studenti sanno che il voto è di entrambi i docenti, nessuno ha mai fatto storie o ha mai detto o solo pensato che io non posso valutare. Anzi, a volte mi vengono a chiedere ragioni della valutazione e consigli per migliorare in spirito assolutamente collaborativo e non polemico. Questa sarebbe una buona prassi...
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 12:15 pm

LM2012 ha scritto:
La normativa può prevedere che il compito di tenere la disciplina in classe spetti al doc sos. Questi a ogni fine mese stende un rapporto [fatto consocere alla classe], per ciascuno allievo, e questo analisi può influenzare la valutazione degli allievi in itinere, direttamente, anche abbassandola. Ecco che ho riformulato in modo più accettabile il mio pensiero espresso sopra. Questo è un modo efficace per dare al doc sos un immediato rispetto. Se questa fosse la normativa [semplicemente: al doc sos spetta la responsabilità della disciplina comportamentale in classe], appena entrato in classe il doc sos, ci sarebbe un immediato silenzio ... Cosa vi pare ?

DISSENTO COMPLETAMENTE. Nessun docente sos avrà mai immediato rispetto da una normativa di tal genere. Che ci sarebbe immediato silenzio, sono sogni...

Caro collega, da tutto quello che hai detto prima si capisce che in fondo lo sai anche tu che il docente di sos non ha una funzione chiara ed efficace nella scuola e per questo non è rispettato... allora cosa facciamo, l'area unica e il potere di fare il carabiniere?! Ma dai...
Facciamo qualcosa perchè un ruolo ce l'abbia, ma didattico però!
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 12:34 pm

per GiGi79,

purtroppo l'organzzazione che tu rilevi sbagliata è quella secondo la normativa [o meglio la prassi consolidata]. Ad esempio: è chiaro che
il doc sos, con l'eventuale collega, con cui condivide uno o più "casi",
deve coprire tutte le materie, perchè in tutte c'è necessità del soste-
gno. La mia disciplina è diritto e economia, e economia aziendale.
In un ISIS professionale c'è solo diritto, non c'è economia aziendale.
Non posso pensare di "coprire" solo diritto [che sono solo due o tre
ore in tutta la settiaman: io ho 18 ore da distribuire per tutte le disci-
pline], e in queste non sono competente, evidentemente. Per due an-
ni ho dovuto "fare" il tornio ... poi addirittura cucito ... [per Albith, un'
altra "frustrazione": passo due ore in classe solo a "osservare" perchè devo
imparare il cucito, e un allieva mi fa: "prof., lei non fa niente !". Ma non è che ne faccevo un dramma, semplicemente me ne fregavo ! Lo conosco il mondo, com'è fatto]. Le materie umanistiche sono "leggere" nel senso, ovvio, che per seguire il quinto anno di storia non serve sapere il quarto anno, e così a ritroso, lo stesso per letteratura. Invece un quinto anno di meccanica o di elettronica presuppone al conoscenza perfetta e dettagliata di tutto il programma degli anni precedenti: c'è quindi una differenza nella difficoltà delle discipline, intrinseca. Sono d'accrodo con la tua idea, che è quella mia: occorre trovare per il doc sos un RUOLO EFFICACE. E quello che ho tentato di proporre. Quello che ho proposto non si salva, ma si salva il suo senso, che è quello che hai indicato tu. Tu riporti la tua esperienza, la quale si può effettuare per italiano e storia, ma non per meccanica e elettotecnica. Qui il doc sos non può condividere la valutazione con il docente curricolare, perchè sono materie complesse e molto specialistiche. Certo anche storia e italiano sono complesse, ma in un senso diverso. Hai ragione, non può fare il “carabiniere”. Occorre riflettere sul cambiamento del ruolo didattico. Saluti. GP
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 1:41 pm

Dopo anni sul sostegno, visto la tua ormai manifesta insoddisfazione, non potresti accettare un incarico sulla materia? Avresti "potere e silenzio" (ovviamente si fa per dire).
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 4:59 pm

La situazione dell’insegnante di sostegno è critica per due aspetti: le materie che deve studiare e insegnare, che possono essere complesse e delle quali egli può non riuscire a venire a capo [si pensi all’uso dell’AUTO-CAD nel quinto anno di un ex-IPSIA e a un manuale di elettrotecnica o di meccanica del quinto anno; il ruolo nella classe, sia nei confronti del docente curricolare, verso cui il doc sos non può costituire una spalla, o un aiuto o ausilio, sia nei confronti degli allievi, che percepiscono il doc sos come una presenza estranea ai loro interessi e ai quali egli non trasmette nulla, non è utile ed è facilmente oggetto di critica [il doc sos, mai interpellato, lavora a casa semplificando la materia, e in classe prende appunti. In classe non può insegnare al suo allievo, che deve seguire la lezione. Allora: che stima o considerazione posso avere gli studenti della classe verso un docente che se ne sta in silenziose e sul banco prende appunti esattamente come loro, cioè come uno “studente” ? il lavoro che fa a casa non è conosciuto e non viene riconosciuto]. Alcune soluzioni possono essere queste. L’idea che ho proposto, e cioè l’obbligo per le case editrici di costruire, a fianco dei testi, testi specifici per le stesse materie, per il sostegno, con argomenti del quarto, quinto anno con la “coda”, cioè con tutta la spiegazione degli anni precedenti per poterli comprender al loro grado di difficoltà più avanzato. Questi testi sono comprati dalla scuola e il doc sos usufruisce di essi gratis, in comodato. L’idea del doc sos “carabiniere” non è forse da scartare. Il discorso può farsi più ampio. C’è in Italia un generale problema di disciplina comportamentale nelle classi. Il doc sos può essere delegato a tenere la disciplina. Con questo metodo [come ho detto]. Un libretto [“registro della condotta”] da compilare settimanalmente e mensilmente, con voti di condotta per ciascuno allievo che fanno “media” coi voti delle verifiche. Non a fine periodo, ma in itinere. Ecco che immediatamente il doc sos viene “rispettato”. Nel senso che ho esplicato più sopra. L’idea è buona: occorre un metodo per la condotta, problema generale della scuola italiana; delegato ad esso diventa il doc sos. A me pare ovvio: egli, più del docente curricolare che tiene la lezione, osserva la classe e può giudicare la condotta degli allievi. Poi la terza innovazione che propongo mi viene da GiGi79. E’ pattuito che la classe è “divisa” equamente tra doc curricolare e doc sos. Alla pari. Come debba compiersi questa equa responsabilizzazione e come debba ridisegnarsi il RUOLO DIDATTICO del doc sos, con il vincolo che ho detto [egli deve occuparsi di tutte le discipline, qui non c’è scampo, altrimenti non si fa sostegno] è questione complessa da definire. Due anni fa il Ministero poneva come uno dei punti per la preparazione del docente curricolare il sostegno. Questo è un modo per responsabilizzarlo, e per sensibilizzarlo sull’importanza e delicatezza del ruolo del doc sos. Anche il primo deve aiutare il secondo, e non solo viceversa, come è stato finora. GP

per gugu: l'incarico nella materia non c'è per le mie classi di concorso [A019, A017].
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 6:07 pm

Tutto è perfettibile, la scuola poi ne avrebbe di miglioramenti da apportare, e ammetto di ignorare la realtà del sostegno alle superiori.

Tu però chiedi al sistema di sopperire a una tua personale incapacità di gestione dei rapporti umani: aspiri ad alunni robot lobotomizzati perché, da quanto dici, ti trattavano da zerbino e non trovavi modo di controbattere. Non credere però che io non ti capisca: sono di natura una persona timida, ma da quando ho iniziato questo lavoro (come te sul sostegno, e sempre su casi da paura) ho capito come mettere i punti sulle I (e già che mi trovavo anche sulle J e poi anche le dieresi).

Sarà che ho scoperto un piglio che non sospettavo, ma ti assocuro che dopo una "cazziata" delle mie (termine napoletano quanto mai adeguato) né genitori né ragazzi hanno mai osato ribattere (e assicuro che non sono mai volgare, offensivo o umiliante: resto molto sul pezzo, sempre!).

Sull'aspetto pratico di dover apprendere discipline ignote per sostenere l'alunno, sinceramente non so come funzioni alle superiori, ma capisco che la AD03 sia un marasma. Ma siamo sicuri che serva una riforma che di fatto deresponsabilizza tutti? Mi pare che già la normativa preveda il docente SOS come sostegno alla classe, non come tutor privato dell'alunno H.

Alle medie funziona così: forse sarebbe ora che anche alle superiori si stabilisse questo criterio.
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 6:18 pm

LM2012 ha scritto:
Occorre trovare un modo per dare "potere" al doc sos. [Potere nel senso della scienza didattica: i sociologi della scuola sanno di cosa parlo.] Io, ad esempio, a proposito di frustrazioni, mi sono seduto in cattedra perchè il docente curricolare tardava, e mi sono sentito dire a un allievo: "lei prof. che è di sostegno non può sedere in cattedra". Credo che non debba aggiungere alcuna spiegazione circa il fatto, mi pare chiarissimo, che questa impertinenza è dovuta al fatto che il doc sos viene poco rispettato dalla classe [senza colpa sua] solo perchè gli allievi sanno che questo prof. non ha potere sulla loro valutazione. Io ho cercato il modo di darglielo, ma il modo che propongo è non corretto. [Un altra frustrazione ? sedevo accanto ad un'allieva, e questa ha sbattuto l'astuccio sul tavolo verso di me in tono di minaccia ... siamo ormai a questo punto. E perchè ? perchè sa che io non posso farle niente, neppure negli scrutini a fine anno, perchè lei è bravetta].
Guarda che questo tipo di provocazioni le fanno anche ai curricolari, specialmente se precari. E anche i curricolari, al momento dello scrutinio, possono proporre di abbassare il voto in condotta, ma se finiscono in minoranza non possono fare niente.
Certamente la valutazione di fine anno non può essere diversa tra gli allievi. Ma ho notato che ci sono docenti curricolare che si fanno un punto di onore nel bocciare gli allievi che considerano più "antipatici".
Ma figurati: magari sono più antipatici anche perchè non studiano e di conseguenza hanno voti negativi. Se un docente mette i voti a simpatia, è gravissimo e merita di essere sanzionato. Attribuire questo comportamento a tutti i curricolari mi sembra offensivo per la nostra professionalità.
Io proporrei di sottrarre la decisione della bocciatura di ogni allievo al CDC, e di affidarla a una commissione composta da: preside, vicepreside/i, coordinatore del CDC, psicologo della scuola, che deve esserci in ogni scuola.
Ci manca solo quella, così davvero non si boccerebbe più nessuno. E che titolo avrebbero preside, vicepreside e psicologo per decidere della promozione di un allievo che i primi due verosimilmente neanche conoscono e il terzo conoscerà per ragioni diverse dal suo rendimento scolastico? E perchè il coordinatore, docente di una materia, dovrebbe decidere per tutti i docenti delle altre materie? Assurdo. Già ora il coordinatore è più considerato degli altri docenti perchè propone i voti in condotta, ci mancherebbe solo questa.
Per gli alievi certifcati si aggiunge il doc sos, il coordinatore del gruppo H, e lo psicologo è quello che segue l'allievo. Inoltre propongo che la decisione non avvenga sulla base della votazione, perchè ritengo che non sia concepibile che la decisione se salvare un intero anno possa essere dovuta a una "maggioranza". La decisione è presa dall'intero gruppo, e motivata.
E se non c'è un accordo come si risolve senza una votazione?
Comunque da docente curricolare le proposte che emergono in questo topic mi piacciono: LM2012 vuole occuparsi lui della disciplina, così io mi posso dedicare solo alla lezione (benissimo), Gigi79 vuole aiutarmi a correggere i compiti (ottimo; se poi non siamo d'accordo, però, chi ha l'ultima parola sul voto? E perchè valuti solo i compiti di italiano e non quelli di matematica, inglese ecc.? Perchè la docente di italiano deve concordare con te i suoi voti e gli altri no? Certo se lei è d'accordo tutto bene, ma dubito che si possa imporre una soluzione del genere in tutte le classi dove c'è un insegnante di sostegno).
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 6:39 pm

Non so trovare soluzioni, ma certamente, ne converrete, l'insegnamento di sostegno è strutturato male, nel senso chedeve essere riformato, e non solo perfezionato [si dice comunque che il sostegno in Italia sia fiore all'occhiello della scuola italiana come più avanzato rispetto all'Europa e nel mondo]. E il doc sos è messo in "trappola" [nel mio articolo sostegno che se l'allievo è a rischio bocciatura il doc sos spesso può essere coinvolto anche psicologicamente. Perchè per le altre discipline ciò non avviene ? perchè lì la bocciatura dipende dal docente curricolare, invece la promozione del "proprio" allievo non dipende dal doc sos: c'è un evidente asimmetria]. Faccio un esempio di questa "trappola". Mi è capitato. Il genitore non capisce il deficit di suo figlio. Pensa sia come normodotato. Gli dico: se il programma èdifferenziato non ha il titolo, ma solo un attestato, mentre se il programma è per o.m. può conseguire il titolo, ma è a rischio bocciatura. Io so che è per il primo caso. Il genitore dice: "voglio gli o.m." [e si capisce perchè lo dice]. Conseguenza: il doc sos sa che non ce la farà e che quindi l'esito sarà l'inevitabile bocciatura. Mi arrendo ? No, faccio i salti mortali, e gli faccio passare l'anno, ma questo a scapito della mia salute, e infatti alla fine dell'anno ho mollato ... Promosso, alla fine dell'anno, ma l'anno successivo, in cui io non ci sarò, il genitore capirà. Il doc sos deve essere un eroe ? !!! [Un anno ne ho passate di tutti i colori, e una mia amica infatti mi ha detto: "sei stato un eroe" - con la dispepsia funzionale 20 km andata e 20 km di ritorno tutto l'anno, e i tre allievi alla fine dell'anno neanche un "grazie"].
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 6:42 pm

La questione del sostegno alla secondaria mi sembra veramente complessa, da quello che ho letto. Io sono sul sostegno nella primaria ma devo dire che (almeno per quanto mi riguarda) non trovo tutte queste difficoltà "gestionali"...

Comunque la proposta che fai non piace neanche a me, in un altro post c'è chi proponeva di dare ai docenti di sostegno un tot ore anche nella propria materia (anche in una classe diversa) e quella mi sembra una risposta più efficace al problema della "scarsa considerazione" che alcuni alunni nutrono nei confronti dell'insegnante di sostegno.
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GiGi79



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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 7:26 pm

Dec ha scritto:

Gigi79 vuole aiutarmi a correggere i compiti (ottimo; se poi non siamo d'accordo, però, chi ha l'ultima parola sul voto? E perchè valuti solo i compiti di italiano e non quelli di matematica, inglese ecc.? Perchè la docente di italiano deve concordare con te i suoi voti e gli altri no? Certo se lei è d'accordo tutto bene, ma dubito che si possa imporre una soluzione del genere in tutte le classi dove c'è un insegnante di sostegno).

Certo, capisco l'osservazione e la condivido anche, se si ragiona nella prospettiva del docente di sostegno come è concepito oggi...
Io lo faccio per lettere perchè sono una docente di lettere che fa sostegno, posso correggere lettere perchè ne ho le competenze e non matematica o inglese...

Se invece del docente sos tuttologo come è adesso, si ragionasse nella prospettiva del docente in organico aggiuntivo, in compresenza e della stessa disciplina (o almeno area...) sarebbe ovvio che i colleghi "doppi" lavorerebbero "alla pari", anche nella valutazione.

Se non sono d'accordo nella valutazione, poi, a chi spetta l'ultima parola?
è ovvio che, come è organizzato oggi, che spetti al curricolare nessuno lo metterebbe in dubbio...

Nella idea di contitolarità che ho io, si lavorerebbe nel peggiore dei casi come "media" delle due proposte di voto, perchè entrambi i colleghi ne avrebbero le competenze. Secondo me sarebbe molto più facile trovare un accordo tra colleghi, perchè ci si percepirebbe come "paritari", ma se così non fosse, credo che una soluzione a proposte di voto differenti la si possa sempre trovare... come media, come "una volta prevale il mio voto e una volta il tuo...", insomma è da pensare!
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 7:47 pm

Non sono contrario in linea di principio alla tua proposta, Gigi79, però bisognerebbe intanto essere sicuri che il docente di sostegno sia presente in classe in tutte le ore di quella materia, cosa che non sempre accade, perchè l'alunno ha per esempio nove ore che devono essere divise tra le varie materie. E poi sono convinto che, in caso di contrasto tra i due docenti (e può capitare), si creerebbero dei problemi seri, anche perchè non c'è una ragione logica perchè il docente di sostegno sia di una materia o di un'altra (al di là del discorso delle aree alle superiori) ed è probabile che il docente della stessa materia si sentirebbe sminuito rispetto agli altri curricolari. Come dici tu, è da studiare e in certi casi può sicuramente funzionare, in altri penso meno.
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Ven Ago 17, 2012 9:27 pm

Albith cita la classe AD03. In realtà molti problemi che ho sottolineato non farebbero riferimento a tutto il sostegno, ma solo a questa classe. Il Ministero deve capire che questa è la classe critica. Non ce ne sono altre. AD01 e AD02 hanno materie "semplici", nella direzione che ho spiegato [tranne chimica e fisica]: esse sono italiano, storia, scienze, matematica, anche le lingue sono un pò problematiche, ma vengono assegnate a questa classe, che quindi è preparata [naturalmente con un limite: chi conosce l'inglese non può apprendere nè insegnare un tedesco o un francese di classe quinta]. Quindi anche lingue è una materia difficile. Il problema come ho detto è la classe AD03. Qui c'è di tutto !!! Faccio il mio esempio: laureato in economia, classi di concorso A019 [diritto e economia] e A017 [economia aziendale], si pretende che studi e insegni le seguenti discipline, definite "tecnico-professionali" [AD03: area tecno-professionale][questo elenco è proprio quello che mi sono trovato davanti in sei anni di insegnamento nel sostegno]: tornio [!]; meccanica [dei diversi anni]; elettronica ed elettrotecnica [queste le fa anche un docente di matemtatica: AD01 area scientifica]; sistemi; controllo; disegno tecnico [autocad] e artistico; arredamento; moda, taglio e cucito; oltre che naturalmente diritto e economia e economia aziendale. Faccio un esempio che non riguarda me: chi è laureato di arte [area AD03], si troverà bene col disegno, e dovrà insegnare comunque economia aziendale [area AD03]. Nell'area AD03 c'è quindi di tutto. Per le altre classi AD01 [scientifica] e AD02 [umanistica] c'è quindi una maggiore attinenza delle materie da comprire con le proprie competenze di studio. L'AD03 è il grande calderone. Si può obiettare che [com'era in quasi tutti gli istituti in cui ho insegnato] la suddivisione tra i doc sos colleghi per un caso non segue le aree. Invece a Brugnera questo era il presupposto. Io di AD03 ho dovuto prendermi arredamento. In un IPSIA io di AD03 ho dovuto prendermi moda e cucito. Si critica il doc sos che a volte non opera bene, ma qui la demotivazione è consequenziale: davanti a un programma di meccanica del quinto anno un doc sos di economia non può che alzare bandiera bianca !
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Dom Ago 19, 2012 1:35 pm

Ciao!

Nell'intervento di Giulio, che dà l'incipit a questo forum, si sente tutta l'amarezza di un insegnante di sostegno maltrattato, che cerca in qualche modo di uscire da questa situazione...
Mi sembra di intendere che il povero Giulio venga delegato quasi in tutto nelle faccende che riguardano il ragazzo H... e che i curricolari se ne disinteressino...
Si osserva che Giulio, parla di "suo alunno" quando si riferisce all'alunno H... Mentre invece, non dimentichiamolo: l'alunno H NON è l'alunno dell'insegnante di sostegno... ma è l'alunno di tutto il consiglio di classe e di tutta la scuola...

Condivido in parte alcune delle proposte di Giulio... Alcune invece meno...
Vediamo in dettaglio:


LM2012 ha scritto:
Questi i punti che propongo:

1. L’insegnante di sostegno, se per lo svolgimento del suo “caso” necessita di qualche libro di testo adottato anche dalla classe,


Concordo con il fatto che l'insegnante di sostegno debba avere i libri adottati nella classe... Come facciamo a semplificare i testi di libri che non abbiamo?!?
Pensate che io ho dovuto acquistare dei testi perché l'editore non me li ha voluti dare...
Un altro rappresentante, amareggiato dalla mia situazione, mi ha detto di chiedere aiuto alla collega curricolare: è infatti sufficiente che il docente curricolare chieda un testo in più.... dicendo che l'ha smarrito...
Non sono d'accordo sul fatto che i testi devono essere già semplificati: non mi sembra attuabile... perché "che cosa significa semplificare"?!?... Una cosa può essere più semplice per me ma non per te...
Se ho problemi di lettura, "più semplice" può voler dire "ricco di immagine"... Se sono straniero, posso aver bisogno di alcuni vocaboli chiave tradotti nella mia lingua... Se ho altri problemi... testi ingranditi... e così via... Non esiste niente che vada bene per tutti...
La semplificazione è molto legata alle problematiche del ragazzo... e andrebbe fatta da docente di sostegno+docente curricolare... che aiuta ad individuare i punti chiave della sua disciplina... e fornisce suggerimnenti didattici...


LM2012 ha scritto:

2. Per gli allievi con obiettivi minimi, in classi avanzate verso l’esame di qualifica [terza] o l’esame di stato [quarta e quinta], con materie difficili per il docente di sostegno che non le conosce, l’allievo certificato deve essere affidato solo a docenti di sostegno che abbiano fatto una precedete esperienza in queste classi.


Non sono d'accordo... Ciò può non essere realizzabile...
In molti casi è particolarmente importante la continuità didattica... anche per questioni relazionali...: se dò ad alcuni ragazzi un sos bravissimo ma con il quale non ha feeling... l'intervento potrebbe NON essere efficace...
Propongo: maggiore coinvolgimento dei docenti curricolari..... e in aggiunta richieste di aiuto a sos esperti su classi quinte e terze... soprattutto per le questioni riguardanti la NORMATIVA che quasi tutti ignorano!!!

LM2012 ha scritto:


3. Per gli studenti con obiettivi minimi, le verifiche devono essere preparate di comune accordo tra docente di sostegno e docente curricolare, e il voto spetta solo ed esclusivamente al docente di sostegno. Così anche per l’esame di qualifica e l’esame di stato.

Propongo di nuovo: maggiore coinvolgimento degli insegnanti curricolari...
Ritengo utile ma non necessario che i testi delle prove devono essere messi a disposizione del sos... Quando possibile: perché non formularle assieme?
Per quanto riguarda il voto che spetterebbe solo al docente di sostegno...
NON sono d'accordo... ed è contrario alla normativa... In aggiunta nell'esame di stato il giudizio spetta alla commissione di cui l'insegnante di sostegno NON fa parte (nemmeno nei casi di H differenziato)


LM2012 ha scritto:

4. Il giudizio di promozione deve essere commisurato prevalentemente in base all’impegno profuso nello studio, e solo secondariamente in base alle competenze raggiunte.



Non ho capito del tutto, ma non sono d'accordo...
Lo studente con programma differenziato PUO' essere bocciato in caso di non raggiungimento degli obiettivi dovuto a pelandronaggine...
Mi sono capitati ragazzi H differenziati che non facevano nulla perché dicevano: "tanto mi promuovono perché sono differenziato"... Invece un ragazzo H ha diritto di essere valutato e anche di prendere brutti voti, se non si è impegnato...
Per quanto riguarda il "differenziato su alcune materie"... Non dimentichiamoci che basta essere differenziato anche in una sola materia per NON conseguire il diploma...


LM2012 ha scritto:

5. Per ogni materia che non sia di competenza dell’insegnate di sostegno, con riferimento al suo percorso professionalizzante, il docente curricolare deve concordare col docente di sostegno, a fine settimana [ad esempio il venerdì], settimanalmente, il programma in classe,


D'accordo in parte... OK per il coinvolgimento dei curricolari... propongo però dei colloqui informali per discutere a proposito di programmazione...

LM2012 ha scritto:

6. Il docente di sostegno, per gli studenti con obiettivi differenziati, ha facoltà di farli uscire dalla classe in ogni momento e anche per tutto l’orario settimanale. L’integrazione in classe si realizza per le materie senza sostegno [ad esempio, l’ora senza sostegno].

Non sono del tutto d'accordo... Pierino ha diritto di stare nella sua classe...
L'uscita dalla classe per attività di ripasso deve essere prevista dal Pei... e deve essere finalizzata a comprendere meglio quello che si fa in classe...
Dipende comunque dal tipo di alunni... Ci sono alunni che si stancano a stare in classe... e che devono alternare momenti fuori con momenti dentro...
Ritengo comunque che il "fuori" o "dentro" deve essere qualcosa di condiviso...
Non ho capito: tu hai a che fare con colleghi che richiedono che il ragazzo stia fuori o richiedono che stia dentro?

7: lezioni alla classe: penso che ciò dipenda da svariati fattori...

8: problemi di comportamento: sì a promuovere il rispetto degli insegnanti di sostegno da parte degli alunni... ma questa non mi sembra la modalità corretta...
Penso che il tutto si "ritorcerebbe"...

9: documentazione... Rendere più agevole la consultazione ai docenti sos... ricordando che gli originali della documentazione vanno conservati in cassaforte...
No ai docenti di sostegno che passano il tempo a ricopiare a mano i documenti dell'handicap... perché la scuola non glieli lascia consultare...

Ciao da Cindy
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Dom Ago 19, 2012 1:39 pm

Dec ha scritto:
Non sono contrario in linea di principio alla tua proposta, Gigi79, però bisognerebbe intanto essere sicuri che il docente di sostegno sia presente in classe in tutte le ore di quella materia, cosa che non sempre accade, perchè l'alunno ha per esempio nove ore che devono essere divise tra le varie materie. E poi sono convinto che, in caso di contrasto tra i due docenti (e può capitare), si creerebbero dei problemi seri, anche perchè non c'è una ragione logica perchè il docente di sostegno sia di una materia o di un'altra (al di là del discorso delle aree alle superiori) ed è probabile che il docente della stessa materia si sentirebbe sminuito rispetto agli altri curricolari. Come dici tu, è da studiare e in certi casi può sicuramente funzionare, in altri penso meno.

Penso che ciò può essere realizzabile anche nei casi in cui il docente sos NON è presente in tutte le ore di quella materia...
Infatti i due docenti dovrebbero "parlarsi"...

Per quanto riguarda i possibili contrasti... E' evidente che tale attività si realizza bene quando i due docenti lavorano bene assieme... sono in sintonia... e quindi il docente curricolare NON si sente sminuito... ma al contrario vede nel collega sos una RISORSA....

Ciao da Cindy
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