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 L'impossibilità di bocciare

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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: L'impossibilità di bocciare   Mer Giu 13, 2018 6:11 am

Promemoria primo messaggio :

Ieri gli scrutini si sono protratti fino a notte. Oltre alla necessità di inserire sul registro elettronico giudizi globali e descrittori, il ritardo è stato causato soprattutto dalle lunghissime discussioni sugli alunni a rischio bocciatura, con il dirigente che riportava interpretazioni normative infondate e noi docenti che sbracavamo in molti modi diversi. E' finita che anche alunni con sei insufficienze sono stati promossi, con buona pace degli alunni e dei docenti che si sono impegnati per raggiungere livelli di apprendimenti sufficienti.

In particolare la cosa che più ci ha legato le mani è un'interpretazione giurisprudenziale del dirigente secondo il quale non sarebbe possibile bocciare se non si sono preventivamente avvisate le famiglie. E' ovviamente un falso che rivela la paura di ricorsi e della perdita di bonus premiali da parte del dirigente: la rinuncia al commissario esterno in favore del dirigente della stessa scuola è stata una scelta sbagliatissima.
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AutoreMessaggio
paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: L'impossibilità di bocciare   Mar Lug 17, 2018 3:34 pm

*monià* ha scritto:
Conta anche l'argomentazione portata a sostegno della bocciatura (con tanto di tentativi di recupero, ovviamente) e l'adempimento dei doveri (di comunicazione alla famiglia), nonché un dialogo chiaro e attivo con il cdc lungo l'arco dell'anno. Il tutto documentato. Dopodiché quale dirigente può impormi la promozione?

Quello che si stava dicendo da diverse pagine è che non te la impone direttamente il dirigente, ma te la impongono i colleghi che, dopo aver preso atto di quali siano le pressioni e le preferenze del dirigente, non si fanno scrupolo di cancellare le tue insufficienze per voto di consiglio a maggioranza, tanto a loro non costa niente perché la sufficienza nelle loro materie l'avrebbero data comunque.

Gli stessi identici colleghi non lo farebbero (o almeno non lo farebbero SEMPRE) se non avessero inteso che le direttive del dirigente sono quelle. Se ci fosse un dirigente che non fa pressioni e che lascia liberi i consigli di classe di lavorare autonomamente, si limiterebbero a prendere atto che ci sono diverse materie insufficienti e che quindi si può bocciare, anche se loro personalmente hanno messo voti sufficienti.

I colleghi mammisti e buonisti per natura irresistibile (che per principio non vorrebbero bocciare mai nessuno, perché altrimenti gli si strazia il cuore, a prescindere da tutto il resto) esistono, ma non sono la maggioranza.

E quindi sarebbero facilmente arginabili, se non fossero sostenuti da un altro consistente drappello di colleghi ai quali non importa niente del buonismo e del mammismo, ma che semplicemente si adeguano a qualsiasi andazzo che risulti COMODO e/o CONVENIENTE.

Sono questi a fare da ago della bilancia, non i buonisti patetici.
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*monià*



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MessaggioTitolo: Re: L'impossibilità di bocciare   Mar Lug 17, 2018 5:56 pm

Io invece volevo confutare sostenendo, in base alla mia esperienza, che se ci si arriva preparati bene, il dirigente fa poco, a meno che non sia un aggressivo egocentrico (lì alzo le mani, non mi abbasso al livello). Quest'anno, una mia collega impreparata non ha saputo sostenere le sue tesi e la decisione è stata -dopo lite col preside buonista- di non bocciare. Io invece, fatto quello che ho detto sopra, non ho dovuto nemmeno sostenere una lunga discussione, per la bocciatura.
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: L'impossibilità di bocciare   Mar Lug 17, 2018 6:51 pm

Il dirigente che " impone la promozione" proprio un se po' senti'.

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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: L'impossibilità di bocciare   Mar Lug 17, 2018 6:56 pm

*monià* ha scritto:
Io invece volevo confutare sostenendo, in base alla mia esperienza, che se ci si arriva preparati bene, il dirigente fa poco, a meno che non sia un aggressivo egocentrico (lì alzo le mani, non mi abbasso al livello). Quest'anno, una mia collega impreparata non ha saputo sostenere le sue tesi e la decisione è stata -dopo lite col preside buonista- di non bocciare. Io invece, fatto quello che ho detto sopra, non ho dovuto nemmeno sostenere una lunga discussione, per la bocciatura.


" Li' alzo le mani"

Nel senso che voti come dice lui o che semplicemente tagli corto ,rifiutando lo scontro verbale,ma non esaudendo i suoi " desiderata"?
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Enoc



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MessaggioTitolo: Re: L'impossibilità di bocciare   Mer Lug 18, 2018 8:29 am

Non conosco l'interpretazione giurisprudenziale che citi ma in generale l'impossibilità di bocciare dipende dal combinato disposto della dimensione della scuola e dell'autonomia finanziaria.
Piccole scuole fanno numero perchè hanno bisogno di soldi per sopravvivere e per questo si vogliono fare la fama dell'istituto dove "passano tutti" per attirare iscritti.
E' la logica della scuola azienda, dove l'allievo è un cliente che (indirettamente) paga un servizio per ottenere un risultato, la promozione. Chiaramente il portato di questo ragionamento è che la qualità degli apprendimenti sarà scarsa e verranno creati consumatori acritici, esattamente gli atomi sociali invisibili di cui parla Fritz Lang in Metropolis, utili idioti che foraggiano il sistema dimenticati dalle classi sociali dominanti che vivono separate da loro in una vera e propria popolotomia.

Per esperienza personale nei piccoli istituti è così, mentre in quelli medio grandi la bocciatura non è considerata un tabu.
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*monià*



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MessaggioTitolo: Re: L'impossibilità di bocciare   Mer Lug 18, 2018 9:13 am

balanzoneXXI ha scritto:
*monià* ha scritto:
Io invece volevo confutare sostenendo, in base alla mia esperienza, che se ci si arriva preparati bene, il dirigente fa poco, a meno che non sia un aggressivo egocentrico (lì alzo le mani, non mi abbasso al livello). Quest'anno, una mia collega impreparata non ha saputo sostenere le sue tesi e la decisione è stata -dopo lite col preside buonista- di non bocciare. Io invece, fatto quello che ho detto sopra, non ho dovuto nemmeno sostenere una lunga discussione, per la bocciatura.


" Li' alzo le mani"

Nel senso che voti come dice lui o che semplicemente tagli corto ,rifiutando lo scontro verbale,ma non esaudendo i suoi " desiderata"?
Taglio corto e voto per la bocciatura lo stesso.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: L'impossibilità di bocciare   Mer Lug 18, 2018 10:36 am

Quando invece verrebbe la voglia di "alzare le mani" in altro senso...
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antalia



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MessaggioTitolo: Re: L'impossibilità di bocciare   Mer Lug 18, 2018 10:37 am

Enoc ha scritto:
Non conosco l'interpretazione giurisprudenziale che citi ma in generale l'impossibilità di bocciare dipende dal combinato disposto della dimensione della scuola e dell'autonomia finanziaria.
Piccole scuole fanno numero perchè hanno bisogno di soldi per sopravvivere e per questo si vogliono fare la fama dell'istituto dove "passano tutti" per attirare iscritti.
E' la logica della scuola azienda, dove l'allievo è un cliente che (indirettamente) paga un servizio per ottenere un risultato, la promozione. Chiaramente il portato di questo ragionamento è che la qualità degli apprendimenti sarà scarsa e verranno creati consumatori acritici, esattamente gli atomi sociali invisibili di cui parla Fritz Lang in Metropolis, utili idioti che foraggiano il sistema dimenticati dalle classi sociali dominanti che vivono separate da loro in una vera e propria popolotomia.

Per esperienza personale nei piccoli istituti è così, mentre in quelli medio grandi la bocciatura non è considerata un tabu.


non dipende solo dalla dimensione dell'istituto ma dall'impronta della dirigenza, se seguendo quella logica pseudo-aziendalistica promette output positivi per tutti, ossia promozioni facili per non perdere alunni o al contrario se si preoccupa del livello reale degli apprendimenti e di valutazioni obiettive e la logica , forse poco produttiva nel breve termine, che segue la logica del merito e della selezione e quindi qualora vi siano i presupposti, bocciatura!
purtroppo la maggioranza dei dirigenti rientrano nella prima fascia, e questo sia che dirigano istituti piccoli, sia medio grandi bocciare è un'impresa titanica, se unisci i colleghi pavidi e timorosi che seguono il vento e non prendono mai una posizione definita,i conti tornano! tutti promossi, tutto sanato e avanti le capre!
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: L'impossibilità di bocciare   Mer Lug 18, 2018 11:38 am

antalia ha scritto:
Enoc ha scritto:

Per esperienza personale nei piccoli istituti è così, mentre in quelli medio grandi la bocciatura non è considerata un tabu.


non dipende solo dalla dimensione dell'istituto ma dall'impronta della dirigenza, se seguendo quella logica pseudo-aziendalistica promette output positivi per tutti, ossia promozioni facili per non perdere alunni o al contrario se si preoccupa del livello reale degli apprendimenti e di valutazioni obiettive

Non sottovaluterei anche un terzo fattore, ovvero la presenza o meno di alternative appetibili nel territorio circostante.

Un istituto tecnico di indirizzo molto specialistico, di cui ce n'è uno solo in tutta la provincia, e il secondo più vicino è a 60 chilometri, avrà sempre un numero sufficiente di richieste di iscrizioni da non aver paura di bocciare chi se lo merita.

Al limite, tra quelli bocciati al primo anno, ce ne sarà una certa quota che rinuncia e cambia scuola, ricominciando da capo in un indirizzo di studi completamente diverso, o passando direttamente alla formazione professionale, ma quelli che vengono bocciati essendo già arrivati in terza o in quarta si riiscrivono quasi tutti. E comunque le richieste di iscrizioni nuove sono sempre abbastanza alte, semmai c'è il problema opposto, ovvero di dover mettere un tetto e di dire di no a qualcuno, per questioni logistiche (oppure di fare le classi da 32 persone dando per scontato che tanto in seconda diventeranno 25 o anche meno).

Una scuola più generalista, come un liceo, solitamente ha nelle immediate vicinanze almeno tre o quattro altre scuole che offono lo stesso corso di studi (specialmente quando si tratta di quegli istituti multitasking che vanno di moda adesso, che a loro volta includono tre o quattro corsi di studio già al proprio interno), e che sono facilmente raggiungibili per lo stesso potenziale bacino di utenza.

Alla fine, in casi come questi, tutte le scuole dello stesso tipo finiscono per assomigliarsi e per offrire più o meno lo stesso livello di didattica, perchè altrimenti, appena si sparge la voce che una è un po' più severa delle altre, comincia a perdere alunni, a vantaggio di quella vicina considerata più facile e meno richiedente (la quale a sua volta, per l'immediato futuro, non soffrirà più il problema della scarsità di studenti e quindi potrà permettersi di tornare a essere un po' più selettiva, e il travaso ricomincerà in verso opposto, e così via a cicli di tre o quattro anni alla volta).

E quindi è inevitabile che alla lunga tutte si adagino sullo stesso livello, che diventa gradualmente sempre più basso per tutte...
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antalia



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MessaggioTitolo: Re: L'impossibilità di bocciare   Mer Lug 18, 2018 4:03 pm


non avevo calcolato questo fattore, idem per la teoria di "travaso alunni" da istituti più selettivi verso quelli più "semplici", non è un caso che le bocciature siano molto più alte in istituti tecnici o professionali e irrisorie nei licei e non certo, perché ad essi si iscrivano gli alunni più diligenti e motivati ( una volta forse, ora non direi proprio!), ma solo perché nel malaugurato caso che fosse poco gradito l'approccio, sono disponibili le stesse alternative più soft senza spostarsi di tanto!

conta anche la reputazione sul territorio dell'istituto in questione, spesso alimentata dal passaparola o dalle voci di alunni o genitori che orienta in un senso o in un altro i futuri iscritti, oramai si conoscono le scuole "diplomifici o facili", quelle mediamente selettive e le restanti più selettive che spesso hanno fama e prestigio acquisiti negli anni e che quindi poco si preoccupano di perdere alunni perché vengono "segati", li recupereranno con le iscrizioni!
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: L'impossibilità di bocciare   Mer Lug 18, 2018 5:25 pm

antalia ha scritto:
più che dubbio sulla mia valutazione,  la mia è delusione mista a rassegnazione per un trend "buonista e poco selettivo" che non condivido affatto e che vedo acuirsi e propagarsi senza che si ponga un freno, per me la selezione va fatta e in modo serio, senza trovare sempre giustificazioni pedagogiche, psicologiche e via discorrendo…se un alunno non mostra un minimo di impegno, non fa nessuno sforzo, pur avendone potenzialità e capacità non vedo, perché io debba premiarlo con una promozione!
io trovo avvilente che il mio lavoro non venga considerato, ciò non toglie che il mio punto di vista sul tema rimanga immutato, forse non traspariva abbastanza, era uno sfogo, mettiamola così!

oggi, gli alunni hanno la consapevolezza che non bastano una o due materie, anche se parliamo di matematica, lingua straniera, latino...e quindi spesso adottano la strategia di tentare di recuperare altre discipline, ai loro occhi, più "abbordabili" e tralasciano quelle dove già sanno di avere meno chances, soprattutto se il loro studio è saltuario o opportunistico perché colmare le lacune di una lingua con poche ore o raffazzonando qualcosa o sciorinando a memoria qualche parte del programma il giorno prima di una verifica, non produce alcun risultato, anzi aggiunge insufficienza a insufficienza…

condivido che le persone vadano giudicate a posteriori e senza pregiudizio, ma la coerenza io la trovo davvero rara nel nostro contesto!
gli stessi colleghi che si lamentano dei medesimi ragazzi continuamente, spesso sono stati quelli che ne hanno consentito la promozione, sanando o riducendo gli obiettivi!

peccato che non siano i dirigenti ad aver messo in circolo appunto quel tipo di didattica che si fonda su presupposti di base psicologica, pedagogica e via discorrendo, visto che la formazione e la selezione degli stessi insegnanti in primis, prima ancora di arrivare agli alunni) si basa su competenze di questo tipo. Dunque diamo un respiro più ampio ogni tanto e allarghiamo le prospettive.

ma non ho ancora capito quale sia la materia che insegni. Sei alle superiori?
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antalia



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MessaggioTitolo: Re: L'impossibilità di bocciare   Gio Lug 19, 2018 2:29 pm

sempreconfusa1 ha scritto:
antalia ha scritto:
più che dubbio sulla mia valutazione,  la mia è delusione mista a rassegnazione per un trend "buonista e poco selettivo" che non condivido affatto e che vedo acuirsi e propagarsi senza che si ponga un freno, per me la selezione va fatta e in modo serio, senza trovare sempre giustificazioni pedagogiche, psicologiche e via discorrendo…se un alunno non mostra un minimo di impegno, non fa nessuno sforzo, pur avendone potenzialità e capacità non vedo, perché io debba premiarlo con una promozione!
io trovo avvilente che il mio lavoro non venga considerato, ciò non toglie che il mio punto di vista sul tema rimanga immutato, forse non traspariva abbastanza, era uno sfogo, mettiamola così!

oggi, gli alunni hanno la consapevolezza che non bastano una o due materie, anche se parliamo di matematica, lingua straniera, latino...e quindi spesso adottano la strategia di tentare di recuperare altre discipline, ai loro occhi, più "abbordabili" e tralasciano quelle dove già sanno di avere meno chances, soprattutto se il loro studio è saltuario o opportunistico perché colmare le lacune di una lingua con poche ore o raffazzonando qualcosa o sciorinando a memoria qualche parte del programma il giorno prima di una verifica, non produce alcun risultato, anzi aggiunge insufficienza a insufficienza…

condivido che le persone vadano giudicate a posteriori e senza pregiudizio, ma la coerenza io la trovo davvero rara nel nostro contesto!
gli stessi colleghi che si lamentano dei medesimi ragazzi continuamente, spesso sono stati quelli che ne hanno consentito la promozione, sanando o riducendo gli obiettivi!

peccato che non siano i dirigenti ad aver messo in circolo appunto quel tipo di didattica che si fonda su presupposti di base psicologica, pedagogica e via discorrendo, visto che la formazione e la selezione degli stessi insegnanti in primis, prima ancora di arrivare agli alunni) si basa su competenze di questo tipo. Dunque diamo un respiro più ampio ogni tanto e allarghiamo le prospettive.

ma non ho ancora capito quale sia la materia che insegni. Sei alle superiori?

superiori, per la precisione liceo e insegno inglese!

le prospettive sono abbastanza ampie, gli obiettivi ridotti oramai al minimo, ma una preparazione di base dignitosa richiede competenze accettabili e ti garantisco che, proprio queste maglie larghe non lo consentono!
non credo che un docente debba essere uno psicologo o, assistente sociale, non in senso stretto, non è il suo compito, può coadiuvare, ma non sostituire altri profili professionali, a volte le problematiche dei singoli alunni travalicano le competenze di qualsiasi insegnante, occorre altro che un corso di studi e soprattutto non è la scuola deputata a risolvere questioni socioeconomiche di competenza dei servizi sociali….invece oggi c'è questo esigere tutto dai docenti peraltro con le armi spuntate!

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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: L'impossibilità di bocciare   Ven Lug 20, 2018 4:29 pm

ecco, tutto questo esigere che la scuola sia altro da sé; proprio quello che volevo sottolineare io, che anche i docenti si trovano a dover lavorare in contesti che non hanno determinato loro concretamente, ma che appunto, in tanti subiscono.
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