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Contro la nuova scheda di valutazione della scuola primaria

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Messaggio Da lucetta10 Mar Giu 15, 2021 9:01 am

Promemoria primo messaggio :

Ho appena ricevuto la pagella di prima elementare del mio bambino: valutazione per dieci discipline articolata in QUARANTUNO obiettivi, con un giudizio che va dalla prima acquisizione all'avanzato.

Serve una laurea in scienze dell'educazione primaria solo per interpretare il senso di quello che si ha davanti, tre pagine fitte fitte di indicatori (per capirsi, solo scienze motorie ha 4 indicatori, del tipo "Utilizzare gli schemi motori di base e sperimentare forme di equilibrio, eseguendo ritmi e successioni") che anche io che sono "del ramo" fatico a calare nel rendimento di mio figlio. Sono certa del fatto che alcune famiglie non capiranno neanche che si tratta della pagella, che d'altra parte guai a chiamare così!

Mi domando, avendo partecipato al collegio docenti in cui questa roba è stata approvata e avendo ascoltato l'elogio del lavoro dei colleghi della primaria per realizzare questo papello da alchimista, perchè non si sia fatta la guerra, perchè i colleghi della primaria abbiano accettato supinamente questa mondezza frutto di puro fanatismo ideologico.

Alle famiglie viene negata la possibilità di accedere a una valutazione trasparente del rendimento... ma il voto numerico noooooooo, quello non è inclusivo!

Un sistema del genere mina del tutto la possibilità di sviluppare nei bambini la capacità di autovalutazione e rende il passaggio alla secondaria ancora più traumatico.
Arrivati alle medie sarà un disastro, cadranno di fronte, non dico a un 4 ma a un 6...e allora, vedrete, si proporrà questa roba anche alle medie

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Messaggio Da sempreconfusa1 Gio Giu 17, 2021 10:39 pm

mac67 ha scritto:
paniscus_2.1 ha scritto:
mac67 ha scritto:

"In via di prima acquisizione" significa che ci sta pensando se vuole impararlo o no. Insomma:3, al massimo 4. Ma guai a dirlo, si traumatizza.
Poi si meravigliano se si suicidano al primo problema.

Ma dai, questo è un tocco di politically correct che va in giro da decenni, non è che sia stato inventato per la scuola: non te li ricordi i "paesi sottosviluppati" che sono diventati "paesi in via di sviluppo"?

Certo, non è un caso isolato. Capirei "acquisizione parziale, ma "in via di" e per di più "prima acquisizione". Cioè, l'ha assaggiato e non ha ancora capito di che sa.

a me invece ha fatto venire in mente il concetto di interlingua in glottodidattica, nell'apprendimento di una l2...non esiste errore, o mancanza, esiste un processo valutato sempre in positivo, perché in divenire, a partire da alcune competenze base minime, fino alla consapevolezza piena e appropriata della stessa lingua l2. In fondo, tutta questa storia delle competenze e delle abilità viene proprio da lì, dal quadro europeo di riferimento e dal "long life learning".
Adesso lo estendono a tutto, anche quando non c'azzecca per nulla. Per carità.

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Messaggio Da mac67 Gio Giu 17, 2021 10:55 pm

sempreconfusa1 ha scritto:
mac67 ha scritto:
paniscus_2.1 ha scritto:
mac67 ha scritto:

"In via di prima acquisizione" significa che ci sta pensando se vuole impararlo o no. Insomma:3, al massimo 4. Ma guai a dirlo, si traumatizza.
Poi si meravigliano se si suicidano al primo problema.

Ma dai, questo è un tocco di politically correct che va in giro da decenni, non è che sia stato inventato per la scuola: non te li ricordi i "paesi sottosviluppati" che sono diventati "paesi in via di sviluppo"?

Certo, non è un caso isolato. Capirei "acquisizione parziale, ma "in via di" e per di più "prima acquisizione". Cioè, l'ha assaggiato e non ha ancora capito di che sa.

a me invece ha fatto venire in mente il concetto di interlingua in glottodidattica, nell'apprendimento di una l2...non esiste errore, o mancanza, esiste un processo valutato sempre in positivo, perché in divenire, a partire da alcune competenze base minime, fino alla consapevolezza piena e appropriata della stessa lingua l2. In fondo, tutta questa storia delle competenze e delle abilità viene proprio da lì, dal quadro europeo di riferimento e dal "long life learning".
Adesso lo estendono a tutto, anche quando non c'azzecca per nulla. Per carità.

Diciamo che è la versione XXI secolo di "però è bravissimo a fare la mosca".

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Messaggio Da lucetta10 Ven Giu 18, 2021 11:47 am

sempreconfusa1 ha scritto:
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paniscus_2.1 ha scritto:
mac67 ha scritto:

"In via di prima acquisizione" significa che ci sta pensando se vuole impararlo o no. Insomma:3, al massimo 4. Ma guai a dirlo, si traumatizza.
Poi si meravigliano se si suicidano al primo problema.

Ma dai, questo è un tocco di politically correct che va in giro da decenni, non è che sia stato inventato per la scuola: non te li ricordi i "paesi sottosviluppati" che sono diventati "paesi in via di sviluppo"?

Certo, non è un caso isolato. Capirei "acquisizione parziale, ma "in via di" e per di più "prima acquisizione". Cioè, l'ha assaggiato e non ha ancora capito di che sa.

a me invece ha fatto venire in mente il concetto di interlingua in glottodidattica, nell'apprendimento di una l2...non esiste errore, o mancanza, esiste un processo valutato sempre in positivo, perché in divenire, a partire da alcune competenze base minime, fino alla consapevolezza piena e appropriata della stessa lingua l2. In fondo, tutta questa storia delle competenze e delle abilità viene proprio da lì, dal quadro europeo di riferimento e dal "long life learning".
Adesso lo estendono a tutto, anche quando non c'azzecca per nulla. Per carità.

L'interlingua nei processi di valutazione dell'acquisizione di una lingua seconda ha assolutamente senso: un non madrelingua che dica "mettette" per "mise" dimostra effettivamente di aver appreso la norma di formazione del passato remoto (mica poco!), e comunque si fa effettivamente capire, che è lo scopo dell'apprendimento di una lingua.

Il problema è quando questi meccanismi molto specifici di valutazione della L2 passano alla valutazione del madrelingua, che è come se si usassero i litri per misurare l'altezza.
Questo inverno ho fatto un corso con Patota, mica uno qualunque, che sosteneva proprio che bisognasse utilizzare di più i metodi comunicativi per la grammatica dei madrelingua... suggeriva di usare i metodi, ma non considerava che questi metodi si portano dietro un sistema di valutazione specifico, che si fa con quello?

Un po' quello che è successo con i DSA: strumenti specifici che sono poi passati a ogni BES e stranieri, che sono ora adoperati a tutto pasto per chiunque.

Concordo invece che si tratta proprio della "mosca" 2.0, quel film è stato l'inizio di tutto, uno spartiacque e un manifesto... li dovevamo mandare tutti "a zappare"

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Messaggio Da @melia Ven Giu 18, 2021 12:31 pm

"Il tempo è una unità di misura della distanza", così mi ha risposto uno studente che poi ha anche argomentato la sua risposta.
"Gli insegnanti quando vogliono sapere quanto distante abitiamo, ci chiedono quanto tempo impieghiamo per venire a scuola."
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Messaggio Da paniscus_2.1 Ven Giu 18, 2021 12:35 pm

lucetta10 ha scritto:Un po' quello che è successo con i DSA: strumenti specifici che sono poi passati a ogni BES e stranieri, che sono ora adoperati a tutto pasto per chiunque.

Ma secondo te per quale motivo si è passati con tanta disinvoltura a utilizzarli per chiunque?
Perché grandi masse di docenti, spontaneamente, hanno cominciato a fare così, tanto per sfizio, solo perché a loro l'idea piaceva?

Non mi piacciono i ragionamenti complottistici, ma a me pare che negli ultimi anni ci sia stato, nell'ambito della formazione, aggiornamento, selezioni per concorsi e tutto il carrozzone, un enorme progetto deliberato di indottrinamento su questo punto. Io mi sono sentita dire più volte, da qualche collega, roba di questo genere:

"Ma se in classe hai qualche alunno che ha bisogno degli strumenti compensativi per DSA, perché non li dai a tutta la classe? Che ti costa? Tanto ormai si sa che le ultime scoperte della pedagogia hanno dimostrato che quelli che erano inizialmente stati pensati come sussidi speciali per disabili, in realtà, si rivelano sempre essere i metodi di insegnamento migliori anche per tutti gli altri! Davvero non lo sapevi?"

E si tratta anche di gente matura ed esperta, non del novellino appena uscito dai corsi light per il recupero dei 24 crediti di psicosociopedagogia: parlo di colleghi magari un po' più giovani di me, ma comunque sopra ai 40, che insegnano da parecchi anni, e che fino a pochissimi anni fa non la pensavano affatto così, e si sarebbero messi a ridere al pensiero che "se si abbassano gli obiettivi e si rende tutto sempre più facile, i risultati migliorano e il ragazzo IMPARA DI PIU' "!

Che cavolo vuol dire che quelli sono i "metodi di insegnamento migliori"? A spanne, dovrebbe significare che l'alunno impara di più, che acquisisce una preparazione più vasta e delle competenze più solide, ma è evidente che questo NON può avvenire abbassando gli obiettivi e riducendo l'impegno richiesto. Mi pare ovvio che sia una bufala.

Poi è chiaro che se l'unica forma considerata accettabile (come riscontro dell'efficacia di un intervento didattico) deve essere quella basata sul grado di "contentezza" e di "sentirsi a suo agio" dell'alunno, e sul gradimento dei voti da parte della famiglia, strafregandosene degli effettivi apprendimenti raggiunti, le cose cambiano... ma è una cosa normale dal punto di vista etico e deontologico?

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Messaggio Da herman il lattoniere Ven Giu 18, 2021 1:06 pm

Tentare di proporre una didattica coinvolgente, mostrarsi motivati e competenti, porsi in relazione con gli alunni, usare un linguaggio semplice ma efficace, preparare con cura le lezioni: queste sono cose che fanno bene a tutti gli alunni, quelli con disturbi dell'apprendimento e quelli senza.
Ridurre gli obiettivi, semplificare, alzare i voti in maniera generalizzata, pensare che i propri alunni siano capre, proporre esercizi ridotti, ma sempre affidandosi al libro: queste sono cose che fanno male a tutti gli alunni, quelli con dsa e quelli senza.

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Messaggio Da paniscus_2.1 Ven Giu 18, 2021 1:56 pm

ok, bene: ma PERCHE' si è fatta strada questa bizzarra teoria secondo cui trattare tutti da DSA, anche quelli che non lo sono affatto, ed esonerare da qualsiasi compito "difficile" anche quelli che non ne hanno bisogno, e sostanzialmente infantilizzare e banalizzare qualsiasi comunicazione didattica... dovrebbe avere un effetto positivo sull'apprendimento di tutti?

Per quale motivo un ragazzo dovrebbe sentirsi motivato ad apprendere, se si sente sistematicamente trattato come se fosse incapace di fare da solo una cosa che invece può fare, o (anche questo è molto diffuso) se si sente trattato come se fosse un bambino più piccolo della sua età effettiva?

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Messaggio Da franco71 Ven Giu 18, 2021 3:15 pm

@melia ha scritto:"Il tempo è una unità di misura della distanza", così mi ha risposto uno studente che poi ha anche argomentato la sua risposta.
...
Forse pensava all'anno luce ...

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Messaggio Da lucetta10 Ven Giu 18, 2021 3:30 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:Un po' quello che è successo con i DSA: strumenti specifici che sono poi passati a ogni BES e stranieri, che sono ora adoperati a tutto pasto per chiunque.

Ma secondo te per quale motivo si è passati con tanta disinvoltura a utilizzarli per chiunque?
Perché grandi masse di docenti, spontaneamente, hanno cominciato a fare così, tanto per sfizio, solo perché a loro l'idea piaceva?

Non mi piacciono i ragionamenti complottistici, ma a me pare che negli ultimi anni ci sia stato, nell'ambito della formazione, aggiornamento, selezioni per concorsi e tutto il carrozzone, un enorme progetto deliberato di indottrinamento su questo punto. Io mi sono sentita dire più volte, da qualche collega, roba di questo genere:

"Ma se in classe hai qualche alunno che ha bisogno degli strumenti compensativi per DSA, perché non li dai a tutta la classe? Che ti costa? Tanto ormai si sa che le ultime scoperte della pedagogia hanno dimostrato che quelli che erano inizialmente stati pensati come sussidi speciali per disabili, in realtà, si rivelano sempre essere i metodi di insegnamento migliori anche per tutti gli altri! Davvero non lo sapevi?"

E si tratta anche di gente matura ed esperta, non del novellino appena uscito dai corsi light per il recupero dei 24 crediti di psicosociopedagogia: parlo di colleghi magari un po' più giovani di me, ma comunque sopra ai 40, che insegnano da parecchi anni, e che fino a pochissimi anni fa non la pensavano affatto così, e si sarebbero messi a ridere al pensiero che "se si abbassano gli obiettivi e si rende tutto sempre più facile, i risultati migliorano e il ragazzo IMPARA DI PIU' "!

Che cavolo vuol dire che quelli sono i "metodi di insegnamento migliori"? A spanne, dovrebbe significare che l'alunno impara di più, che acquisisce una preparazione più vasta e delle competenze più solide, ma è evidente che questo NON può avvenire abbassando gli obiettivi e riducendo l'impegno richiesto. Mi pare ovvio che sia una bufala.

Poi è chiaro che se l'unica forma considerata accettabile (come riscontro dell'efficacia di un intervento didattico) deve essere quella basata sul grado di "contentezza" e di "sentirsi a suo agio" dell'alunno, e sul gradimento dei voti da parte della famiglia, strafregandosene degli effettivi apprendimenti raggiunti, le cose cambiano... ma è una cosa normale dal punto di vista etico e deontologico?

concordo sull'indottrinamento e tutto il resto, ma rilevo anche un'altra cosa su cui si dovrebbe riflettere.

Mentre gli studi di glottodidattica per la L2 e le strategie didattiche per i DSA sono campi di continua sperimentazione e dove c'è, che piaccia o meno, fermento, il campo della didattica "tradizionale" per normodotati e madrelingua stagna.

Se si continua a contrapporre a strumenti innovativi, che ripensano la didattica e esprimono comunque una visione alternativa ponendo comunque problemi concreti, i soliti avvizziti arnesi del mestiere e ci si arrocca nell'usato sicuro, si diventa dei parrucconi, non si sta al passo con nuovi apprendimenti, nuove utenze e si ottengono risultati così scarsi che non si possono nemmeno rivendicare al tavolo delle trattative.

Eeeeeeh... ma se avessimo una scuola come quella di una volta con i docenti con la mela rossa sulla cattedra e gli alunni tutti pettinati.... esattamente come dicono gli ultras dell'apprendimento cooperativo: eeeeh... ma non è che non funziona... se venisse applicato bene!

se di fronte a una nuova scuola di massa che include alloglotti, dsa e varia umanità prima inesistente, ci si ostina a chiedere solo l'epurazione degli elementi estranei (via i disabili alle cure del docente non specializzato! lo straniero nelle classi differenziali! i somari solo ai professionali!) o un consolante ritorno all'antico, ci si trova a subire le uniche proposte su piazza... perchè non dovremmo sperimentare i metodi comunicativi o strategie per dsa, in assenza di altro che non sia la vecchia formula?

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Messaggio Da paniscus_2.1 Ven Giu 18, 2021 5:29 pm

lucetta10 ha scritto: perchè non dovremmo sperimentare i metodi comunicativi o strategie per dsa, in assenza di altro che non sia la vecchia formula?

Perché, al momento attuale per quanto si dica che "c'è fermento", la quasi totalità dei metodi e delle strategie utilizzati per i DSA consistono nel ridurre le richieste, facilitare il lavoro, e soprattutto ESONERARE da un'assortita serie di attività che (in qualche caso) è effettivamente opportuno che siano alleggerite in casi di DSA effettivi, ma che non c'è nessun motivo di eliminare anche dal normale percorso formativo degli altri.

E non ce n'è motivo perché quelle attività, in genere, non sono solo compiti fine a se stessi, ma hanno un preciso effetto di sviluppo e affinamento di corrispondenti abilità specifiche. E se non vengono esercitate, quelle abilità non si sviluppano.

L'esercizio del tracciamento di linee e schemi grafici di precisione, la cura di una grafia ordinata e l'uso sistematico del corsivo NON servono solo ad avere una bella scrittura dal punto di vista estetico, ma servono soprattutto a sviluppare una maggiore abilità nella manualità fine, che sarà utile anche per altre funzionalità fisiche. L'esercizio di imparare brevi testi a memoria non serve per ricordarsi quei testi specifici per tutta la vita, ma serve appunto a rafforzare la memoria in generale, cosa che difficilmente si recupera da adulti. L'esercizio del calcolo mentale o del calcolo a mano non serve a ottenere il risultato esatto di quel singolo calcolo, ma serve a irrobustire le abilità logico-matematiche di base, a riconoscere schemi e regolarità fisse, a imparare a fare delle stime di massima e ad accorgersi se nel risultato finale c'è un'incongruenza.

Per cui, se Gigetto è dispensato dall'uso del corsivo perché è disgrafico, Paolina è dispensata da qualsiasi apprendimento mnemonico perché è dislessica e Pieruccio è dispensato dai calcoli a mano e ha il permesso di usare la calcolatrice già alle elementari perché è disalculico, e se prevale la bella pensata di applicare questi accorgimenti anche a tutto il resto della classe "perché tanto si sa che i metodi usati per i DSA sono i migliori anche per gli altri", vuol dire che tutti gli altri, quelle famose abilità, non le consolideranno mai, quando invece potrebbero farlo eccome.

Questo vuol dire "sperimentare i metodi innovativi" e MIGLIORARE i risultati?

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Messaggio Da lucetta10 Ven Giu 18, 2021 5:41 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:   perchè non dovremmo sperimentare i metodi comunicativi o strategie per dsa, in assenza di altro che non sia la vecchia formula?

Perché, al momento attuale per quanto si dica che "c'è fermento", la quasi totalità dei metodi e delle strategie utilizzati per i DSA consistono nel ridurre le richieste, facilitare il lavoro, e soprattutto ESONERARE da un'assortita serie di attività che (in qualche caso) è effettivamente opportuno che siano alleggerite in casi di DSA effettivi, ma che non c'è nessun motivo di eliminare anche dal normale percorso formativo degli altri.


A questo si risponde, semplicemente, che non è vero.
Non si vince banalizzando la proposta altrui. Non è che "più facile" corrisponda sempre e necessariamente con "meno efficace", come non è vero che strategie che semplificano il percorso arrivino sempre a apprendimenti meno significativi o meno complessi. Come può invece essere vero che strategie più complesse non arrivino a nessuna acquisizione. Insomma, starei attenta a generalizzare

Confondi poi la dispensa, per cui, intendiamoci, sono assolutamente d'accordo, ma che non è così generalizzata; con strumenti e strategie (ad esempio tante tipologie di esercizio...).
Capisci perchè si vince facile?

La domanda era poi come mai si proponessero metodologie per la L2 e il dsa a tutti gli alunni.
La mia risposta è che buona parte del successo è decretato dal fatto che dall'altra parte non esiste una controproposta e la tua risposta, che insiste sul campo avversario, lo dimostra.

Anche pensare che le strategie da DSA, mettiamo l'uso di una mappa nel corso di una interrogazione, sia da solo garanzia di successo nella prova, è assolutamente falso.
Agli ultimi esami di stato i candidati hanno potuto discutere con davanti la propria mappa, infondo anche qui possiamo parlare di una strategia che fino a qualche anno fa era pensata solo per DSA: questo ha garantito a tutti il successo? Ha inibito altre abilità? Veramente pensiamo che sia sufficiente una mappa concettuale davanti o anche una calcolatrice durante il compito per sfangarla?

Possiamo poi difendere il calcolo a mente e l'uso della memoria, per carità... ma da diverse premesse.
L'abbassamento del livello nella scuola è una realtà assolutamente incontrovertibile, ma non mi convince una lettura che imputa la responsabilità all'aver tralignato dai vecchi buoni metodi di una volta (cosa tra l'altro neanche troppo vera), graniticamente validi.

La valutazione olistica del tema è il metodo di una volta, tra l'altro ancora DIFFUSISSIMO.
Per quanto trovi tediose e ridondanti molte griglie di correzione che spaccano le abilità in quattro e parcellizzano all'eccesso (un po' come la scheda di valutazione della primaria), devo però ammettere che trovo più chiara, corretta e utile una valutazione che si basi su alcuni, pochi ma definiti capisaldi, chiamiamole anche competenze messe in chiaro, piuttosto che su una generica discussione fumosa e formulare

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Messaggio Da serpina Ven Giu 18, 2021 6:22 pm

A me pare che le strategie inclusive, chiamiamole così, abbiano delle possibilità di funzionare alla primaria (segmento per il quale sono state pensate) e probabilmente per la secondaria di primo grado. Alle superiori - diciamo al liceo, che è quello che conosco- queste stesse strategie (perchè sempre quelle sono) risultano del tutto insufficienti, probabilmente perchè le competenze sono più complesse. Va a finire che si ripiega su misure che fingono di essere compensative ma in realtà sono dispensative.
Non di tratta di negare la complessità della scuola di oggi ma di tenere al centro del discorso l'efficacia della didattica (e l'efficacia si misura sulla qualità dell'apprendimento)

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Messaggio Da lucetta10 Ven Giu 18, 2021 6:28 pm

serpina ha scritto:A me pare che le strategie inclusive,  chiamiamole così, abbiano delle possibilità di funzionare alla primaria (segmento per il quale sono state pensate) e probabilmente per la secondaria di primo grado. Alle superiori - diciamo al liceo, che è quello che conosco- queste stesse strategie (perchè sempre quelle sono) risultano del tutto insufficienti, probabilmente perchè le competenze sono più complesse. Va a finire che si ripiega su misure che fingono di essere compensative ma in realtà sono dispensative.
Non di tratta di negare la complessità della scuola di oggi ma di tenere al centro del discorso l'efficacia della didattica (e l'efficacia si misura sulla qualità dell'apprendimento)

Ma figuriamoci se difendo le strategie inclusive!

Anzi, alle elementari dove dilagano da tempo, hanno prodotto danni enormi con ricadute su tutto quello che viene dopo.

Rispondevo sul perché abbiano tanto successo.
Rimango però convinta che siano le uniche a non negare proprio la complessità della scuola di oggi, dagli altri sento solo pronunciamenti generici sulla necessità di sfoltire (sfoltire "perditempo", reietti, sfoltire anni di obbligo scolastico, ecc.) e rientrare nei ranghi


Ultima modifica di lucetta10 il Ven Giu 18, 2021 6:32 pm - modificato 1 volta.

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Messaggio Da herman il lattoniere Ven Giu 18, 2021 6:28 pm

Ma sai Lucetta, io non credo all'assertività dei metodi buoni sempre e comunque: la didattica per competenze, le rubriche di valutazione, la flipped classroom, il debate, il tutoring e così via.
Sono strumenti, si usano o non si usano a seconda della situazione della classe. E, come ampiamente dimostrato, contano molto meno del pregresso esistenziale dei discenti, della loro motivazione e di quella del docente.
Io ho le mie strategie per gli alunni con DSA, spesso funzionano, a volte no, ma non oso generalizzarle: possono funzionare benino con me, probabilmente non funzionerebbero per un docente diverso da me. E richiedono comunque la partecipazione dell'alunno, la bacchetta magica non ce l'ha nessuno.
Perché fai carico a me, docente semplice, di elaborare delle strategie generali? Non sono mica un pedagogista, non ho libri sui DSA da scrivere o corsi in materia da tenere.
Negli anni '70, per motivi legati alle lotte politiche e civili di quegli anni e a una maggiore coscienza di classe, gli insegnanti erano molto più di adesso protagonisti del cambiamento, attraverso l'attivismo di minoranze che portò alle leggi sugli organi collegiali; c'erano ovunque sperimentazioni in corso, si parlava di ricerca-azione, ma il contesto era molto diverso. C'erano i programmi nazionali, ma non c'era l'autonomia e il preside capo d'azienda.
Inoltre con i disastri combinati dalle riforme degli ultimi 30 anni, non credo proprio che sia il momento di lanciare sperimentazioni e innovazioni che si infrangerebbero contro i collegi docenti trasformati in approvifici, contro le leggi, contro le presunte innovazioni del ministero. Meglio puntare su altro, come fa il "Manifesto per una nuova scuola" proposto da alcuni insegnanti e firmato da decine di intellettuali. Io l'ho firmato.

https://nostrascuola186054220.wordpress.com/2021/03/20/manifesto-per-la-nuova-scuola/
https://www.vitomancuso.it/2021/04/14/un-manifesto-per-la-nuova-scuola/

herman il lattoniere

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Messaggio Da lucetta10 Ven Giu 18, 2021 6:57 pm

herman il lattoniere ha scritto:Ma sai Lucetta, io non credo all'assertività dei metodi buoni sempre e comunque: la didattica per competenze, le rubriche di valutazione, la flipped classroom, il debate, il tutoring e così via.
Sono strumenti, si usano o non si usano a seconda della situazione della classe. E, come ampiamente dimostrato, contano molto meno del pregresso esistenziale dei discenti, della loro motivazione e di quella del docente.

Ecco, su questo mi trovo molto d'accordo, e lo abbiamo visto quando siamo stati costretti alla DaD da un giorno all'altro.
Ammettiamo serenamente e senza farne una colpa a nessuno che quelli di noi che avevano più frecce nel loro arco hanno gestito la situazione con minori difficoltà e maggiore "flessibilità" di chi ha riproposto la lezione frontale cieca con appendice di paranoia da sottoesposizione video.

Parlo di quello che conosco. L'insegnamento della grammatica si può fare oggi con mille metodi, tutti basati su studi di glottodidattica validissimi ma molto diversi, non tutti convincenti, nessuno dei quali presuppone un riduzione dei contenuti.

In questi giorni sto leggendo un libretto di Lo Duca che propone un metodo "laboratoriale" che farebbe storcere molti "puristi" e usa termini banditi come "piacevole esplorazione del linguaggio", figuriamoci, l'orizzonte ludico! Io credo invece che lo sperimenterò per vedere l'effetto che fa.

Ci sono poi i metodi comunicativi, addirittura per le lingue classiche, quello valenziale ecc... Eppure ho ascoltato le proposte per le grammatiche fatte nel mio collegio docenti e sono sempre quelle che presentano le solite tassonomie, le solite rigide partizioni con le solite scansioni temporali.
Non dico che un collegio debba coralmente pronunciarsi per rinnovare la didattica, eppure lo fa spesso per rimarcare le solite cose... e se una edizione esce dal catalogo viene accompagnata dal pianto degli accoliti per il povero estinto (ah! quando c'era il Brancati!).
Non saranno più gli anni 70, ma a me pare che, salvo che per i metodi che abbiamo chiamato inclusivi, la scuola marci ormai verso una siderale distanza dalla ricerca, che sperimenti solo ciò che è esplicitamente pensato per lei (le didattiche inclusive) e non si avvicini nemmeno a studi per esempio universitari

lucetta10

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Contro la nuova scheda di valutazione della scuola primaria - Pagina 3 Empty Re: Contro la nuova scheda di valutazione della scuola primaria

Messaggio Da stringiamciacoorte Ven Giu 18, 2021 7:14 pm

lucetta10 ha scritto:a me pare che ... la scuola marci ormai  ...
Già, la scuola marcia !
stringiamciacoorte
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