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 I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno

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MessaggioOggetto: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mar Ago 13, 2013 11:26 am

Promemoria primo messaggio :

1.) Il sostegno è un lavoro molto particolare (non credo che ne esista uno di uguale per questo aspetto negativo): esso si svolge con continue "richieste" da parte del sostegno verso la disciplina: in questa “dipendenza", la disciplina ne approfitta instaurando dinamiche di potere, dominio e ricatto.
2.) Il sostegno è la figura di un docente-non-docente: A) non può insegnare (perchè l'allievo non vuole spiegazioni, ma solo appunti, non accettando di riconoscerlo "vero docente". Proprio disprezzando il proprio insegnante, l’allievo disabile dà a se stesso autostima); B) non mette il voto. Egli finisce con l’essere solo l'“assistente” del disabile.
3.) C'è poi questa contraddizione: il sostegno non dà voto nè al suo allievo né agli allievi della classe. Questo perchè (si dice) egli non è “competente” della materia (non è "sua"). Però, invece, essa è anche "sua", perchè gli si chiede di impararla per insegnarla e riassumerla. Da un lato, il sostegno non mette voto perchè la materia non è sua, dall'altro però è sua, perchè la deve conoscere. Ma non gli è consentito di dare voto.
4.) Non mettendo voto, il sostegno non è "temuto", nè dal suo allievo nè dalla classe: ciò lo espone all'aggressività di tutti i discenti. (L'anno scorso, appena entrato in classe, tutti si sono messi a ridere di me ... senza neppure conoscermi !). Questo “timore” è semplicemente la condizione insita al rapporto educativo. L’allievo e tutta la classe non rispetta il docente per “amore”, per un rapporto di correttezza, per “eticità” (tutte cose che in ambito lavorativo aziendale fanno ridere). L’allievo (ogni allievo) rispetta il docente perché lo teme, e lo teme perché è “ricattato”: se l’allievo nuoce al docente, egli sa che il docente può nuocere all’allievo in sede di valutazione (sono considerazione sociologiche elementari). Il docente di sostegno è del tutto privo di questo deterrente: egli entra nella “fossa dei leoni” (l’aula scolastica), senza “armi” per difendersi dai leoni … Non si può mettere una nota per i “sorrisini”: ma i “sorrisini”, perpetrati per un intero anno scolastico, possono erodere la salute mentale.
5.) Egli inoltre è “ricattato”: la materia sa che il sostegno è legato, anche affettivamente, al destino dell'allievo, e così un voto basso può "punire" sia il disabile, sia anche il sostegno, e il docente di materia lo sa e per questo non “lascia correre” (visto la disabilità), ma può esigere fino all’ultimo spicciolo ... Nella bocciatura dell'allievo, il sostegno stesso si sente bocciato. E un docente di materia può bocciare appositamente l’allievo disabile anche solo per dare un segnale squalificante al sostegno in ordine al suo lavoro. Sono, queste, dinamiche "elementari". La scuola è un insieme di relazioni sociali, nel quale ci si difende e ci si fa rispettare. Il sostegno è in condizione strutturale di debolezza: se pretende rispetto dalla materia, accade che questa si vendica (come detto) e anche che l’allievo, così punito, protesta col sostegno. Ciò significa che il sostegno deve solo “subire”. Se cerca di farsi rispettare, danneggia il suo allievo.
6.) Non si può fare, d’altra parte, che a dare il voto sia il sostegno: premierebbe il suo allievo e non "farebbe nulla". Questa condizione, per la quale la valutazione è solo della materia, è funzionale al “controllo” dell’operato del sostegno. Il rimedio sarebbe che il voto lo dà il sostegno, e a controllare il suo operato sia la materia o il dirigente scolastico, a posteriori. Ma d’altra parte non si comprende perché la materia usi il voto per valutare l’allievo, mentre il sostegno lo userebbe solo per premiare allo scopo di non lavorare. Se il voto è usato per farsi rispettare, certamente il sostegno insegnerebbe e poi metterebbe la valutazione in modo oggettivo. Ciò può non essere così, ma certamente (è ovvio) dare la valutazione al disabile alla materia significa due cose: esporre il sostegno al ricatto della materia, e porre nella materia una funzione di controllo sull’operato del sostegno che sarebbe giustificata in un rapporto di lavoro subordinato, mentre la materia non è “di più” del sostegno, e quindi appare ingiustificato che sia la materia a controllare il sostegno, con le conseguenze che si sono dette. Occorre capire che il MIUR queste cose le sa, perché a costruire la figura del sostegno hanno partecipato anche gli psicologi. Essi quindi sono consapevoli di aver costruito una figura lavorativa “strutturalmente” assoggetta a stress e mobbing, a causa della sua posizione (didatticamente parlando) “debole”. In contraccambio, si sono creati 100 mila posti di lavoro, ma a quale prezzo … osservo.
7.) Se un qualunque adolescente ti prende in giro, nella società, tu non gli rivolgi neppure la parola. Invece a scuola il sostegno è pagato per "sopportare" l’allievo diabile tutto l’anno, a prescindere da qualunque sia il suo comportamento, e il sostegno è obbligato a “subire” (ogni forma di comportamento non solo molesto, ma anche maleducato e cafone). Non si può protestare col dirigente scolastico: si è pagati per rapportarsi all’allievo a prescindere da qualunque condizione, e il sostegno diviene lo “schiavetto” del disabile, che può molestarlo, e si deve solo subire. A me è capitato che il mio allievo facesse per 200 giorni scena muta e rifiutasse spiegazioni e appunti. In una tale condizione lo manderesti “al diavolo”, e invece sei pagato per subire queste umiliazioni.
8.) Un altro aspetto assai "grave" e dirompente. Il sostegno è un docente ed è “solo” un docente (insegnante tipo “Cuore”, e non tipo “Rambo” …). Egli non è un infermiere da clinica psichiatrica, di quelli che hanno pronta la camicia di forza e devono stare attenti acchè il “bestione”, che si aggira per i corridoi del manicomio, non prende in mano qualche coltello … Il sostegno non ha fatto studi in proposito di psichiatria. Questi stessi studi sono fatti non da chiunque, ma da parte di persone psicologicamente "forti" e preparate. Se il docente è “più” di un educatore, un educatore però è già "avvertito" di tale condizione, di dover fare cioè anche l’infermiere. Cosa succede allora ? Succede che il disabile può essere "stressante" (ad esempio, avere la forbice nell'astuccio pronta per tirarla), e cioè essere fisicamente pericoloso. Nella riunione di fine anno nel mio Istituto il coordinatore H dice che “questo nuovo anno entrerà a scuola un ragazzo soggetto ad autismo e anche piuttosto “pericoloso”. I volti delle mie colleghe erano preoccupati ... Ma esse non sono solo delle "insegnanti" ? E’ mai possibile (neanche si fosse in azienda, dove comune è il mobbing, o in ospedale, dove al pronto soccorso l’infermiera deve essere pronta di fronte a qualunque condizione anche disagiante o impressionante), che la scuola diventi per i docenti (per la nostra categoria di docenti) un luogo che desta disagio e preoccupazione ? Il docente di sostegno è pagato per insegnare o per andare “al fronte” ?
9.) A ciò si aggiunge il problema della conoscenza delle discipline. Come si può apprendere un programma, già avanzato, di quarta e di quinta, di meccanica o elettronica, per chi viene ad esempio da economia o addirittura storia dell’arte ? (entrambe AD03 !!!). Ricordo che un mio collega, laureato in storia dell'arte, mi disse: "guarda che io, che sono nella classe di sostegno AD03, ho solo la preparazione di un educatore. Ti chiederei quindi di prenderti tu le materie difficili). Se si dice che non si può conoscere tutto, invece questo è proprio quello che l’allievo e i genitori si aspettano, si è pagati per questo, e si è responsabili dell’esito scolastico dell’allievo.
10.) Infine (ci si collega qui al punto 1), per semplificare e riassumere un testo scolastico serve parlare con la materia ogni giorno, ad ogni inizio di ora, ed essa si sente scocciata e concede pochi secondi …: allora, se non ti informi ti dicono che non fai il tuo dovere e all’allievo è impreprato; se ti informi costantemente, pensano che tu sia uno scocciatore …

A me a scuola quest’anno è andato tutto molto bene. Ho trovato un ambiente meraviglioso ed estremamente corretto, con colleghi di materia molto bravi e corretti. Ho riportato questa mia testimonianza per dare ai docenti di sostegno (100 mila in Italia) consapevolezza e, spero, incoraggiamento. GP (PN, 2013)
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mar Ago 20, 2013 11:48 pm

mara88 ha scritto:
Io l'ho fatto alla secondaria di 1° grado, quindi scuola dell'obbligo, frequentata da tutti gli alunni diversamente abili.   A mio avviso, al 2° grado è più semplice perchè c'è una selezione naturale, i casi gravissimi spesso scelgono di fermarsi alla licenza media e bocciati in accordo con i genitori per concludere l'obbligo formativo fino a 16 anni.  
??? a me risulta che i ragazzi, anche gravissimi, frequentano le scuole superiori fino al quinto (e i genitori chiedono spesso di fermarli per piu' anni.) e nelle superiori, soprattutto nei professionali ci sono divrsi problemi da affrontare, soprattutto la frequenza dei laboratori, luighi spesso pericolosi per i ragazzi.
Comunque posso dire che i miei adorati due alunni mi hanno insegnato tanto a livello umano, sono passati diversi anni ma appena mi vedono da lontano tentano di corrermi incontro ed agitano le braccia, il loro affetto è davvero commovente....
alle superiori poi, quando segui ragazzi che seguono un programma di classe e' tutt'altro che facile, soprattutto nelle classi terminali in discipline che non conosci
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mara88



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mar Ago 20, 2013 11:54 pm

Forse non dipende dal ruolo in sè, ma da come te la giochi. Una volta hanno tentato di farmi fare un'ora di supplenza nell'ora in cui dovevo stare con l'alunna ma io prontissima ho mostrato una sentenza (se non ricordo male, della Cassazione) che stabilisce che quello è un REATO, per la precisione NEGAZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO DI ALUNNO DIVERSAMENTE ABILE e in un attimo ho zittito tutti ! Bisogna farsi rispettare ! Dopo non ci hanno più provato neanche per sbaglio !
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Fedup



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 7:59 am

Cara Mara,
semplicemente penso tu abbia avuto fortuna con i tuoi due alunni.
Non pensare che il sostegno sia solo quello. Ci sono casi pesantissimi che nessuno vuole, generalmente lasciati all'ultimo arrivato o alla persona che lavora di più (bestia da soma).
All'università nessuna spiega cos'è il sostegno veramente, altrimenti nessuno si specializzerebbe.
Usa questo spazio virtuale come una risorsa preziosa; se tanti colleghi dicono che il sostegno non è quella bella fiaba che si pensa qualcosa di vero ci sarà.
Tu sei molto motivata e ti ammiro per questo. Ti faccio un grande "In bocca al lupo" per i tuoi studi e per la tua carriera :-)
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alessia giulia



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 12:27 pm

sì, è vero, mi sono abilitata nel sost. a scatola chiusa, dopo i due anni di specializzazione e abilitazione su materia. non ho tolto il posto a nessuno.
qualche anno fa sono stata sovrannumeraria nell'organico di fatto di una scuola, ingenuamente ho firmato una messa a disposizione e ho firmato la mia condanna a morte. di fatto ero 18 ore a disposizione per coprire assenze dei colleghi curricolari. mi erano stati assegnati due alunni disabili, ma ogni mattina arrivavo a scuola e non sapevo dove sarei stata. fare supplenze nella tua classe può essere difficile, immaginate che cosa possa essere farlo sistematicamente in altre classi.
poi ho avuto altre esperienze, migliori, ma l'impriting di quell'anno resta.
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Marcos2k



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 1:47 pm

Fedup ha scritto:
Cara Mara,
semplicemente penso tu abbia avuto fortuna con i tuoi due alunni.
Non pensare che il sostegno sia solo quello. Ci sono casi pesantissimi che nessuno vuole, generalmente lasciati all'ultimo arrivato o alla persona che lavora di più (bestia da soma).
All'università nessuna spiega cos'è il sostegno veramente, altrimenti nessuno si specializzerebbe.
Usa questo spazio virtuale come una risorsa preziosa; se tanti colleghi dicono che il sostegno non è quella bella fiaba che si pensa qualcosa di vero ci sarà.
Tu sei molto motivata e ti ammiro per questo. Ti faccio un grande "In bocca al lupo" per i tuoi studi e per la tua carriera :-)
concordo... prova a lavorare con adhd, autismo etc, quando volano banchi e compassi e ne riparliamo della fiaba... :-)
c'è stato qui il topic di una docente che lavorava con un bambino che le toccava insistentemente le parti intime e le cose non sono così rare come sembra.
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mara88



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 3:00 pm

Fiaba ? Non voglio entrare troppo in dettaglio per ovvi motivi ma vi dico solo che gli attacchi epilettici erano ordinaria amministrazione da quelle parti....
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forseungiorno



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 4:13 pm

mi state facendo passare la voglia di tentare l'esame per la specializzazione al sostegno!!!!!!!!!!
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Ormary



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 4:37 pm

Scusami ma non concordo alcuni aspetti.
Per esperienza vissuta, il docente specializzato nel sostegno all'alunno n difficoltà, possiede competenza psicopedagogiche che gli permettono di mettere in atto strategie d'insengnamento adeguandole di volta in volta al singolo alunno.
Per strategie intendo mettersi in gioco per ricercare e talvolta "inventare" modalità di apprendimento che siano motivanti.
Sono il flo di collegamento tra i colleghi di classe o di corso e l'alunno in difficoltà e tra quest'ultimo e i compagni di classe.
Un bun insegnante di sostegno non si occupa solo dell'apprendimento dell'alunno, ma individua punti di forza per "integrare" l'alunno nel contesto classe.
Personalmente in passato ho "sfruttato" il tempo di pausa per la merenda per favorire la trasmissione orizzontale dei saperi appena appresi, attraverso domande stimolo ai compagni, che potessero servire alla mia alunna.
I compagni dopo un pò di tempo, lo facevano in automatico, anche al cambio dell'ora, avvicinandosi all'alunna e fornendo micro spiegazioni, per lei ostiche se spiegate dall'insegnante (il linguaggio usato dai compagni è diretto e di facile comprensione, più di ogni altra speigazione).
Sicuramente molti docenti utilizzano mille modi per integrare l'alunno in difficoltà e per questo si sentono orgogliosi.
Quanto a mettere o non mettere voti, ma sicuro che sia così importante?
Da sempre ritengo che il voto sia estremamente soggettivo, per cui sono felice di non mettere voti.
Capita di sentirsi sminuiti dai colleghi, ma sta all'insegnante di sostegno diventare punto di riferimento per l'intera classe o meglio ancora, e ti assicuro che succede, scambiare il ruolo con docente della propria materia.
La competenza e l'autorevolezza deve trasparire.
L'insegnante di sostegno competente, è riconosciuto tale da tutto il corpo docente.
Non si può dire lo stesso per i colleghi che gironzolano nei corridoi con l'alunno a braccetto, o perennemente depositato davanti ad un computer, o peggio ancora NELL'AULA DI SOSTEGNO.
Che orrore!
L'osservazione meticolosa dei punti di forza su cui ancorare apprendimenti significativi e l'attenta pianificazione degli obiettivi personalizzati, con interventi duali, all'occorrenza, sono l'arma vincente.
il sostegno è una sfida! Con se stessi, innanzitutto! Poi con i colleghi, con la famiglia, con gli alunni, con l'alunno.
Se si crede in quello che si fas e si è certi di fare bene, anche gli altri ci crederanno.
Risultato, niente o poca frustrazione, stima della famiglia, dei colleghi degli alunni e tanto affetto dall'alunno in difficoltà.
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Marcos2k



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 4:41 pm

quando arrivi a scuola alle 8 del mattino e vedi che il tuo orario è stato stravolto per andare a coprire colleghi assenti, tipo ti fai un buco ed esci un'ora dopo o sposti l'ora di ricevimento, tutte queste belle parole vengono a cadere come un castello di carta...
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Ormary



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 4:45 pm

Ti assicuro che ho guadagnato ogni sguardo positivo.
La situazione che ho trovato era drammatica.
Insengnante di sostegno precedente, denunciata dalla famiglia, per incompetenza professionale.
Come credi che mi abbiano accolto  i genitori?
Ho impiegato un anno per conquistare la loro fiducia.
Ho solo creduto nelle mie capacità, ho lavorato sodo ed ho ottenuto risultati verificabili.
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Fedup



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 4:46 pm

Ormary ha scritto:
Scusami ma non concordo alcuni aspetti.
Per esperienza vissuta, il docente specializzato nel sostegno all'alunno n difficoltà, possiede competenza psicopedagogiche che gli permettono di mettere in atto strategie d'insengnamento adeguandole di volta in volta al singolo alunno.
Per strategie intendo mettersi in gioco per ricercare e talvolta "inventare" modalità di apprendimento che siano motivanti.
Sono il flo di collegamento tra i colleghi di classe o di corso e l'alunno in difficoltà e tra quest'ultimo e i compagni di classe.
Un  bun insegnante di sostegno non si occupa solo dell'apprendimento dell'alunno, ma individua punti di forza per "integrare" l'alunno nel contesto classe.
Personalmente in passato ho "sfruttato" il tempo di pausa per la merenda per favorire la trasmissione orizzontale dei saperi appena appresi, attraverso domande stimolo ai compagni, che potessero servire alla mia alunna.
I compagni dopo un pò di tempo, lo facevano in automatico, anche al cambio dell'ora, avvicinandosi all'alunna e fornendo micro spiegazioni, per lei ostiche se spiegate dall'insegnante (il linguaggio usato dai compagni è diretto e di facile comprensione, più di ogni altra speigazione).
Sicuramente molti docenti utilizzano mille modi per integrare l'alunno in difficoltà e per questo si sentono orgogliosi.
Quanto a mettere o non mettere voti, ma sicuro che sia così importante?
Da sempre  ritengo che il voto sia estremamente soggettivo, per cui sono felice di non mettere voti.
Capita di sentirsi sminuiti dai colleghi, ma sta all'insegnante di sostegno diventare punto di riferimento per l'intera classe o meglio ancora, e ti assicuro che succede, scambiare il ruolo con docente della propria materia.
La competenza e l'autorevolezza deve trasparire.
L'insegnante di sostegno competente, è riconosciuto tale da tutto il corpo docente.
Non si può dire lo stesso per i colleghi che gironzolano nei corridoi con l'alunno a braccetto, o perennemente depositato davanti ad un computer, o peggio ancora NELL'AULA DI SOSTEGNO.
Che orrore!
L'osservazione meticolosa dei punti di forza su cui ancorare apprendimenti significativi e l'attenta pianificazione degli obiettivi personalizzati, con interventi duali, all'occorrenza, sono l'arma vincente.
il sostegno è una sfida! Con se stessi, innanzitutto! Poi con i colleghi, con la famiglia, con gli alunni, con l'alunno.
Se si crede in quello che si fas e si è certi di fare bene, anche gli altri ci crederanno.
Risultato, niente  o poca frustrazione, stima della famiglia, dei colleghi degli alunni e tanto affetto dall'alunno in difficoltà.
Capita, a volte, che la/il docente della propria materia non sia tanto competente e tanta voglia di scambiare i ruoli non ne abbia. Non sia mai che gli alunni pensino che l'insegnante di sostegno sia più bravo di lei/lui!
Poi, per quanto riguarda i curricolari, capita che lascino in classe il collega di sostegno mentre loro: parlano al cellulare dei cavoli loro, vanno a bere il caffé, fumano la sigaretta, interrogano gli alunni delle loro altre classi, fanno al computer le ricerche che avrebbero dovuto fare a casa...
Tutto il mondo è paese!
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Ormary



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 4:50 pm

Per Markos2k.
Se ho ben capito ti utilizzano per supplenze?
Se l'alunno è presente, non possono, è violazione di diritto soggettivo.
La 104 è garantista fino ad un certo punto, è vero trovi dirigenti per nulla sensibili al problema handicap, ma pugno duro, fatti rispettare!
Se hai programmato (per iscritto) un intervento personalizzato per quella tale ora discutine fino alla nausea, coinvolgi qualche collega che è dalla tua parte, evidenzia l'accaduto durante l'incontro con l'equipe mulktidisciplinare, punta i piedi!
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 4:54 pm

Marcos2k ha scritto:
quando arrivi a scuola alle 8 del mattino e vedi che il tuo orario è stato stravolto per andare a coprire colleghi assenti, tipo ti fai un buco ed esci un'ora dopo o sposti l'ora di ricevimento, tutte queste belle parole vengono a cadere come un castello di carta...
E' sufficiente non permettere che questo succeda, non ti possono stravolgere l'orario e non ti possono utilizzare come "tappabuchi". Non sono insegnante di sostegno, ma mi è capiato più volte, in questo forum, di leggere questa lamentela da parte di voi insegnanti di sostegno, scusa la franchezza Marcos, ma smettetela di "lamentarvi a vuoto", mi chiedo a cosa serva farlo senza agire di conseguenza, anzi mi è sembrato di capire che il più delle volte vi adeguate, anche se malvolentieri, a questo tipo di imposizioni...semplicemente non fatelo, rifiutatevi perchè è contro la normativa. Se il DS insiste chiedete ordine di servizio per iscritto e con questo rivolgetevi ad un sindacato o direttamente all'AT, ma vedrete che non sarà necessario, perchè con richiesta di ordine di servizio qualsiasi DS non insisterà più nell'imporvi ciò che non vi compete!!
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Ormary



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 4:59 pm

Per Fedup.
Che invito a nozze!
Approfitta dell'assenza dell'insegnante, avvisa il collega che inn sua assenza hai deciso di fare un intervento didattico per coinvolgere tutti gli alunni con un'attività didattica funzionale al tuo alunno.
In altra circostanza, informa la collega che si crogiola in ricerche o impegnata a rispondere al cellulare (vietato), che approfitterai della sua assenza per rispiegare la lezione appena assegnata esemplificandola per permettere al tuo alunno di seguire con un linguaggio e modalità a lui più consone.
Informa il collega fuori classe che approfitti per attivare un toutoring tra un alunno disponibile e il tuo alunno, ecc...
Risultato, siccome i colleghi non tollerano certe cose, staranno sempre meno fuori classe.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 5:08 pm

Fedup ha scritto:

Capita, a volte, che la/il docente della propria materia non sia tanto competente e tanta voglia di scambiare i ruoli non ne abbia. Non sia mai che gli alunni pensino che l'insegnante di sostegno sia più bravo di lei/lui!
Poi, per quanto riguarda i curricolari, capita che lascino in classe il collega di sostegno mentre loro: parlano al cellulare dei cavoli loro, vanno a bere il caffé, fumano la sigaretta, interrogano gli alunni delle loro altre classi, fanno al computer le ricerche che avrebbero dovuto fare a casa...
Tutto il mondo è paese!
Ciao Fedup, alla tua lista di atteggiamenti sbagliati e decisamente condannabili dei docenti curricolari (fortunatamente solo di una parte, spero minima, ma non nego che esistano), possiamo aggiungerne un'altra riguardante però, questa volta, i docenti di sostegno (o meglio una parte di essi che spero sempre minima, ma pur sempre esistente): orario fatto in base agli interessi ed esigenze personali e non in base alle esigenze didattiche dell'alunno H (es. 1 ora di sostegno in Religione, 2 ore in Educazione Fisica per l'area disciplinare AD01); esce a fare fotocopie (quali??) all'inizio dell'ora per rientrare in classe al suono della campana senza fotocopie e senza aver lavorato per il sostegno dell'alunno; svolge le verifiche per l'alunno sostituendosi a lui o dettandogli risposte e risoluzione......
Tutto il mondo è paese cara Fedup!!! :-)
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 5:10 pm

Ormary ha scritto:
Per Fedup.
Che invito a nozze!
Approfitta dell'assenza dell'insegnante, avvisa il collega che inn sua assenza hai deciso di fare un intervento didattico per coinvolgere tutti gli alunni con un'attività didattica funzionale al tuo alunno.
In altra circostanza, informa la collega che si crogiola in ricerche o impegnata a rispondere al cellulare (vietato), che approfitterai della sua assenza per rispiegare la lezione appena assegnata esemplificandola per permettere al tuo alunno di seguire con un linguaggio e modalità a lui più consone.
Informa il collega fuori classe che approfitti per attivare un toutoring tra un alunno disponibile e il tuo alunno, ecc...
Risultato, siccome i colleghi non tollerano certe cose, staranno sempre meno fuori classe.
Sei forte Ormary e lo dico sinceramente!!!
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Fedup



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 5:19 pm

Ormary ha scritto:
Per Fedup.
Che invito a nozze!
Approfitta dell'assenza dell'insegnante, avvisa il collega che inn sua assenza hai deciso di fare un intervento didattico per coinvolgere tutti gli alunni con un'attività didattica funzionale al tuo alunno.
In altra circostanza, informa la collega che si crogiola in ricerche o impegnata a rispondere al cellulare (vietato), che approfitterai della sua assenza per rispiegare la lezione appena assegnata esemplificandola per permettere al tuo alunno di seguire con un linguaggio e modalità a lui più consone.
Informa il collega fuori classe che approfitti per attivare un toutoring tra un alunno disponibile e il tuo alunno, ecc...
Risultato, siccome i colleghi non tollerano certe cose, staranno sempre meno fuori classe.
Grazie dei suggerimenti :-)
Per fortuna quest'anno ero in ap, spero non mi ricapiti mai più una simile scuola!!!
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Fedup



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 5:22 pm

giovanna onnis ha scritto:
Fedup ha scritto:

Capita, a volte, che la/il docente della propria materia non sia tanto competente e tanta voglia di scambiare i ruoli non ne abbia. Non sia mai che gli alunni pensino che l'insegnante di sostegno sia più bravo di lei/lui!
Poi, per quanto riguarda i curricolari, capita che lascino in classe il collega di sostegno mentre loro: parlano al cellulare dei cavoli loro, vanno a bere il caffé, fumano la sigaretta, interrogano gli alunni delle loro altre classi, fanno al computer le ricerche che avrebbero dovuto fare a casa...
Tutto il mondo è paese!
Ciao Fedup, alla tua lista di atteggiamenti sbagliati e decisamente condannabili dei docenti curricolari (fortunatamente solo di una parte, spero minima, ma non nego che esistano), possiamo aggiungerne un'altra riguardante però, questa volta, i docenti di sostegno (o meglio una parte di essi che spero sempre minima, ma pur sempre esistente): orario fatto in base agli interessi ed esigenze personali e non in base alle esigenze didattiche dell'alunno H (es. 1 ora di sostegno in Religione, 2 ore in Educazione Fisica per l'area disciplinare AD01); esce a fare fotocopie (quali??) all'inizio dell'ora per rientrare in classe al suono della campana senza fotocopie e senza aver lavorato per il sostegno dell'alunno; svolge le verifiche per l'alunno sostituendosi a lui o dettandogli risposte e risoluzione......
Tutto il mondo è paese cara Fedup!!! :-)
Ma sì, Giovanna, mi pare ne avessimo già ampiamente parlato durante il lungo inverno :-) Ci sono atteggiamenti poco professionali da ambo le parti, ma vedrai che non appena saremo valutati andranno avanti solo i capaci e meritevoli ;-)
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butterfly222



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 5:34 pm

Vinz sei grande!!! sono insegnante di inglese e confermo che gli insegnanti di sostegno se ne stanno accanto alla cattedra ad ascoltare le mie lezioni e se se sono fortunata non sbadigliano!!! poveri disabili!!! e qui mi fermo.
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Fedup



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 5:58 pm

butterfly222 ha scritto:
Vinz sei grande!!! sono insegnante di inglese e confermo che gli insegnanti di sostegno se ne stanno accanto alla cattedra ad ascoltare le mie lezioni e se se sono fortunata non sbadigliano!!! poveri disabili!!! e qui mi fermo.
Butterfly, te ne racconto una:
sono insegnante di Lettere, ma parlo un Inglese fluente.
Lo scorso anno ho aiutato un ragazzino che aveva difficoltà nella tua materia e che si era assentato, è uscito con i miei due ragazzini e abbiamo fatto un lavoro in piccolo gruppo. Alla verifica, il ragazzino prende 7,5: è felicissimo. Alla verifica successiva: 4. Chiede di poter lavorare di nuovo con me: la collega non ha mai più consentito che lo aiutassi.

Ecco, forse se ci fosse il modo di collaborare per il bene degli alunni, senza gelosie, né ripicche, il sostegno potrebbe funzionare davvero.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 7:11 pm

Fedup ha scritto:
butterfly222 ha scritto:
Vinz sei grande!!! sono insegnante di inglese e confermo che gli insegnanti di sostegno se ne stanno accanto alla cattedra ad ascoltare le mie lezioni e se se sono fortunata non sbadigliano!!! poveri disabili!!! e qui mi fermo.
Butterfly, te ne racconto una:
sono insegnante di Lettere, ma parlo un Inglese fluente.
Lo scorso anno ho aiutato un ragazzino che aveva difficoltà nella tua materia e che si era assentato, è uscito con i miei due ragazzini e abbiamo fatto un lavoro in piccolo gruppo. Alla verifica, il ragazzino prende 7,5: è felicissimo. Alla verifica successiva: 4. Chiede di poter lavorare di nuovo con me: la collega non ha mai più consentito che lo aiutassi.

Ecco, forse se ci fosse  il modo di collaborare per il bene degli alunni, senza gelosie, né ripicche, il sostegno potrebbe funzionare davvero.
Condivido in pieno e detto fra noi la collega di cui parli la ritengo veramente str.......!!!
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butterfly222



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 7:36 pm

ciao fedup...mi viene da fare una considerazione: perché questi insegnanti di sostegno, se sono così stanchi del loro lavoro, non insegnano la loro materia??? si lamentano tanto, ma dentro di loro sanno benissimo che tenere una classe intera soltanto per un'ora è come stare con un disabile l'intera mattina!!! e le famiglie di questi poveri ragazzi credono che il loro figlio abbia lavorato un sacco con la sua insegnante di sostegno, perché vedono i quaderni pieni di ogni ben di Dio... sta di fatto che il povero ragazzo del quaderno a malapena ricordi il colore della copertina. che presa per i fondelli!!! se avessi un figlio disabile gli piazzerei una telecamera nascosta negli occhiali...
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Fedup



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 8:10 pm

giovanna onnis ha scritto:
Fedup ha scritto:
butterfly222 ha scritto:
Vinz sei grande!!! sono insegnante di inglese e confermo che gli insegnanti di sostegno se ne stanno accanto alla cattedra ad ascoltare le mie lezioni e se se sono fortunata non sbadigliano!!! poveri disabili!!! e qui mi fermo.
Butterfly, te ne racconto una:
sono insegnante di Lettere, ma parlo un Inglese fluente.
Lo scorso anno ho aiutato un ragazzino che aveva difficoltà nella tua materia e che si era assentato, è uscito con i miei due ragazzini e abbiamo fatto un lavoro in piccolo gruppo. Alla verifica, il ragazzino prende 7,5: è felicissimo. Alla verifica successiva: 4. Chiede di poter lavorare di nuovo con me: la collega non ha mai più consentito che lo aiutassi.

Ecco, forse se ci fosse  il modo di collaborare per il bene degli alunni, senza gelosie, né ripicche, il sostegno potrebbe funzionare davvero.
Condivido in pieno e detto fra noi la collega di cui parli la ritengo veramente str.......!!!
Eh, Giovanna, di materiale per scrivere il famoso libro ne abbiamo proprio tanto ;-)
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Fedup



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 8:13 pm

butterfly222 ha scritto:
ciao fedup...mi viene da fare una considerazione: perché questi insegnanti di sostegno, se sono così stanchi del loro lavoro, non insegnano la loro materia??? si lamentano tanto, ma dentro di loro sanno benissimo che tenere una classe intera soltanto per un'ora è come stare con un disabile l'intera mattina!!! e le famiglie di questi poveri ragazzi credono che il loro figlio abbia lavorato un sacco con la sua insegnante di sostegno, perché vedono i quaderni pieni di ogni ben di Dio... sta di fatto che il povero ragazzo del quaderno a malapena ricordi il colore della copertina. che presa per i fondelli!!! se avessi un figlio disabile gli piazzerei una telecamera nascosta negli occhiali...
Il tuo intervento, in risposta al mio, che voleva solo raccontare un'esperienza in cui avevo cercato di rendermi utile, aiutando anche un ragazzino senza disabilità, ma interpretando la figura dell'insegnante di sostegno alla classe, mi pare davvero meschino...
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno   Mer Ago 21, 2013 8:35 pm

ognuno di noi puo' raccontare la sua storia. alle volete bella, altre volte brutta. il problema e' che l'integrazione che si puo' fare alle elementari non e' quella delle superiori. e le difficolta', anche metodologiche, per il docente sono tante, tantissime.
Per Giovanna: il docente di sostegno fa l'orario con l'accordo del consiglio di Classe che firma il pei insieme alla famiglia (e nel pei va messo anche l'orario). Se fossi stato un curriculare un orario cosi' non l'avrei mai firmato.
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I dieci “punti deboli” dell’insegnamento del sostegno
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