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 Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?

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Jeeg



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MessaggioOggetto: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Sab Set 13, 2014 6:06 pm

Promemoria primo messaggio :

Se le GaE sono provinciali, come possono obbligare ad accettare una sede in altra provincia o addirittura regione? Possono chiederlo ma addirittura obbligare non mi sembra oltre che corretto nemmeno legittimo.
Mi spiego meglio: ciascuno di noi ha fatto la sua scelta della provincia in cui iscriversi per le GaE. Lo sapevamo tutti che in molte provincie del nord c'è sempre stata molta più possibilità di passare velocemente di ruolo, non lo scopriamo certo oggi, ma ognuno ha deciso scegliendo anche una provincia "intasata", consapevole dell'eventualità concretissima di farsi un precariato molto lungo pur di non trasferirsi chissà dove, e questa scelta deve essere rispettata, a mio avviso.
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AutoreMessaggio
iaiataf



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 6:30 pm

Rinunciare a votare, rinunciare ai diritti sul posto di lavoro, accettare sempre qualsiasi cosa ci impongano senza accorgersi che si sta perdendo tutto, lentamente. Spero siate consapevoli delle conseguenze di tutto questo.
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 6:50 pm

gugu ha scritto:
Io sono convinto che non sarà un'azione pasticciata laddove si cominci subito con le fasi necessarie: censimento, richieste, ricognizione cattedre.
Non mi preoccupa tanto la fase di ricognizione, che per le sue prerogative non è particolarmente impegnativa. Mi preoccupa l'adeguamento di tutta la macchina operativa, cosa che deve essere fatta solo dopo la pubblicazione delle disposizioni legislative, la definizione del regolamento di attuazione, contestualmente - presumo - ad una fase di concertazione contrattuale. Realizzare tutto questo in un contesto di rodaggio nell'arco di 6-8 mesi lo vedo arduo, conoscendo i miei polli. L'intero apparato, che ogni anno opera con l'acqua alla gola, rischia di andare letteralmente in tilt a causa di regolamenti e istanze che arriveranno all'ultima ora. E non mettiamo in conto eventuali blocchi o impantamenti causati da ricorsi che, immagino, si propagheranno come funghi.[/quote]
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ulisse2000



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 7:06 pm

a proposito di altarini...

mi piace immaginare la scuola come una nave sulla quale tutti condividono la stessa situazione.

se molti sono preoccupati della direzione che si sta dando alla nave (deriva aziendalistica e peggioramento della condizione per tutti) non direi che questi vogliono difendere il loro altarino ma vogliono semplicemente evitare il naufragio collettivo.

volendo invece adottare  basse logiche di pensiero per cui si vede sempre il male negli altri... allora sarei tentato di pensare che anzi nella nuova riforma molti intravedono qualche vantaggio per il proprio "altarino" ... mi verrebbe da pensare agli arrivisti, ai cosiddetti "lecchini" che sperano di potersi ritagliare una condizione di privilegio, magari facendosi affidare qualche progetto ad hoc, leccando e sgomitando a destra e manca per cercare di costruirsi una stupida carriera ai danni di altri. Scusate ma non dovevamo fare gli insegnanti in una comunità educativa preoccupandoci dei nostri alunni piuttosto che di scalare chissà quale meschina vetta? a questi  rampanti "piccoli piccoli" poco importa dove finirà la nave e se molti verranno schiacciati.....


ma non vorrei ragionare in questi termini... vorrei credere che tutti hanno a cuore in maniera diversa la sorte della nave...vorrei
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 8:30 pm

fermo restando che sono fermamente contrario ad una meritocrazia differenziale e che la meritocrazia dovrebbe premiare in prima istanza la qualità del lavoro svolto in aula (e non fuori) vorrei sfatare questo mito dei lecchini.

I cosiddetti lecchini, nella maggior parte dei casi, sono insegnanti che hanno un particolare legame con la scuola in cui lavorano (spesso da molti anni) e che si adoperano per farla funzionare meglio, spesso anche dedicando più ore al tempo scuola di quelle che competono per contratto, spesso per poche decine o centinaia di euro dal fondo d'istituto. Non parlo del collaboratore vicario, che magari ha un rapporto più stretto (non necessariamente di lecchinaggio) con il dirigente scolastico, parlo dell'insegnante che si occupa di una biblioteca perché altrimenti resterebbe chiusa, dell'insegnante che si occupa di un laboratorio per mantenerlo funzionale, dell'insegnante che si occupa dell'orientamento perché è interessato a coltivare il proprio posto adoperandosi per far affluire più iscritti, dell'insegnante che si propone come referente per l'educazione alla salute perché ha a cuore determinate problematiche che coinvolgono i ragazzi della scuola, ecc. Questi sono lecchini? Li si può accusare di essere dei tappabuchi, di coprire con una sorta di complicità le carenze di un sistema scolastico che arranca, ma che siano dei lecchini per definizione. Senza parlare del fatto che spesso sono proprio queste figure ad avere una conflittualità, generalmente di tipo dialettico e positivo, con il dirigente scolastico. Perché ci tengono alla loro scuola. Al contrario ci sono spesso insegnanti che aizzano colleghi, personale ATA, studenti, genitori contro la dirigenza ma sempre nei luoghi non pertinenti, in assenza del dirigente, ma sono pronti ad abbassare il profilo in sua presenza e defilarsi dalla conflittualità aperta per quieto vivere. Quelli sono è il vero servilismo. In 25 anni ne ho visto di tutti i colori fino a scene da vomito, ma nella maggior parte dei casi non riguardava chi, avendo una condivisione di obiettivi con il dirigente scolastico, al di là delle relazioni personali, è propenso alla collaborazione e si rimbocca le maniche per fare qualcosa in più nella scuola oltre all'appello alla spiegazione e all'interrogazione in classe.
E basta con questa storia dei lecchini portata avanti per partito preso.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 8:35 pm

per me va ben differenziata la figura del lecchino effettivamente operativo...da quella del lecchino a parole e sulla carta ma che poi, nel quotidiano, sopravvive galleggiando nel mare del dolce far nulla o fingendo di fare o facendo il meno possibile... e purtroppo questi sì che son lecchini in senso negativo.
gli altri sono eroi, figure mitologiche, son docenti che ai colleghi operativi in maniera normale...fa comunque comodissimo avere al fianco ;-)
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ulisse2000



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Dom Set 14, 2014 8:49 pm

tellina ha scritto:
per me va ben differenziata la figura del lecchino effettivamente operativo...da quella del lecchino a parole e sulla carta ma che poi, nel quotidiano, sopravvive galleggiando nel mare del dolce far nulla o fingendo di fare o facendo il meno possibile... e purtroppo questi sì che son lecchini in senso negativo.
gli altri sono eroi, figure mitologiche, son docenti che ai colleghi operativi in maniera normale...fa comunque comodissimo avere al fianco ;-)

sono pienamente d'accordo ... quelli sono eroi ! io mi riferivo al vero lecchino ovvero il rampante servile e opportunista che ha a cuore solo la sua carriera ... figura che sarebbe esaltata in una scuola come quella che la nuova riforma propone.
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Lun Set 15, 2014 12:13 am

gugu ha scritto:
Ti sorprenderanno e l'anno prossimo ringrazierai dalla tua cattedra A051. ;-)

Grazie dell'augurio, però mi viene un dubbio: in quale regione? :-)
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Jeeg



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Lun Set 15, 2014 1:18 pm

silver76 ha scritto:
in ogni caso, siccome è preannunciata una richiesta di disponibilità agli spostamenti, staremo a vedere: se la grande maggioranza degli iscritti in GAE si dichiarerà indisponibile a muoversi allora significa che mi sto sbagliando e che questa riforma sarà stata vista come un problema, diversamente significa che il governo è sulla strada giusta...
Questo lo si può esprimere attraverso la consultazione e pertanto avrà un valore molto relativo, ma non credo sia questo quello che verrà chiesto nel censimento che chi è nelle GaE dovrà compilare entro, presumibilmente, il 31 dicembre.
Il quel censimento non verrà chiesto se si è d'accordo o meno con la mobilità forzata o con l'OF, ma sarà chiesto espressamente di dichiararsi disponibile all'assunzione con queste nuove regole il primo settembre 2015.
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silver76



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MessaggioOggetto: Re: Obbligo di emigrazione in altra provincia o regione: sarebbe "costituzionale"?   Lun Set 15, 2014 4:50 pm

Jeeg ha scritto:
silver76 ha scritto:
in ogni caso, siccome è preannunciata una richiesta di disponibilità agli spostamenti, staremo a vedere: se la grande maggioranza degli iscritti in GAE si dichiarerà indisponibile a muoversi allora significa che mi sto sbagliando e che questa riforma sarà stata vista come un problema, diversamente significa che il governo è sulla strada giusta...
Questo lo si può esprimere attraverso la consultazione e pertanto avrà un valore molto relativo, ma non credo sia questo quello che verrà chiesto nel censimento che chi è nelle GaE dovrà compilare entro, presumibilmente, il 31 dicembre.
Il quel censimento non verrà chiesto se si è d'accordo o meno con la mobilità forzata o con l'OF, ma sarà chiesto espressamente di dichiararsi disponibile all'assunzione con queste nuove regole il primo settembre 2015.

e dove sta la differenza con quel che ho scritto io?
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