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 Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro

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ufo polemico



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MessaggioOggetto: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 8:55 am

Promemoria primo messaggio :

Molti insegnanti potrebbero essere portati a pensare che, assunzioni a parte, l'unico aspetto positivo del DDL è il bonus da 500 euro per ogni insegnante (non è chiaro se sarà una card, una elargizione, un bonus fiscale e quant'altro).

Vi invito però a riflettere sul rischio che quei 500 euro, che teoricamente potrebbero essere spesi anche per pagare l'abbonamento a Sky, rappresentino un'arma a doppio taglio.

Difatti nominalmente essi sarebbero da usare per attività di aggiornamento e c'è quindi da prevedere che a breve diventeranno un piccolo contributo da spendere per la frequenza di corsi di aggiornamento obbligatori e costosi, organizzati da privati.

In tal modo si privatizzerebbe ancora di più la formazione docenti, che per quel poco che viene fatta oggi si regge sui contributi di sedicenti esperti, spesso totalmente digiuni di esperienze scolastiche; l'illusione dei 500 euro in più da spendere quasi liberamente rischia di trasformarsi nell'incubo di 1000-2000 euro veri da cacciare dalle proprie tasche per pagare dei corsi di aggiornamento di dubbia efficacia come gli attuali.
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AutoreMessaggio
ufo polemico



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 6:10 pm

A teatro ci vado a vedere quello che mi pare; i libri li compro con i soldi miei; ogni tanto vado anche al cinema. Non ho bisogno di una mancetta per i miei consumi culturali, ci penso già da solo e troverei anche offensivo se qualcuno mi dicesse di spenderla per un cinemino anziché per l'abbonamento alle dirette calcistiche.
Se poi la mancetta serve per pagarmi la formazione, allora l'importo stabilito è del tutto insufficiente.
Troverei molto più giusto di questo falso liberalismo dare agli insegnanti qualche centinaio di euro vincolandoli ad un uso scolastico: per comprare ad esempio un computer, un videoproiettore, del materiale didattico da lasciare a scuola... in piena autonomia. Un po' come i 200 denari al passaggio dal via.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 6:24 pm

ufo polemico ha scritto:
A teatro ci vado a vedere quello che mi pare; i libri li compro con i soldi miei; ogni tanto vado anche al cinema. Non ho bisogno di una mancetta per i miei consumi culturali, ci penso già da solo e troverei anche offensivo se qualcuno mi dicesse di spenderla per un cinemino anziché per l'abbonamento alle dirette calcistiche.
Se poi la mancetta serve per pagarmi la formazione, allora l'importo stabilito è del tutto insufficiente.
Troverei molto più giusto di questo falso liberalismo dare agli insegnanti qualche centinaio di euro vincolandoli ad un uso scolastico: per comprare ad esempio un computer, un videoproiettore, del materiale didattico da lasciare a scuola... in piena autonomia. Un po' come i 200 denari al passaggio dal via.

La soluzione di salvare capra e cavoli non ti piace?
Ne fai proprio una questione di principio?

OT Perché non quoti i miei interventi, vuoi forse prendere le distanze dalle mie posizioni anche materialmente?
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 6:40 pm

Ma, con quel che contiene il DDL, vi pare che questo sia argomento da discutere? 500 euro all'anno per "aggiornamento culturale" sono quel che sono: argent de poche.
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giobbe



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 7:24 pm

Francesca4 ha scritto:
giobbe ha scritto:

Per favore non mi parlare delle 100.000 immissioni in ruolo perché, se questa devosse essere la contropartita di tutto quello che ti ho detto sopra, preferisco il normale turn over e stipendi adeguati.

Ti risponderò solo su questo, poiché hai capito benissimo, e non ho difficoltà ad ammetterlo, che questo sia uno dei punti cruciali su cui si gioca la partita.
Guarda, se c'è una cosa che odio è l'ipocrisia. Questa riforma indubbiamente peggiora lo status degli insegnanti. Per far scendere giù la pillola e per spaccare la categoria la partita (come dici tu) si gioca sull'equivoco delle 100.000 assunzioni. Sono assunzioni dovute per sentenza della Corte Europea e non un atto di benevolenza di questo governo. Diversamente l'Italia è costretta a pagare multe salate e, comunque, si tratta di docenti che già vengono costantemente impegnati ogni anno da qualche decennio. Anzi, il governo ha approfittato di questa sua presunta benevolenza per fare una partita di giro all'interno dell'economia scolastica. In altre parole ha raschiato il fondo del barile eliminando risorse alla scuola su altre voci di capitolo. Se l'economia italiana è quella che è, perché assumere 100.000 precari? Si pagavano come si è fatto finora ovvero immettendo in ruolo quelli del normale turn over e facendo le nomine a TD per gli altri, fino all'assorbimento naturale. Invece no. Il motivo te l'ho spiegato. Il governo lo DEVE fare (Corte Europea) e cerca di farlo con il minor costo possibile.
Francesca4 ha scritto:
Convengo che gli aumenti stipendiali siano ridicoli per il corpo docente, ma mettiamoci qualche volta anche dalla parte degli studenti, e allora dimmi, e pretendo assoluta sincerità nella risposta, credi davvero che l'immissione in ruolo di 100.701 docenti gae come me, possa seriamente mettere a repentaglio la qualità dell'offerta formativa e nuocere agli studenti?
Hai detto bene, gli stipendi sono ridicoli per questo gli insegnanti non se li caga più nessuno. Stai tranquilla, quando ragiono lo faccio mettendomi dalla parte di tutti. Oggi gli studenti già sono supertutelati non vedo altri tipi di tutele se non quella di far sedere i docenti nei banchi e gli studenti dietro la cattedra. Sulle conseguenza delle 100.000 immissioni non ti posso rispondere perché è tutto ipotetico e ancora da verificare. Certo farlo dalla sera alla mattina, come si vuol fare, implica molti rischi di probabile caos organizzativo.
Francesca4 ha scritto:
Ed inoltre, siccome mi sembra di aver capito che  sia prossimo alla pensione, non credi che il reperimento di risorse per aumentare l'entità delle attuali pensioni possa essere di giovamento anche a te?
E' questo il motivo per cui ho fatto l'esempio delle pensioni.
I soldi si possono trovare benissimo da un'altra parte. Ma questa è una scelta che tocca alla politica.
Francesca4 ha scritto:
Come ti ho dimostrato la coperta è corta, e, seguendo il buonsenso, le risorse a disposizione dovrebbero essere equamente distribuite, esattamente come si sta facendo.
E proprio sugli insegnanti vogliano fare cassa. Quelli a cui Renzi dice che aumenterà loro lo stipendio. Quindi una presa per i fondelli.

Ora ti faccio io una domanda. Alla luce delle tue stesse ammissioni e messo da parte l'alibi delle 100.000 assunzioni, i docenti da questa riforma cosa ci guadagnano?

P.S. Degli alunni ne possiamo parlare a parte.
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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 7:35 pm

Francesca4 ha scritto:
Un consiglio... e se comprassi due biglietti di teatro e ci portassi tua moglie al suo compleanno, aggiungendo due pizze extra bonus, prima di andare a guardare l'opera?
Lo farò sicuramente, ma con i soldi che ho messo da parte quando lavoravo in azienda; con lo stipendio da insegnante richiederebbe troppe rinunce preventive.
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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 7:41 pm

Francesca4 ha scritto:
Possibile che non ci sia nessuno su questo forum che compri un libro,un personal computer,uno smartphone, o vada al cinema o a teatro almeno una volta all'anno?
Allora facciamo così: quando lo farete vi consiglio di spendere i 500,00 euro del bonus e poi con i soldi risparmiati potrete fare quello che volete, compreso un diverso utilizzo professionale.
Penso che questa soluzione potrebbe salvare capra e cavoli.
Ma si, certo, anche noi insegnanti siamo italiani, e come si dice, fatta la legge trovato l'inganno; non c'è dubbio che finchè dureranno quei 500 € troveremo il modo di usarli al meglio; mio figlio l'anno prossimo andrà all'università e qualche spesa la farà lui (libri, PC portatile) ma è fastidioso che si debba sempre ricorrere a sotterfugi (da parte nostra) e mistificazioni (da parte sua).
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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 7:46 pm

giobbe ha scritto:
Una riforma che sicuramente li sottopone ad una maggiore sudditanza che, considerati tanti docenti fancazzisti, posso anche capire. Ma gli altri, quelli che lavorano seriamente e che dovranno comunque sottostare alla probabile "chiamata", cosa avranno in più? 20 euro al mese. Un'offesa alla categoria.
Spezziamo una lancia in favore di Renzi: i 200 milioni non devono essere distribuiti a pioggia, il comitato di valutazione se vuole e se sa farlo può premiare seriamente chi lo merita; lo farà ? Non mi pronuncio, ma se non lo farà sarà colpa sua, non di Renzi.
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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 8:42 pm

avidodinformazioni ha scritto:
giobbe ha scritto:
Una riforma che sicuramente li sottopone ad una maggiore sudditanza che, considerati tanti docenti fancazzisti, posso anche capire. Ma gli altri, quelli che lavorano seriamente e che dovranno comunque sottostare alla probabile "chiamata", cosa avranno in più? 20 euro al mese. Un'offesa alla categoria.
Spezziamo una lancia in favore di Renzi: i 200 milioni non devono essere distribuiti a pioggia, il comitato di valutazione se vuole e se sa farlo può premiare seriamente chi lo merita; lo farà ? Non mi pronuncio, ma se non lo farà sarà colpa sua, non di Renzi.

Ho provato a mettermi nei panni di un dirigente che vuole davvero dare i soldi ai docenti più bravi.

"Come individuo i docenti bravi? So chi sono, lo sanno tutti. Ma quali criteri li definiscono? Come li rendo oggettivi, per potere motivare perché il docente X riceve i soldi extra mentre il docente Y no? Metto su un gigantesco questionario che coinvolge studenti e genitori, sia correnti che degli anni scorsi? Chi prepara il questionario? Che chiediamo? Chi elabora i dati? Finisce che per dare 100 euro al docente X, devo spenderne 300-400 per arrivare alla decisione, che sarà comunque criticata, perché non fondata oggettivamente. Dunque? Pago le ore di attività extra, un dato oggettivo e non contestabile".

Ecco a che cosa si ridurrà il "merito": retribuzione di lavoro straordinario. Un "diritto" che diventa "merito" : quindi trattabile, rivedibile, sopprimibile per necessità varie che dovessero venire fuori ("quest'anno ci mandano ancora meno fondi").
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 9:27 pm

giobbe ha scritto:
Se l'economia italiana è quella che è, perché assumere 100.000 precari? Si pagavano come si è fatto finora ovvero immettendo in ruolo quelli del normale turn over e facendo le nomine a TD per gli altri, fino all'assorbimento naturale. Invece no. Il motivo te l'ho spiegato. Il governo lo DEVE fare (Corte Europea) e cerca di farlo con il minor costo possibile.

E allora, se il motivo è la sentenza, perché si dovrebbero assumere anche quelli senza servizio come me?
La ragione è invece un altra: l'assunzione di tutti i gae con o senza servizio è l'obolo che questo Governo deve pagare per il fatto che lo Stato deve rispettare la legge e perciò deve assumere tutti i gae che sono titolari del diritto d'immissione in ruolo, indipendentemente dal fatto che siano o meno i migliori, e di questo è talmente consapevole che ha inasprito, e giustamente, anche l'anno di prova.
Come vedi l'ipocrisia non è una pratica che mi appassioni particolarmente.

giobbe ha scritto:

Sulle conseguenza delle 100.000 immissioni non ti posso rispondere perché è tutto ipotetico e ancora da verificare. Certo farlo dalla sera alla mattina, come si vuol fare, implica molti rischi di probabile caos organizzativo.

Allora sarebbe il caos organizzativo il motivo per cui non si dovrebbe procedere all'immissione in ruolo di 100.701 persone?

giobbe ha scritto:

I soldi si possono trovare benissimo da un'altra parte. Ma questa è una scelta che tocca alla politica.

Tecnicamente si chiama copertura finanziaria e qualsiasi provvedimento ne sia sprovvisto compreso quello sull'indicizzazione delle pensioni è destinato a naufragare per motivi di contrarietà a norme imperative di legge.


giobbe ha scritto:

Ora ti faccio io una domanda. Alla luce delle tue stesse ammissioni e messo da parte l'alibi delle 100.000 assunzioni, i docenti da questa riforma cosa ci guadagnano?

P.S. Degli alunni ne possiamo parlare a parte.

Se vogliamo continuare con la metafora calcistica a me questo pare un assist.
Come è possibile parlare di riforma della scuola indipendentemente dalla formazione dei ragazzi?
Al centro della riforma ci sono loro, non i docenti ai quali ben può essere chiesto qualche sacrificio.
Chi ti scrive è pienamente consapevole del fatto che sarà estremamente probabile che il ruolo per lei sarà a molti chilometri da casa e dovrà organizzarsi in tal senso se vuole realizzare la sua aspirazione.
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Procopio



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 9:29 pm

Chiedo scusa se intervengo sull'argomento ma francamente non ho mai trovato di nessuno interesse pratico i corsi di aggiornamento tenuti da sedicenti esperti o ispettori ai quali a volte ho provato a porre delle domande su temi non teorici ma pratici sentendomi dire "non banalizziamo con questi esempi i temi che stiamo trattando".
Grazie alla non obbligatorietà vigente dei corsi di aggiornamento ho seguito e superato, perché realmente interessato, un corso MIUR sulle competenze informatiche ed i linguaggi di programmazione (con tanto di esame finale fatto e superato), un corso CLIL di inglese per il conseguimento del livello B2 (anche questo con tanto di esame finale regolarmente fatto e superato), un corso di Matematica Avanzato della Zanichelli (anche questo con produzione e valutazione di elaborati personali) e ne sono fiero e contento perché tutti scelti liberamente, come ora prevede la normativa. Mi rimane l'amaro in bocca per la mancata valutazione e riconoscimento di questo mio impegno a CINQUE ANNI DALLA PENSIONE, ma questa è un'altra storia.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 9:34 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Ma si, certo, anche noi insegnanti siamo italiani, e come si dice, fatta la legge trovato l'inganno; non c'è dubbio che finchè dureranno quei 500 € troveremo il modo di usarli al meglio; mio figlio l'anno prossimo andrà all'università e qualche spesa la farà lui (libri, PC portatile) ma è fastidioso che si debba sempre ricorrere a sotterfugi (da parte nostra) e mistificazioni (da parte sua).

Però Avido da uomo pratico quale sei, e soprattutto da matematico, non puoi negare che sia la somma che fa il totale, poi possiamo discutere sulle modalità non proprio trasparenti e vincolanti del beneficio, ma la sostanza non cambia, si tratta comunque di un vantaggio economico.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 9:38 pm

avidodinformazioni ha scritto:
giobbe ha scritto:
Una riforma che sicuramente li sottopone ad una maggiore sudditanza che, considerati tanti docenti fancazzisti, posso anche capire. Ma gli altri, quelli che lavorano seriamente e che dovranno comunque sottostare alla probabile "chiamata", cosa avranno in più? 20 euro al mese. Un'offesa alla categoria.
Spezziamo una lancia in favore di Renzi: i 200 milioni non devono essere distribuiti a pioggia, il comitato di valutazione se vuole e se sa farlo può premiare seriamente chi lo merita; lo farà ? Non mi pronuncio, ma se non lo farà sarà colpa sua, non di Renzi.

Avido, ma dove eri?
Finalmente, grazie a te, ed alla tua lealtà, comincio a scorgere una luce in fondo ... ma molto in fondo al tunnel!
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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 10:13 pm

Non verranno nemmeno premiati tutti i migliori docenti dato che è una questione statistica che riguarda la scuola e soprattutto il ds
Dei 500 euro trovo molto offensiva la premessa cioè ridare dignità agli insegnanti a quanto pare caduti così in basso che bastano un cinema due libri e qualche cd ad innalzare il loro livello culturale
O è al modello del panem et circenses che pensava?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 10:24 pm

rafzzz ha scritto:
O è al modello del panem et circenses che pensava?

Ma è OVVIO che pensava a questo. Ma NON direttamente rivolto agli insegnanti, bensì al resto dell'opinione pubbliche ha ha già un'immagine distorta e macchiettistica degli insegnanti, immagine macchiettistica che il nostro tiene moltissimo a propagandare e a consolidare.

Altrimenti non avrebbe messo in prima linea nelle sue dichiarazioni il concetto del "vi daremo qualche soldo in più" e il concetto del "non vi preoccupate, i vostri giorni di vacanza non si toccano".

A lui non frega assolutamente nulla di contrattare con gli insegnanti.

Gli importa solo di far passare AGLI ALTRI il messaggio che la protesta degli insegnanti sia insignificante sul piano di principio (riguardante le modifiche profonde del sistema della scuola)...

...e di far credere all'opinione pubblica che in realtà gli insegnanti stanno protestando solo perché vogliono più soldi e perché hanno paura di perdere i famigerati tre mesi di ferie, mica per altre motivazioni più importanti.


L.
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sconcertato1



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 10:33 pm

già lo vedo il merito in un ambiente dove il lavoro collegiale è essenziale per il successo scolastico.

Invidie, gelosie, musi lunghi, ricatti ed individualismi faranno da padroni.

Nelle scuole primarie, dove le maestre sono abituate al lavoro di gruppo in modo molto marcato, l'effetto sarà ancor piu' devastante.


Ultima modifica di sconcertato1 il Gio Mag 14, 2015 10:58 pm, modificato 2 volte
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rafzzz



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 10:38 pm

Purtroppo è così
Ci denigra sempre più per indebolirci ulteriormente perché perdiamo credibilità e appoggi
Mistificando la realtà continuerà a regnare indisturbato
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lurk



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Gio Mag 14, 2015 11:16 pm

Procopio ha scritto:
Chiedo scusa se intervengo sull'argomento ma francamente non ho mai trovato di nessuno interesse pratico i corsi di aggiornamento tenuti da sedicenti esperti o ispettori ai quali a volte ho provato a porre delle domande su temi non teorici ma pratici sentendomi dire "non banalizziamo con questi esempi i temi che stiamo trattando".
Grazie alla non obbligatorietà vigente dei corsi di aggiornamento ho seguito e superato, perché realmente interessato, un corso MIUR sulle competenze informatiche ed i linguaggi di programmazione (con tanto di esame finale fatto e superato), un corso CLIL di inglese per il conseguimento del livello B2 (anche questo con tanto di esame finale regolarmente fatto e superato), un corso di Matematica Avanzato della Zanichelli (anche questo con produzione e valutazione di elaborati personali) e ne sono fiero e contento perché tutti scelti liberamente, come ora prevede la normativa. Mi rimane l'amaro in bocca per la mancata valutazione e riconoscimento di questo mio impegno a CINQUE ANNI DALLA PENSIONE, ma questa è un'altra storia.

Quest'anno ho partecipato ad un corso d'inglese organizzato da una scuola versando un contributo. L'ho fatto per rispolverare il mio inglese annacquato. Non mi sono pentito, era una scelta personale.

Ho aderito in ritardo ad un corso nella mia scuola nell'ambito dell'ennesimo progetto carrozzone. L'ho fatto quando ho saputo che una carissima collega, che aveva frequentato il corso per i formatori e che non si sentiva affatto "formata", ha ceduto alle insistenze della preside (la scuola avrebbe perso il finanziamento associato al progetto). Ho aderito perché mi ero impegnato a darle una mano. Ho aderito a condizione di essere inserito nel gruppo della mia collega e alla preside ho sottolineato la condizione. Giorni dopo, alcuni giorni fa, la preside mi ha telefonato dicendomi, dispiaciuta, che la mia adesione non poteva essere accettata in quanto pervenuta oltre la scadenza e a causa del tetto di adesioni già raggiunto. Mi ha detto che nella scuola capofila avrebbero attivato un altro corso e che avrei potuto partecipare a quello.

La mia risposta (quasi letterale):
Citazione :
Preside, mi sembrava di essere stato chiaro l'altra volta: non sono minimamente interessato a fare questo corso. È dal 2000 che mi interesso di multimedialità nella didattica, ho partecipato a centinaia di ore di corsi di formazione sulle ITC, compreso il livello C del Piano di formazione delle Competenze Informatiche, il piano di formazione del progetto MARTE, e altri vari corsetti. Per anni e anni sono stato referente per le ITC nel Cettolini [sottinteso: prima di venire tra voi]. Sono più di 15 anni che uso le ITC nella didattica, sa quanto me ne frega di seguire un corso sull'uso della LIM? Se ho chiesto di partecipare a questo corso, come le avevo detto, è perché l'avevo promesso alla collega. Quindi, se non le dispiace, parteciperò in modo informale. Se si libera un posto bene, altrimenti va bene così.

Oggi ho partecipato al primo incontro. L'ho fatto perché l'avevo promesso, perché sono un narcisista, perché avevo percepito che la collega aveva bisogno di un sostegno morale (ma non solo). Ho cercato di rendermi utile e spero di esserlo stato, ma al tempo stesso, la collega, nonostante la sua insicurezza, mi ha dato degli ottimi spunti sull'uso del software della LIM. LIM che io ho installato, configurato e che uso quotidianamente. Ho imparato qualcosa di nuovo, grazie alla mia collega e alla mia intuizione e competenza. Al termine dell'incontro, la collega mi ha chiesto in privato come era andata. È rimasta stupita, quasi incredula, quando le ho detto "ci credi se ti dico che mi hai insegnato qualcosa di nuovo?". Non era una frase di circostanza, era la verità. Perché dall'alto della mia saccenteria mi sforzo sempre per imparare dai miei colleghi, perché sono quelli che possono insegnarmi di più e di meglio.

Oggi mi sono guadagnato il rafforzamento di una stima riposta da una collega, forse eccessivamente, nei miei confronti. Ma so che aveva bisogno del mio sostegno morale. E - non avevo dubbi in proposito - ho imparato qualcosa di nuovo. Non ce ne era bisogno (mi riferisco alla stima), ma ne valeva dannatamente la pena: per aver migliorato le mie competenze, per essermi confrontato e aver scambiato esperienze e opinioni con altri colleghi che incontro solo in occasione dei collegi, per essere andato incontro, nel mio piccolo, ai bisogni di una collega a me molto cara. Ci sono cose che non hanno prezzo, per tutto il resto c'è Indire e Mastercard.

Sono uno dei vecchi cinquantacinquenni che, a detta di molti luoghi comuni, scaldano la sedia di una cattedra in attesa di una pietosa pensione che liberi il posto alle nuove leve. Sono uno degli anonimi manovali artefici di una scuola digitale, tanto osannata da anni e anni da proclami pomposi, che stenta ad avviarsi per mancanza di risorse, nonostante gli sprechi abominevoli che vedo perpetuarsi da oltre quindici anni in risorse tecnologiche acquistate a fior di dobloni e sottoutilizzate fino all'obsolescenza e in piani di formazione che ingoiano milioni di euro senza produrre nulla. E come al solito arrivano i soloni di turno a parlare di formazione, di scuola digitale, di master teacher, di coding (chissà se ha consapevolezza di quello che dice, una glottologa che si riempie la bocca di "coding"). Scusate il francese, ma il mio feedback, in questi casi, si manifesta in un plateale attacco di cagarella.

Che dire, se avranno il buon gusto di confermare quell'elemosina dei 500 euro (cosa di cui dubito), non li spenderò certo in un inutile corso di formazione o aggiornamento. Magari ne approfitterò per regalare un tablet a mia moglie o per prendermi un monitor più grande o per assemblarmi un nuovo pc, naturalmente rigorosamente fisso, anche se quello che ho ha un solo anno di vita e funziona alla grande.
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Procopio



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Ven Mag 15, 2015 7:28 am

lurk ha scritto:
Procopio ha scritto:
Chiedo scusa se intervengo sull'argomento ma francamente non ho mai trovato di nessuno interesse pratico i corsi di aggiornamento tenuti da sedicenti esperti o ispettori ai quali a volte ho provato a porre delle domande su temi non teorici ma pratici sentendomi dire "non banalizziamo con questi esempi i temi che stiamo trattando".
Grazie alla non obbligatorietà vigente dei corsi di aggiornamento ho seguito e superato, perché realmente interessato, un corso MIUR sulle competenze informatiche ed i linguaggi di programmazione (con tanto di esame finale fatto e superato), un corso CLIL di inglese per il conseguimento del livello B2 (anche questo con tanto di esame finale regolarmente fatto e superato), un corso di Matematica Avanzato della Zanichelli (anche questo con produzione e valutazione di elaborati personali) e ne sono fiero e contento perché tutti scelti liberamente, come ora prevede la normativa. Mi rimane l'amaro in bocca per la mancata valutazione e riconoscimento di questo mio impegno a CINQUE ANNI DALLA PENSIONE, ma questa è un'altra storia.

Quest'anno ho partecipato ad un corso d'inglese organizzato da una scuola versando un contributo. L'ho fatto per rispolverare il mio inglese annacquato. Non mi sono pentito, era una scelta personale.

Ho aderito in ritardo ad un corso nella mia scuola nell'ambito dell'ennesimo progetto carrozzone. L'ho fatto quando ho saputo che una carissima collega, che aveva frequentato il corso per i formatori e che non si sentiva affatto "formata", ha ceduto alle insistenze della preside (la scuola avrebbe perso il finanziamento associato al progetto). Ho aderito perché mi ero impegnato a darle una mano. Ho aderito a condizione di essere inserito nel gruppo della mia collega e alla preside ho sottolineato la condizione. Giorni dopo, alcuni giorni fa, la preside mi ha telefonato dicendomi, dispiaciuta, che la mia adesione non poteva essere accettata in quanto pervenuta oltre la scadenza e a causa del tetto di adesioni già raggiunto. Mi ha detto che nella scuola capofila avrebbero attivato un altro corso e che avrei potuto partecipare a quello.

La mia risposta (quasi letterale):
Citazione :
Preside, mi sembrava di essere stato chiaro l'altra volta: non sono minimamente interessato a fare questo corso. È dal 2000 che mi interesso di multimedialità nella didattica, ho partecipato a centinaia di ore di corsi di formazione sulle ITC, compreso il livello C del Piano di formazione delle Competenze Informatiche, il piano di formazione del progetto MARTE, e altri vari corsetti. Per anni e anni sono stato referente per le ITC nel Cettolini [sottinteso: prima di venire tra voi]. Sono più di 15 anni che uso le ITC nella didattica, sa quanto me ne frega di seguire un corso sull'uso della LIM? Se ho chiesto di partecipare a questo corso, come le avevo detto, è perché l'avevo promesso alla collega. Quindi, se non le dispiace, parteciperò in modo informale. Se si libera un posto bene, altrimenti va bene così.

Oggi ho partecipato al primo incontro. L'ho fatto perché l'avevo promesso, perché sono un narcisista, perché avevo percepito che la collega aveva bisogno di un sostegno morale (ma non solo). Ho cercato di rendermi utile e spero di esserlo stato, ma al tempo stesso, la collega, nonostante la sua insicurezza, mi ha dato degli ottimi spunti sull'uso del software della LIM. LIM che io ho installato, configurato e che uso quotidianamente. Ho imparato qualcosa di nuovo, grazie alla mia collega e alla mia intuizione e competenza. Al termine dell'incontro, la collega mi ha chiesto in privato come era andata. È  rimasta stupita, quasi incredula, quando le ho detto "ci credi se ti dico che mi hai insegnato qualcosa di nuovo?". Non era una frase di circostanza, era la verità. Perché dall'alto della mia saccenteria mi sforzo sempre per imparare dai miei colleghi, perché sono quelli che possono insegnarmi di più e di meglio.

Oggi mi sono guadagnato il rafforzamento di una stima riposta da una collega, forse eccessivamente, nei miei confronti. Ma so che aveva bisogno del mio sostegno morale. E - non avevo dubbi in proposito - ho imparato qualcosa di nuovo. Non ce ne era bisogno (mi riferisco alla stima), ma ne valeva dannatamente la pena: per aver migliorato le mie competenze, per essermi confrontato e aver scambiato esperienze e opinioni con altri colleghi che incontro solo in occasione dei collegi, per essere andato incontro, nel mio piccolo, ai bisogni di una collega a me molto cara. Ci sono cose che non hanno prezzo, per tutto il resto c'è Indire e Mastercard.

Sono uno dei vecchi cinquantacinquenni che, a detta di molti luoghi comuni, scaldano la sedia di una cattedra in attesa di una pietosa pensione che liberi il posto alle nuove leve. Sono uno degli anonimi manovali artefici di una scuola digitale, tanto osannata da anni e anni da proclami pomposi, che stenta ad avviarsi per mancanza di risorse, nonostante gli sprechi abominevoli che vedo perpetuarsi da oltre quindici anni in risorse tecnologiche acquistate a fior di dobloni e sottoutilizzate fino all'obsolescenza e in piani di formazione che ingoiano milioni di euro senza produrre nulla. E come al solito arrivano i soloni di turno a parlare di formazione, di scuola digitale, di master teacher, di coding (chissà se ha consapevolezza di quello che dice, una glottologa che si riempie la bocca di "coding"). Scusate il francese, ma il mio feedback, in questi casi, si manifesta in un plateale attacco di cagarella.

Che dire, se avranno il buon gusto di confermare quell'elemosina dei 500 euro (cosa di cui dubito), non li spenderò certo in un inutile corso di formazione o aggiornamento. Magari ne approfitterò per regalare un tablet a mia moglie o per prendermi un monitor più grande o per assemblarmi un nuovo pc, naturalmente rigorosamente fisso, anche se quello che ho ha un solo anno di vita e funziona alla grande.

Perfetto: è questo lo spirito col quale, In My Honest Opinion, ci si deve avvicinare ai corsi di aggiornamento (tra l'altro come ingegnere ho anche partecipato a corsi di aggiornamento professionale chiedendo ed ottenendo i cinque giorni annuali per aggiornamento quando si è verificato che questi coincidevano con giornate lavorative, mi sembra in base all' art 67 del contratto ma potrei sbagliarmi), quello di sceglierli in base alle proprie esigenze di crescita culturale, che poi si riflette sempre e comunque nell'insegnamento. Per questo motivo trovo assurdo rendere la frequenza dei corsi di aggiornamento obbligatoria. P.S.: a solo titolo di cronaca racconto che gli attestati conseguiti attraverso la frequenza dei corsi di aggiornamento sono stati portati a conoscenza del mio ds il quale ha fatto...NADA DE NADA (ma questa è un'altra storia, perché per i ds apprezzano ed esaltano solo quei docenti che non creano problemi ed al momento dello scrutinio accettano il voto di consiglio col quale, sempre su proposta dei ds, si promuovono tutti, anche i banchi e le sedie!). Quanto poi alla elemosina dei cinquecento euro, tale rimane e non compensa se non in minima parte le spese per le apparecchiature acquistate nel tempo (computer, tablet, modem e tanto, tanto altro) per rimanere al passo con i tempi (ed aggiornarsi, tanto per rimanere in tema) e nemmeno i costi di esercizio (leggi collegamento "oneroso" ad Internet).
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Ven Mag 15, 2015 8:39 am

Il modo migliore per aggiornarsi,  dal mio punto di vista,  è quello di seguire corsi universitari.  Non necessariamente prendere una seconda,  terza laurea,  semplicemente frequentare un corso singolo e poi sostenere l'esame.  In questo modo l'apprendimento è certificato e ciò che si impara non è fuffa didattichese. Quando ho frequentato corsi di aggiornamento, al contrario,  avrei anche potuto dormire o correggere verifiche e l'attestato mi sarebbe arrivato comunque,  senza controllo degli apprendimenti.
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Procopio



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Ven Mag 15, 2015 8:57 am

chicca70 ha scritto:
Il modo migliore per aggiornarsi,  dal mio punto di vista,  è quello di seguire corsi universitari.  Non necessariamente prendere una seconda,  terza laurea,  semplicemente frequentare un corso singolo e poi sostenere l'esame.  In questo modo l'apprendimento è certificato e ciò che si impara non è fuffa didattichese. Quando ho frequentato corsi di aggiornamento, al contrario,  avrei anche potuto dormire o correggere verifiche e l'attestato mi sarebbe arrivato comunque,  senza controllo degli apprendimenti.
Certo l'università formava, forma e continuerà a formare (personalmente ritengo che i ds dovrebbero essere tutti professori universitari e non "promoters" nel senso più ampio della parola), ma posso assicurarti che il CLIL di inglese non è stato uno scherzo, come pure il corso di matematica avanzato della Zanichelli e quello di competenze informatiche del MIUR: tutti rigorosamente con esame finale ed esercitazioni. Quanto ai corsi di aggiornamento professionale rilasciati dagli Ordini a seguito di prova finale scritta, idem come sopra.
Ben venga l'aggiornamento, ma le tematiche devono essere scelte liberamente e soprattutto di interesse personale, non i soliti soporiferi corsi sulla valutazione!
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rafzzz



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Ven Mag 15, 2015 9:26 am

Corsi all'Università? No grazie mi è bastato il tfa e tutti abbiamo giurato di non rimetterci piede ne' euro
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Ven Mag 15, 2015 10:22 am

rafzzz ha scritto:
Corsi all'Università? No grazie mi è bastato il tfa e tutti abbiamo giurato di non rimetterci piede ne' euro
È tutto diverso dal tfa o ssis e costa molto meno.  Scegli da un corso di laurea qualunque un esame che ti interessa e lo fai come se tu fossi uno studente, ottenendone poi un certificato. Non è didattica ma contenuti: io in questo modo ho approfondito tanti argomenti piacevoli; l'anno prossimo mi iscrivero' a "storia sociale del mondo antico" e ad "archeologia e storia dell'arte greca".
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Ven Mag 15, 2015 10:46 am

chicca70 ha scritto:
Il modo migliore per aggiornarsi,  dal mio punto di vista,  è quello di seguire corsi universitari.  Non necessariamente prendere una seconda,  terza laurea,  semplicemente frequentare un corso singolo e poi sostenere l'esame.  In questo modo l'apprendimento è certificato e ciò che si impara non è fuffa didattichese. Quando ho frequentato corsi di aggiornamento, al contrario,  avrei anche potuto dormire o correggere verifiche e l'attestato mi sarebbe arrivato comunque,  senza controllo degli apprendimenti.

Chicca hai fatto pienamente centro!
Il controllo degli apprendimenti latita in tutti corsi di aggiornamento professionale.
Si attribuisce il credito formativo a prescindere, anche se ci si limiti a scaldare la sedia, e questo perché la verifica è spesso richiesta  solo sulla carta, attraverso, ad esempio, la previsione della redazione di un elaborato sui contenuti del corso che nessuno mai chiede, anche perché ci dovrebbe essere qualcuno che almeno li legga.
Qualche anno fa per la professione forense era attiva una piattaforma digitale che, dopo il corso on line, attribuiva crediti formativi solo subordinandoli alla correttezza delle risposte date ad un questionario che seguiva.
Mi era sembrata un ottima iniziativa, e secondo me, andava ulteriormente supportata con la previsione di opzioni interattive, ma la carenza strutturale di fondi, unitamente alle pressioni dei forti interessi di chi offriva corsi a pagamento, hanno fatto naufragare il progetto.
Una iniziativa del genere non penso possa essere per il Miur così onerosa, offrirebbe ai docenti il vantaggio di poter scegliere tra decine di corsi, alcuni dei quali potrebbero essere obbligatori, come quelli deontologici, e perciò determinati in numero fisso di crediti da conseguire entro l'anno,oltre al fatto di poterli seguire comodamente da casa, senza la necessità di spostarsi per forza.
Naturalmente tali corsi on line non potrebbero assorbire tutta l'offerta formativa dei docenti ,ma sicuramente aiuterebbero  molto in termini di organizzazione del lavoro.
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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Ven Mag 15, 2015 11:51 am

Francesca4 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
giobbe ha scritto:
Una riforma che sicuramente li sottopone ad una maggiore sudditanza che, considerati tanti docenti fancazzisti, posso anche capire. Ma gli altri, quelli che lavorano seriamente e che dovranno comunque sottostare alla probabile "chiamata", cosa avranno in più? 20 euro al mese. Un'offesa alla categoria.
Spezziamo una lancia in favore di Renzi: i 200 milioni non devono essere distribuiti a pioggia, il comitato di valutazione se vuole e se sa farlo può premiare seriamente chi lo merita; lo farà ? Non mi pronuncio, ma se non lo farà sarà colpa sua, non di Renzi.

Avido, ma dove eri?
Finalmente, grazie a te, ed alla tua lealtà, comincio a scorgere una luce in fondo ... ma molto in fondo al tunnel!
Mi aspettavo una risposta del genere da parte di Francesca4 e, quindi, avevo già pronta la controrisposta. Mi spiace che tu, sveglio come sei, non ci sia arrivato da solo. Non voglio una premialità a pioggia, tutt'altro. Ma anche nell'ipotesi più selettiva, ad esempio premiando solo un terzo dei docenti, gli aumenti non andrebbero oltre i 60 euro al mese....ogni 3 anni (sic)! Immagina uno stipendio di un docente meritevole che passa, dopo tre anni, da 1500 a 1560 euro al mese...Questo sarebbe ridare dignità ALMENO ai docenti meritevoli?
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MessaggioOggetto: Re: Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro   Ven Mag 15, 2015 11:58 am

Francesca4 ha scritto:

Al centro della riforma ci sono loro (studenti), non i docenti ai quali ben può essere chiesto qualche sacrificio.
Gli studenti sono al centro della scuola come, allo stesso modo, i malati sono al centro dcella sanità, i carcerati al centro della giustizia, i pendolari al centro del trasporto e così via. Quella di evidenziarlo come un mantra solo per la scuola è un'altra ipocrisia.
Ma alla fine è venuta fuori la reale sostanza di questo DDL. Ai docenti si chiedono ancora sacrifici in termine monetari e perdita ulteriore della loro dignità. Insomma, che sia chiaro una volta per tutte, queste immissioni in ruolo non possono e non devono essere la scusa per penalizzare ulteriormente la classe docente già in servizio. Tutte quelle menate, più musica, più arte, più questo e più quello stanno facendo perdere tempo e valore alle discpline fondanti dello scibile umano. Sono quelle fesserie di ordine pseudopedagogico che ogni (presunta) riforma porta a corredo per coprire la loro vera essenza, i continui tagli economici all'istruzione. La scuola sta diventando un edifico pieno di fronzoli ma con strutture debolissime: l'ignoranza dilaga.
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Perché anche la mancetta da 500 euro è un capestro
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