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Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 Contatti
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 Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male

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Mariagraziana



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MessaggioTitolo: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptyDom Dic 29, 2019 2:45 pm

Promemoria primo messaggio :

Magari le vie per l'inferno sono lastricate di buone intenzioni, ma l'idea del nuovo Ministro Azzolina su un percorso triennale di università dedicato alla materia (per esempio Matematica) e di uno dedicato alla specialistica che formi all'insegnamento (sicuramente con accluso tirocinio prelaurea obbligatorio  in scuole) non è male.
Infatti tanti di noi docenti non sanno insegnare e non sanno le tecniche per gestire al meglio la classe (le apprendiamo, ohime, a nostre spese durante il percorso lavorativo), pur essendo preparatissimi nella disciplina.

P.S. Naturalmente sostengo che bisogna, prima di qualsiasi nuovo reclutamento di personale docente, prevedere di assumere a contratto a tempo indeterminato i precari storici.

https://www.orizzontescuola.it/laurea-abilitante-per-diventare-insegnanti-il-progetto-di-azzolina-per-il-reclutamento/
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptyMer Gen 15, 2020 11:23 pm

A fine anno, nelle vostre scuole, vi capita di compilare un questionario di valutazione generale sulla scuola? Nel caso di una scheda compilata dagli alunni, è sicuramente improprio parlare di valutazione, allora parliamo semplicemente di opinione sulla didattica offerta dal docente senza filtri, direttamente espressa dagli alunni.
Per una primaria o una seconaria primo grado è inopportuna?
Per una secondaria di secondo grado è anche un modo di mettere alla prova il senso di responsabilità e di critica di alunni che stanno completando un percorso obbligatorio o, sopra i 16, finito. Alla fine non c'è nessuna pagella. Perchè nelle università italiane esiste, senza ricadute su busta paga e progressione di carriera?
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Dolciniano



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MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptyMer Gen 15, 2020 11:45 pm

Ma pensiamo a risparmiare carta, per piacere, ma quali questionari, di grazia?
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptyGio Gen 16, 2020 12:18 am

Si possono fare anche online.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptyGio Gen 16, 2020 7:25 am

Paragonare università e scuola superiore è assolutamente improprio e comunque sono poche le università che allestiscono questa pagliacciata, per inseguire modelli da serie TV piu che altro.
Detto questo mettere un ballo la reputazione di un professionista per educare al senso di responsabilità dei ragazzi mi pare ancora più inappropriato. Li educhino le famiglie affidandogli il bilancio familiare.
Ancora non ho capito lo scopo di quello che stai propagandando.
Valutiamo gli insegnanti seriamente ma poi traiamo conseguenze economiche. I magistrati hanno valutazioni periodiche ancorate agli scatti stipendiali. Adeguiamo lo stipendio e valutiamo come fanno loro, ma se lo stipendio rimane quello che è la pretesa si deve ridimensionare.
Farmi valutate dal ragazzino per dargli una lezione di vita è inaccoglibile
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peadp



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MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptyGio Gen 16, 2020 7:36 am

Le università ormai lo fanno quasi tutte e non ci vedo nulla di male. Di solito un ragazzo prima di iscriversi online all'esame deve rispondere a un questionario ovviamente anonimo, su temi come la puntualità e la disponibilità del docente ma anche la chiarezza espositiva o l'adeguatezza delle aule o dei libri di testo.I risultati del singolo docente li vede solo il direttore, oltre all'interessato ovviamente. Alla fine ne emerge una relazione su luci e ombre della didattica in cui però non si fanno nomi. Io in classi del triennio talvolta lo faccio ma sugli argomenti trattati.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptyGio Gen 16, 2020 7:50 am

Non confondiamo. Che un insegnante chieda alla classe, a voce, su carta, online o sulle tavolette di argilla se ha capito la lezione come è stata presentata per orientare la propria didattica è tutt’altra cosa rispetto a quello di cui stiamo parlando. Soprattutto perché qui c’è un motivo per farlo.
Mi inquieta che si sovrapponga "gradimento" a valutazione
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macro



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MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptyGio Gen 16, 2020 1:56 pm

[quote="lucetta10"]
No, con questo tassista non siamo proprio d'accordo.
Non si parla di penale ma di disciplinare, che sono due piani ben diversi.
Bestemmiare durante il lavoro è materia di disciplina, non significa che non sappia guidare l'automobile ma che tiene un comportamento non consono che lo rende inadatto al ruolo per ragioni disciplinari. [/quote]

A me bastano questi esempi per intendere la situazione. Per me una professione è fatta da molti aspetti e quindi ritengo che venga valutato tutto.
Comunque il nostro tassista non sa le vie della propria città o anche solo i cartelli stradali (e qui finalmente incrocio il tuo modo di pensare).
Chi valuta il suo operato?
Sicuramente lo farà il cliente che vedrà di non farselo più rifilare dalla centrale del radiotaxi. Sicuramente può farlo anche un commissario che sale in macchina facendo finta di essere un cliente.
Il nostro tassista potrebbe intelligentemente e onestamente autovalutarsi, capendo che non si possono fare mille giri per portare a destinazione un cliente ignaro ( ovviamente se non vuoi guadagnare sul tassametro).
La valutazione comunque esiste, e non può essere che, siccome il tassista ha passato un esame all'inizio del suo "mandato", non debba essere più valutato (per esempio un insegnante è seriamente a rischio burn-out nella sua carriera: chi lo valuta, se non è in grado di capirlo?)
Non può essere che un insegnante sia a posto con se stesso solo perchè conosce la propria materia. Chiunque è in una situazione di trasmissione (relazione/collaborazione) deve avere altre qualità che non si imparano per forza all'interno del percorso scolastico; casualmente si possono imparare per vari motivi anche nella propria vita, ma se auspicate vanno comunque certificate da qualcuno (in questo la scuola italiana si è sempre astenuta dal farlo...Si augura che ci siano, ma poi incrocia le dita e basta.)
Un insegnante che dà 40 pagine da studiare senza proferire verbo, che legge il giornale dopo aver dato l'esercizio, che arriva impreparato sulla lezione, che è negazionista (di qualsiasi cosa), che fa battute sulla "mise" delle alunne, che non è aggiornato (non si sa bene su cosa), che prende lucciole per lanterne, che ha simpatie per questo o per quell'alunno, ma che tuttavia ha passato brillantemente il concorso perchè gli han chiesto l'infinito di leopardi o il minimo comune multiplo tra 4 numeri, chi lo valuta nel cammino del suo percorso?
A mio avviso non doveva neanche essere promosso, ma si capisce benissimo che molte cose non si possono sapere ancor prima che questo cominci a lavorare (ancor meno se neanche le si domanda)
Non faccio una difesa d'ufficio della mia categoria perchè poi, come cittadino qualunque, devo difendermi da tutte le altre categorie che cercheranno di fare altrettanto (molti tassisti hanno difeso il tassista citato).
Le regole devono valere per tutti anche se, in certi casi, è molto più difficile individuarle e e farle rispettare.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptyGio Gen 16, 2020 2:35 pm

e no! non incroci per nulla il mio modo di pensare e soprattutto fai un gran mischione di cose non omogenee.
Questa visione olistica del "valutiamo tutto" è un approccio poco scientifico (indispensabile in materia di valutazione) ma molto approssimativo e impressionistico, tanto per tirare dentro tutto e non fare chiarezza su nulla

Cerchiamo di capirci, vado per punti per fare chiarezza:

1. la scuola è un servizio pubblico dello stato ed è dell'obbligo, il tassista è un lavoratore autonomo che presta un servizio "a chiamata" (non ha nessunissimo "mandato", ma una licenza, revocabile, che è cosa decisamente diversa da un'abilitazione e da un concorso pubblico, e da un licenziamento) che incrocia quindi logiche di mercato che nella scuola non dovrebbero contare, il giorno in cui alle "mamme" sarà concesso di chiedere un insegnante in segreteria come ad un radiotaxi (che adesso nemmeno esiste più...) sarebbe finalmente compiuta la demolizione della scuola pubblica. I due servizi sono incomparabili e comunque, detto questo, NESSUNO valuta il tassista, a meno che per valutazione non vogliamo addirittura intendere il gradimento del cliente (cliente che probabilmente non incrocerà una seconda volta lo stesso tassista nella vita).
2. l'insegnante che conosce la sua materia non deve dormire sereno.
A parte il fatto che non mi pare sia nemmeno una cosa da bistrattare...Ma da quando il docente viene selezionato soltanto in base a quanto conosce la propria materia? Questo non avviene in nessuna procedura di arruolamento, e addirittura per accedere alla selezione si devono avere crediti in discipline socio-pedagogiche (certificati). Esiste poi l'obbligo per contratto della formazione permanente. Io ho frequentato la ssis e la percentuale maggioritaria degli insegnamenti impartiti non riguardava la disciplina di insegnamento, lo stesso dirà chi ha fatto il tfa, per i concorsi ormai la prova orale consiste nel preparare una lezione, e i contenuti non sono certo l'aspetto più considerato. Tutto ultracertificato.
Mi auguro che non si voglia alludere al fatto che servirebbe una valutazione del "carisma", dello "charme", dell'"empatia", della capacità di adescamento, prossemica e mimica facciale... Se poi le può acquisire  anche con la briscola tra amici, di cosa parliamo? Di innatismo? Di talento? Cosa c'entra con la valutazione professionale?
3. Il burn out: trattasi di malattia, non oggetto dunque di valutazione delle capacità professionali, ma semmai di diagnosi medica. Se il poveretto "non è in grado di capirlo", la segnalazione spetta al DS, la valutazione al medico (o vogliamo fare anche le diagnosi valutative?).
4. "Un insegnante che dà 40 pagine da studiare senza proferire verbo, che legge il giornale dopo aver dato l'esercizio, che arriva impreparato sulla lezione, che è negazionista (di qualsiasi cosa), che fa battute sulla "mise" delle alunne, che non è aggiornato (non si sa bene su cosa), che prende lucciole per lanterne, che ha simpatie per questo o per quell'alunno, ma che tuttavia ha passato brillantemente il concorso perchè gli han chiesto l'infinito di leopardi o il minimo comune multiplo tra 4 numeri, chi lo valuta nel cammino del suo percorso?"
Questi sono tutti casi da procedimento disciplinare, la risposta è: il DS, che ha potere di avviare ispezioni e l'obbligo di comminare sanzioni e segnalare per sanzioni superiori.
5. Dell'invidia sociale delle altre categorie nei confronti di questi sfigati di prof (che ci sarà mai da rivendicare?) non mi interessa punto, ho smesso da diversi decenni di cercare l'approvazione di tutti. Se l'uomo della strada pensa che gli insegnanti siano una categoria di mediocri, a lui l'onere della prova, non certo a me la valutazione per dimostrare il contrario. Che tutti gli "altri" vengano valutati e noi no è semplicemente falso, chi viene valutato (pochi) ha una ragione a cui ancorare la valutazione.
E comunque ancora non capisco quali regole valgano per il tassista e non per il prof...

Intendi la valutazione come una punizione per la categoria, la chiave in cui la politica l'ha presentata negli ultimi anni (significativamente senza mai farla), facendo intendere che ci fosse chissà cosa da coprire, e non da far emergere lavoro sotterraneo e preparazione senza corrispettivo stipendiale; mentre io la caldeggio per distinguere finalmente una carriera e dei ruoli differenziati tra gli insegnanti, con corrispettivo economico.
La valutazione non serve per stanare gli inadempienti (che nella scuola sono anche pochi checchè si chiacchieri), per quello ci sono tutti gli strumenti in mano a qualunque servizio pubblico (non funziona? Si faccia funzionare! La colpa non è certo dei docenti, ma di chi non si assume le proprie responsabilità) ma per valorizzare le tante eccellenze che esistono, qui sta la tua stortura di fondo
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franco71



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[quote="lucetta10"]Non confondiamo. Che un insegnante chieda alla classe, a voce, su carta, online o sulle tavolette di argilla se ha capito la lezione come è stata presentata per orientare la propria didattica è tutt’altra cosa rispetto a quello di cui stiamo parlando. Soprattutto perché qui c’è un motivo per farlo.
Mi inquieta che si sovrapponga "gradimento" a valutazione[/quote]
La valutazione dei docenti è come la quadratura del cerchio. Il bonus merito è stato tolto. Altre soluzioni come il quizzone proposto da Berlinguer non ha avuto successo. Ci sono altre proposte in campo? Mi sembra di aver specificato in un precedente post che parlavo di "valutazione" appunto nel senso di gradimento finalizzato all'orientamento didattico, che nella prassi del passaparola già esiste.
Il destino della valutazione (senza virgolette) dei docenti è quella di rimanere legata solo all'anzianità di servizio.
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lucetta10



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Sarò all'antica, ma per orientare la didattica valuto gli studenti!
A cosa servono le verifiche in itinere? A verificare l'andamento della didattica. Quelle sommative il raggiungimento degli obiettivi didattici. A seconda dei risultati dei ragazzi si orienta la didattica...

Cosa c'entra la valutazione della professionalità docenti?

E comunque un conto è che un insegnante scelga di consultare i ragazzi per avere un'idea (anche se continuo a pensare che queste cose si fanno con un bel compito in classe calibrato), un altro conto è una valutazione di istituto cumulativa: cosa dovrebbe riorientare?
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Dolciniano



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Ma dai!!!! Ancora la storiella del prof che legge il giornale in classe!!! Nel 2020 magari guarda lo smartphone.
Ancora si tirano fuori vetusti e patetici luoghi comuni come questo? :))) roba più vecchia di Lascia o raddoppia!!!! E il tassista che non conosce le strade!! Ma chi è Abatantuono sul suo taxi Fiat 124 o cala' in taxi driver? Ahah..
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sempreconfusa1



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Se mi dovesse valutare uno dei miei alunni, penso che non ci sarebbe via di mezzo: mi andrebbe o molto bene o molto male. Mancherebbe di certo il criterio dell'oggettività.
Ma poi, non ci lamentiamo spesso del fatto che la scuola assomiglia sempre più a una azienda, con un ds premuroso e super attento alle esigenze "dell'utenza"? Ecco. ci siamo.

Come finale comico, mi viene in mente un pensierino su carta, anonimo, che ho letto di recente.
Gli alunni delle varie classi (di terza e di seconda) in fase di accoglienza durante le visite da parte dei più piccoli, sono stati invitati ad esprimersi sulle esperienze passate e sulle aspettative future. In uno di questi, la frase che mi ha fatto ridacchiare per circa una settimana, dopo averla letta:

aspettative: io mi aspettavo di ripetere l'anno.


Ultima modifica di sempreconfusa1 il Gio Gen 16, 2020 11:43 pm, modificato 1 volta
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franco71



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[quote="lucetta10"]Sarò all'antica, ma per orientare la didattica valuto gli studenti!
A cosa servono le verifiche in itinere? A verificare l'andamento della didattica. ... [/quote]
No, intendo ad esempio l'orientamento verso l'utenza esterna. Sapere che un docente, un intero indirizzo, un'intera scuola ha un giudizio positivo da parte degli alunni può influenzare le scelte dei futuri iscritti. Con tutti gli inconvenienti del caso, come le possibili false opinioni.
Non credere che questa discussione su alunni che "opinano" mi appassioni così tanto, era una cosa buttata lì e che altri sistemi usano. Mi sembra che nelle università USA non condiziona le sorti dei docenti di ruolo ma solo dei docenti a contratto (rinnovo o meno). Non sono informato sui livelli inferiori d'istruzione.
Il nodo della valutazione dei docenti, forse, non sarà mai risolto. L'unica cosa fattibile, e nemmeno tanto, è quello di selezionare in modo rigoroso, ab initio, il personale e quindi non sarebbe poi scandaloso dare aumenti base consistenti a tutti e non le cifre che si sentono in giro.
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franco71



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[quote="Dolciniano"]Ma dai!!!! Ancora la storiella del prof che legge il giornale in classe!!! Nel 2020 magari guarda lo smartphone.
Ancora si tirano fuori vetusti e patetici luoghi comuni come questo? :)))  roba più vecchia di Lascia o raddoppia!!!!  E il tassista che non conosce le strade!! Ma chi è Abatantuono sul suo taxi Fiat 124 o cala' in taxi driver? Ahah..[/quote]
Gli irresponsabili in classe esistono. Magari legge il giornale sullo smartphone e lo chiamano aggiornamento professionale. Sarebbe da sanzionare pesantemente.
Questa cosa però cade a fagiolo. Queste cose come vengono fuori? Ci sono le telecamere in classe? In questo caso, nel bene o nel male, un filtro tra l'attività dei docenti in classe e l'esterno sono anche gli alunni. Se fossero disinteressati alla lezione, intelligentemente, potrebbero tacere del fatto, per distrarsi, impuniti, ancora di più in classe.
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptyGio Gen 16, 2020 11:54 pm

[quote="sempreconfusa1"]...

aspettative: io mi aspettavo di ripetere l'anno.[/quote]
Onesto nell'autovalutazione ed uno spot per la scuola.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptyVen Gen 17, 2020 7:48 am

Qui sono ancora più all'antica. L'orientamento verso l'utenza esterna per accaparrare iscrizioni o costruirsi una fama tramite i like non mi interessa in nessun modo.
Sono cose buone per una palestra non per la scuola pubblica.
Altro che università americane! Ci vorrebbe l'unione sovietica!
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptyVen Gen 17, 2020 11:12 am

Personalmente sono convinto che il 75% dei docenti adempia bene ai propri doveri professionali, contrattuali e deontologici, un 20% vi adempia ancora meglio della media e che ci sia un 5% di colleghi il cui operato è censurabile, fatta la tara alle normali beghe di bottega e agli errori che tutti noi commettiamo quotidianamente.

Quando il governo Renzi ha tentato di inserire nella legge sulla buona scuola delle forme mascherate di valutazione dei docenti, come il famoso bonus di merito, si è anteposta la scusa di stanare quel 5% di docenti inadeguati (peraltro stanabilissimi utilizzando le leggi già esistenti) per tentare di assoggettare il restante 95%. L'operazione è fallita non solo per le resistenze corporative di categoria (se la nostra può chiamarsi categoria) e quelle dei sindacati, ma perché siamo ancora tutelati dalla costituzione e dalla libertà di insegnamento in essa prevista.

Comunque: facciamo finta che quel 5% di colleghi inadeguati siano il Problema della scuola, con la P maiuscola (ed evidentemente non è vero).

Primo quesito: quali sono le loro principali inadempienze di questa (per me) esigua minoranza di docenti? Per quel che vedo io: scarsa conoscenza delle basi disciplinari e dei codici di comportamento e delle norme scolastiche; scarso zelo nel lavoro extra-classe di preparazione della lezione; ritardi nelle correzioni delle verifiche; scarsa trasparenza e arbitrarietà nella valutazione; scarsa motivazione e scarso distacco emotivo; comportamenti inidonei in classe (parolacce, menefreghismo, offese nei confronti degli studenti ecc.); assenze continue e ingiustificate. Per molti di questi comportamenti sono già previste sanzioni disciplinari, che basterebbe applicare. Un discorso a parte va fatto per il "non saper tenere la classe", accusa ricorrente nei confronti di docenti inesperti o "bruciati" che però omette qualsiasi considerazione sul comportamento degli alunni e sullo stato di stress al quale viene sottoposto quotidianamente un docente.

Secondo quesito: come migliorare l'efficacia dei docenti, inadeguati e non? Lo strumento principale dovrebbe essere la formazione del docente, sulla materia e sulla gestione delle classi, che però purtroppo in questo momento non sembra essere particolarmente focalizzata su una reale utilità all'insegnante. Il sistema sanzionatorio già esiste, ma raramente viene applicato. Il sistema di incentivi proposto dalla buona scuola si basava su un riconoscimento di carattere economico per i docenti meritevoli ed è miseramente affondato per l'impossibilità di riconoscere un docente davvero meritevole e distinguerlo da uno che fa semplicemente il proprio dovere, come previsto da contratto. Inoltre la molla economica, che nella 107 sembrava prevalente, copre solo una piccola parte della motivazione del docente che forse preferirebbe un riconoscimento di dignità sociale e professionale a una semplice mancetta.

Sarebbe invece più utile, a mio modesto avviso, un ripristino della pratica delle ispezioni, magari legati a scatti di carriera economicamente rilevanti (come in Francia) o a corsi di formazione mirati a migliorare l'efficacia didattica per docenti problematici e non, come avviene in altri paesi. Troverei anche opportuno, come già affermato, che superato il concorso ogni futuro docente potesse beneficiare di una vera formazione, non solo teorica ma anche pratica, che gli dia le basi del mestiere; sicuramente lo preferirei all'attuale formazione indire o all'obbligo di acquisire dei crediti formativi di tipo teorico prima del concorso. Inoltre sarebbe opportuno che si istituissero dei sistemi per la tutela della salute psichica dei docenti, spesso provata dalla difficoltà di affrontare da soli alunni, genitori e una burocrazia asfissiante (le statistiche sul burn-out le conosciamo tutti, grazie anche al lavoro di sensibilizzazione svolto da Vittorio Lodolo D'Oria).

Non è un caso che i discorsi sulla valutazione degli insegnanti vengono proposti da docenti che si sentono particolarmente più bravi di colleghi che giudicano inadeguati, e che vorrebbero punire nel portafoglio e nell'orgoglio per acquisire vantaggi economici e di carriera che pensano di meritare. Insomma da quegli insegnanti che trovano ingiusto vedere propri colleghi "meno bravi" prendere il loro stesso stipendio. Questi colleghi dimenticano che la scuola oggi si basa sulla cooperazione e regge solo grazie all'impegno volontario degli insegnanti, sorretto da relazioni corrette, paritari e solidali tra i colleghi, che superano anche inevitabili screzi. Come è stato già detto nel 2015, creare insegnanti di serie A e insegnanti di serie B vuol dire dividere gli insegnanti, metterli l'uno contro l'altro, metterli in competizione tra di loro e minare lo spirito cooperativo che deve esserci.

P.S.: per motivi STRUTTURALI quanto ho affermato sopra non si applica al sostegno


Ultima modifica di herman il lattoniere il Dom Gen 19, 2020 5:53 am, modificato 2 volte
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Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 Empty
MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptySab Gen 18, 2020 4:00 pm

[quote="lucetta10"]
"e no! non incroci per nulla il mio modo di pensare "
--> cioè? Non ritieni valutabile neanche se un tassista conosce le strade o i segnali stradali? E' a quello che mi riferivo....

"Questa visione olistica del "valutiamo tutto" è un approccio poco scientifico (indispensabile in materia di valutazione) ma molto approssimativo e impressionistico, tanto per tirare dentro tutto e non fare chiarezza su nulla"
--> Vediamo se l'olista sa entrare anche nel dettaglio...

"Cerchiamo di capirci, vado per punti per fare chiarezza:"  ---> [ti quoto]

-->(tra le virgolette quello che hai scritto tu. Dopo la freccia, quello che dico io)

"la scuola è un servizio pubblico dello stato ed è dell'obbligo, il tassista è un lavoratore autonomo che presta un servizio "a chiamata" (non ha nessunissimo "mandato", ma una licenza, revocabile, che è cosa decisamente diversa da un'abilitazione e da un concorso pubblico, e da un licenziamento)"

--> Sono due cose altamente comparabili perchè io parlo di valutazione e non di qualità del lavoro, caratteristiche del lavoro, caratteristiche delle abilitazioni, ecc. La valutazione è assolutamente trasversale, tanto che io cito pure le piante per quanto riguarda la possibilità di farlo


"il giorno in cui alle "mamme" sarà concesso di chiedere un insegnante in segreteria [..] sarebbe finalmente compiuta la demolizione della scuola pubblica. "

-->ad una mamma è già permesso di scegliere. Se non gli vai bene tu come insegnante, va in altra scuola (triste doverlo fare). Se ritengo il servizio di taxi inadeguato, prendo il pullman, la bici, Uber, ecc. Faccio le valutazioni e ...scelgo.


"NESSUNO valuta il tassista, a meno che per valutazione non vogliamo addirittura intendere il gradimento del cliente".
-->Esatto, questa è valutazione; il gradimento nasce da una valutazione che è il confronto fra un elemento standard  (aspettativa) ed un elemento agìto.  Se poi la categoria non ha ancora attivato un sistema di valutazione, è meglio che si sbrighi perchè di fronte alle stupidaggini di qualcuno ci vanno di mezzo tutti.


"Io ho frequentato la ssis e la percentuale maggioritaria degli insegnamenti impartiti non riguardava la disciplina di insegnamento, lo stesso dirà chi ha fatto il tfa, per i concorsi ormai la prova orale consiste nel preparare una lezione, e i contenuti non sono certo l'aspetto più considerato. Tutto ultracertificato."
--> Io parlo di una valutazione  continua (ma meglio di capacità autovalutativa continua) e sottolineo che non basta quella iniziale. Non basta aver la patente (fatto iniziale)per essere un buon tassista. Non basta aver comprato la licenza (fatto iniziale) per essere un buon tassista.

"Mi auguro che non si voglia alludere al fatto che servirebbe una valutazione del "carisma", dello "charme", dell'"empatia", della capacità di adescamento, prossemica e mimica facciale... Se poi le può acquisire  anche con la briscola tra amici, di cosa parliamo? Di innatismo? Di talento? Cosa c'entra con la valutazione professionale?"
-->A parità di conoscenze disciplinari, chi ha più charme, empatia, carisma, viene preferito (ma magari nella freddezza delle votazioni non emerge). Ovviamente sono attitudini che devono essere spese per il miglioramento del rapporto professionale, non per l'abuso.

"Il burn out: trattasi di malattia, non oggetto dunque di valutazione delle capacità professionali, ma semmai di diagnosi medica. "
-->E' chiaro che non c'entra con le capacità professionali, ma queste risentono di ciò che sta intorno alla persona. Se è una malattia invalidante, salta la capacità professionale. E il capire che siamo dalle parti di una difficoltà è un gesto di valutazione (o autovalutazione) (confronto fra un elemento standard  (aspettativa) ed un elemento agìto).


"Se il poveretto "non è in grado di capirlo", la segnalazione spetta al DS, la valutazione al medico (o vogliamo fare anche le diagnosi valutative?)"
-->In base a che cosa il DS fa la segnalazione? La sua è sempre una valutazione! Prima fa la misurazione (conta ad es. quanti genitori vengono a protestare) poi fa una valutazione (confronto fra un elemento standard  (aspettativa) ed un elemento agìto). A questo punto consiglia o impone all'insegnante  (o al lavoratore perché il problema non ce l'ha solo l'insegnante) di andare da un medico, che a sua volta farà delle valutazioni, questa volta di tipo medico (che sono considerate generalmente più importanti rispetto a quelle del DS.)

"Un insegnante che dà 40 pagine da studiare senza proferire verbo, che legge il giornale dopo aver dato l'esercizio, che arriva impreparato sulla lezione, che è negazionista (di qualsiasi cosa), che fa battute sulla "mise" delle alunne, che non è aggiornato (non si sa bene su cosa), che prende lucciole per lanterne, che ha simpatie per questo o per quell'alunno, ma che tuttavia ha passato brillantemente il concorso perchè gli han chiesto l'infinito di leopardi o il minimo comune multiplo tra 4 numeri, chi lo valuta nel cammino del suo percorso?"
Questi sono tutti casi da procedimento disciplinare, la risposta è: il DS, che ha potere di avviare ispezioni e l'obbligo di comminare sanzioni e segnalare per sanzioni superiori.
-->In base a che cosa il DS fa la segnalazione? La sua è sempre una valutazione! Prima fa la misurazione (conta, ad es. quante volte vengono a protestare colleghi antinegazionisti, genitori, alunne con la minigonna (!), bidelli) poi fa una valutazione (confronto fra un elemento standard  (aspettativa) ed un elemento agìto). A quel punto parte il procedimento disciplinare.


"E comunque ancora non capisco quali regole valgano per il tassista e non per il prof..."
--> chissà se riuscirò a fartelo capire  il mio punto di vista.

"Intendi la valutazione come una punizione per la categoria, la chiave in cui la politica l'ha presentata negli ultimi anni (significativamente senza mai farla), facendo intendere che ci fosse chissà cosa da coprire, e non da far emergere lavoro sotterraneo e preparazione senza corrispettivo stipendiale; mentre io la caldeggio per distinguere finalmente una carriera e dei ruoli differenziati tra gli insegnanti, con corrispettivo economico.
La valutazione non serve per stanare gli inadempienti (che nella scuola sono anche pochi checchè si chiacchieri), per quello ci sono tutti gli strumenti in mano a qualunque servizio pubblico (non funziona? Si faccia funzionare! La colpa non è certo dei docenti, ma di chi non si assume le proprie responsabilità) ma per valorizzare le tante eccellenze che esistono, qui sta la tua stortura di fondo"
--> Ma io la valutazione non la chiedo solo per gli insegnanti. Chiedo che il senso della valutazione sia così tanto diffuso che poi non ci debbano essere neanche le commissioni di valutazione!(un aspetto molto problematico nelle società umane quello dei probiviri e le commissioni di valutazione)
Come persone facciamo una/due valutazioni al secondo. Tu adesso, mentre stai leggendo queste mie righe, ne ha sotto controllo quattro o cinque (fa caldo? C'è abbastanza luce? c'è qualche odore particolare? E' comoda la mia seduta?) In base alle risposte che ti dai , ti comporterai di conseguenza  e, ad esempio,  andrai a togliere l'arrosto che è sul fuoco perchè si sente benissimo che sta bruciando...
In ambito professionale la cosa è più complessa perchè è... professionale , cioè riguarda un'attività sicuramente rivolta ad altri. Se i parametri del tuo lavoro non li hai sotto controllo tu, è meglio che qualcun'altro se ne occupi (il rilevatore elettronico di fumo potrebbe essere scattato per colpa dell'arrosto che si stava affumicando...)
Io in questa sede parlo della valutazione degli insegnanti, ma la citerei per qualsiasi altro caso. Non sono un Ds sotto mentite spoglie che vuol fare il pelo e contro pelo a qualche sottoposto in questo forum radunatosi.
Sono una persona qualsiasi che , come ho già detto, non ama le difese di ufficio. Se c'è bisogno di fare le pulci anche alla mia categoria  le faccio, perchè per me due più due fa sempre quattro. A me danno molto fastidio i colleghi che quando ragionano da genitori per i loro figli mandano a quel paese la categoria insegnante ( e invocano valutazione dei comportamenti e dei saperi), mentre la difendono se ritornano nell'alveo della loro professione. Càpita eccome! Pessima la società che produce persone di questo tipo.
La valutazione comunque, se lo si è capito, non è assolutamente uno strumento che spetta solo agli insegnanti (e a pochi altri). Siccome chiunque è nelle condizioni di operare valutazione, anche gli insegnanti si devono sentire continuamente valutati (meglio però se lo sanno fare da soli).
In una società positiva va cresciuto il clima di fiducia e scambio delle opinioni. Tu ed io come insegnanti siamo sicuramente valutati (le valutazioni negative probabilmente restano fuori dai cancelli della scuola, sono nelle chat di wApp, nei corridoi della scuola o nell'ufficio del Ds). Che tristezza però questo circolare di valutazioni che rimanendo a mezz'aria non permettono neanche all'interessato di difendersi o migliorare. La valutazione ci circonda e quella meno importante rischia di essere quella che teniamo dentro un quadro appeso al muro...
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[quote="Dolciniano"]Ma dai!!!! Ancora la storiella del prof che legge il giornale in classe!!! Nel 2020 magari guarda lo smartphone.
Ancora si tirano fuori vetusti e patetici luoghi comuni come questo? :)))  roba più vecchia di Lascia o raddoppia!!!!  E il tassista che non conosce le strade!! Ma chi è Abatantuono sul suo taxi Fiat 124 o cala' in taxi driver? Ahah..[/quote]

Grazie per il contributo al dibattito
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Dolciniano



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MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptySab Gen 18, 2020 4:50 pm

Il dibattito aperto da chi insinua che "i prof leggono il giornale in classe" , sottintendendo l appartenenza ad una categoria di lavativi ammortizzati sociali ?
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MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptySab Gen 18, 2020 5:15 pm

Nulla di quello di cui hai parlato ha a che fare con una seria, professionale e scientifica valutazione professionale, semmai con una indagine di mercato della Conad, con unici soggetti legittimati al processo, i clienti/consumatori.

Il tassista viene valutato su basi impressionistiche dal cliente occasionale: "Ao' signo', quello nun sa manco 'ndo sta la stazione!". Perché lo dice signor Carletto? Perché nun ha girato pe' via Giolitti! ...questa sarebbe valutazione? Al confronto erano più serie le faccine di Brunetta!
Questa cosa delle piante non mi appassiona e ho già motivato, mi pare abbastanza evidente la bizzarria dell'accostamento, anche ripetuto uguale a se stesso non appare più convincente.

Non basta chiamare una cosa valutazione perché diventi una valutazione della professionalità, che ha bisogno, come elemento prioritario, di soggetti giudicanti che abbiano una idea professionale di quello che stanno valutando.
Se devi comprare un'auto usata, ti fidi del proprietario che ti dice "a me piace moltissimo" e offri senza batter ciglio la cifra che chiede, o vai da un "professionista" per chiedere se il valore della valutazione del signor Coso è adeguata al di là del gradimento nei suoi confronti dl venditore?
Dire che gli insegnanti non avrebbero chiara la dimensione della loro professionalità è apodittico, chiacchiericcio e nulla più, come la scenetta macchiettistica del collega criticone.

La tua idea di società controllante da 1984 non mi seduce per nulla, la trovo anzi vagamente inquietante, ma molto in linea con l'1 vale 1 e tutti i discorsi finto-democratici che hanno compromesso il rapporto tra i servizi al cittadino e il cittadino stesso, tanto più arrogante quanto più ignorante e scorretto.

Ricordo sommessamente che la scuola non è un servizio di cui l'avventore "se ne va da altra parte" se non gradisce, e per andarsene, non a caso, intanto ha bisogno di un nulla osta, ovvero di un permesso della scuola, oltre che della disponibilità, non scontata, dell'altrove ad accoglierla. Per rimanere in tema, la signora non scende dal taxi e va con l'autobus se le gira, ma scende dal taxi di pertinenza se il tassista reputa che ci siano le condizioni, e viene accolto da un eventuale pullman che potrebbe rifiutare la "scelta" e rimandarlo nel taxi! Se sceglie Uber, dopo deve sapere che dovrà andare dal taxi a fare l'esame finale perché di Uber ci si fida fino a un certo punto... Che oggi esista la percezione che non sia così è dovuto alla visione distorta che si ha del rapporto tra il cittadino e i servizi.

Addolora leggere che proprio un insegnante sottovaluti questo aspetto, ma parliamo di un ente pubblico, in larga parte del suo percorso obbligatorio, se si elude il quale la forza pubblica va a prelevare in ceppi la simpatia signora che "non gradisce", se vuole la obbliga a vaccinare il proprio figlio, ha l'obbligo di sorveglianza e segnalazione all'autorità giudiziaria se ha sentore di comportamenti inadeguati altrimenti incorre in omissione in atti d'ufficio, svolge nei suoi confronti il ruolo di pubblico ufficiale.
Se mi occupassi di riuscire "gradita" alla suddetta signora, priva di credenziali per una valutazione professionale, verrei meno proprio a un mio obbligo professionale.
Pensare di neutralizzare e far emergere la conversazione malevola della chat delle mamme della 3B armata del questionario per la valutazione della qualità della mia didattica e naturalmente del mio appeal è piuttosto ridicolo.

La scuola è il luogo su cui tutti hanno una posizione, esprimono giudizi continui, tutti saprebbero far meglio, tutti si permettono ingiurie e improperi, altro che scambio! "Come persone", tutti valutano la scuola, sarebbe semmai il momento di rimettere al loro posto i non addetti ai lavori.

Per tutto quello che ha a che fare con la disciplina e il burn out, ho già detto e non ho voglia di tornare perché mi pare abbastanza assodato e non va in nessun modo confuso con la valutazione, sarebbe opportuno che ciascuno di noi si informasse meglio su quali siano i compiti del DS in materia di disciplina e istruttoria. Queste non sono questioni che possano essere sottoposte a interpretazione, letture personali, visioni del mondo e disquisizioni etimologiche onnicomprensive sul lemma "valutare", ma aspetti del contratto di lavoro


Ultima modifica di lucetta10 il Sab Gen 18, 2020 5:21 pm, modificato 1 volta
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lucetta10



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[quote="Dolciniano"]Il dibattito aperto da chi insinua che "i prof leggono il giornale in classe" , sottintendendo l appartenenza ad una categoria di lavativi ammortizzati sociali ?[/quote]


... e potenziali/probabili somari... anche io ho questa impressione
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptyDom Gen 19, 2020 6:01 am

Per me è inutile parlare con Macro, già solo il fatto di tirare in ballo le piante o paragonare l'insegnamento alla guida del taxi la dice lunga sulla sua capacità di comprensione del reale e sul rispetto per la categoria degli insegnanti (e anche di quella dei tassisti, e forse anche delle piante)
Macro sta dall'altra parte della barricata, quella del liberismo, dell'efficientismo di maniera, della colpevolizzazione e del controllo dei lavoratori ecc. ecc.
Visto che da quella parte della barricata ci sono i padroni del vapore, invece di colpevolizzare e premiare/punire i docenti lavorasse per una scuola con maggiori risorse economiche e umane, meglio organizzata, con sedi in buono stato e obiettivi democratici.
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herman il lattoniere dice:
"Personalmente sono convinto che il 75% dei docenti adempia bene ai propri doveri professionali, contrattuali e deontologici, un 20% vi adempia ancora meglio della media e che ci sia un 5% di colleghi il cui operato è censurabile, fatta la tara alle normali beghe di bottega e agli errori che tutti noi commettiamo quotidianamente.
Quando il governo Renzi ha tentato di inserire nella legge sulla buona scuola delle forme mascherate di valutazione dei docenti, come il famoso bonus di merito, si è anteposta la scusa di stanare quel 5% di docenti inadeguati (peraltro stanabilissimi utilizzando le leggi già esistenti) per tentare di assoggettare il restante 95%. L'operazione è fallita non solo per le resistenze corporative di categoria (se la nostra può chiamarsi categoria) e quelle dei sindacati, ma perché siamo ancora tutelati dalla costituzione e dalla libertà di insegnamento in essa prevista.
Comunque: facciamo finta che quel 5% di colleghi inadeguati siano il Problema della scuola, con la P maiuscola (ed evidentemente non è vero).

dopo la freccia dico io ---> Bene, fai un atto di valutazione che però non si appoggia a nessun dato scientificamente accertato. Come puoi mettere dei numeri così a casaccio? Ci lamentiamo di come potrebbero valutare gli alunni i loro insegnanti e poi noi facciamo semplicemente delle ipotesi. Questi pensieri sono legati sicuramente alla tua esperienza personale. E' un'esperienza attendibile? E' media nella realtà itaiana? Rimane il problema di come VALUTIAMO quel 5% di inadatti. O perchè non li VALUTIAMO. Perchè (le cosiddette) leggi già esistenti non vengono usate? Le resistenze corporative di categoria e i sindacati sono contrari alla valutazione? Quindi la valutazione da qualche parte esiste?

herman il lattoniere dice:
Primo quesito: quali sono le loro principali inadempienze di questa (per me) esigua minoranza di docenti? Per quel che vedo io: scarsa conoscenza delle basi disciplinari e dei codici di comportamento e delle norme scolastiche; scarso zelo nel lavoro extra-classe di preparazione della lezione; ritardi nelle correzioni delle verifiche; scarsa trasparenza e arbitrarietà nella valutazione; scarsa motivazione e scarso distacco emotivo; comportamenti inidonei in classe (parolacce, menefreghismo, offese nei confronti degli studenti ecc.); assenze continue e ingiustificate. Per molti di questi comportamenti sono già previste sanzioni disciplinari, che basterebbe applicare. Un discorso a parte va fatto per il "non saper tenere la classe", accusa ricorrente nei confronti di docenti inesperti o "bruciati" che però omette qualsiasi considerazione sul comportamento degli alunni e sullo stato di stress al quale viene sottoposto quotidianamente un docente.

---> Vedo che conosci bene l'ambiente. Tutte queste considerazioni che fai sono frutto di una VALUTAZIONE su fatti a cui probabilmente hai assistito. La valutazione te la tieni per te o la spendi su questo forum. E lì finisce tutto.

herman il lattoniere dice:
Secondo quesito: come migliorare l'efficacia dei docenti, inadeguati e non? Lo strumento principale dovrebbe essere la formazione del docente, sulla materia e sulla gestione delle classi, che però purtroppo in questo momento non sembra essere particolarmente focalizzata su una reale utilità all'insegnante. Il sistema sanzionatorio già esiste, ma raramente viene applicato. Il sistema di incentivi proposto dalla buona scuola si basava su un riconoscimento di carattere economico per i docenti meritevoli ed è miseramente affondato per l'impossibilità di riconoscere un docente davvero meritevole e distinguerlo da uno che fa semplicemente il proprio dovere, come previsto da contratto. Inoltre la molla economica, che nella 107 sembrava prevalente, copre solo una piccola parte della motivazione del docente che forse preferirebbe un riconoscimento di dignità sociale e professionale a una semplice mancetta.

--->Ok, la formazione è senz'altro un buon mezzo per contrastare certa inadeguatezza. Ma come mai la formazione ha prodotto anche gente inadeguata? Perchè non c'è stata selezione alla fine della formazione? La selezione discende da una valutazione. Perchè non si VALUTA?
Il sistema sanzionatorio esiste, ma se non è avviato da un sistema di valutazione rimane nel cassetto, e te ne sei accorto. Viene applicato raramente perchè non c'è VALUTAZIONE.
Per quanto riguarda il sistema incentivante non ho mai fatto richiesta di parteciparvi (richiedere è già cosa assurda) proprio perchè tanto non ci sarebbe stato nessuno a valutare il mio lavoro. Sarei stato apprezzato solo se avevo delle ore di aggiornamento/formazione (mai valutate pure quelle) o partecipazione a commissioni/progetti (mai valutati seriamente pure quelli). Un alunno può richiedere una valutazione, ma almeno il suo insegnante veda il suo test. Siamo nel campo della valutazione di tipo reputazionale: chi parla bene (o male) di te (magari con interesse) fa la tua fortuna o meno.

herman il lattoniere dice: Sarebbe invece più utile, a mio modesto avviso, un ripristino della pratica delle ispezioni,
--> Ah , quindi un ispettore che valuta! Qui concordo, ma deve essere bravo perchè valutare un insegnante richiede molto lavoro.

herman il lattoniere dice: Troverei anche opportuno, come già affermato, che superato il concorso ogni futuro docente potesse beneficiare di una vera formazione, non solo teorica ma anche pratica, che gli dia le basi del mestiere;
---> Non mi illuderei perchè poi o non si valuta o si valuta male. Questo è l'andazzo.

herman il lattoniere dice: Inoltre sarebbe opportuno che si istituissero dei sistemi per la tutela della salute psichica dei docenti
--> Bene, un altro sistema di valutazione che viene invocato da un dirigente che prima valuta la condizione insostenibile dell'insegnante (però meglio sempre se il docente fa un' autovalutazione)

herman il lattoniere dice: Non è un caso che i discorsi sulla valutazione degli insegnanti vengono proposti da docenti che si sentono particolarmente più bravi di colleghi che giudicano inadeguati, e che vorrebbero punire nel portafoglio e nell'orgoglio per acquisire vantaggi economici e di carriera che pensano di meritare. Insomma da quegli insegnanti che trovano ingiusto vedere propri colleghi "meno bravi" prendere il loro stesso stipendio.
--> E' triste che la teoria della valutazione la facciano gli invidiosi superbi. Si è guadagnata davvero una brutta fama. Ma non c'è mai un dirigente che, in quanto tale, parli e faccia della valutazione? Rischia di essere reazionario? Lui controlla solo se la gente fuma nei bagni o arriva in ritardo agli appuntamenti?

herman il lattoniere dice: Questi colleghi dimenticano che la scuola oggi si basa sulla cooperazione e regge solo grazie all'impegno volontario degli insegnanti, sorretto da relazioni corrette, paritari e solidali tra i colleghi, che superano anche inevitabili screzi. Come è stato già detto nel 2015, creare insegnanti di serie A e insegnanti di serie B vuol dire dividere gli insegnanti, metterli l'uno contro l'altro, metterli in competizione tra di loro e minare lo spirito cooperativo che deve esserci.
---> Ma tu come ti comporti con il 5% di insegnanti non adeguati? Sei sorretto da relazioni corrette, paritarie e solidali? Oppure è colpa del sistema che non ha saputo valutare la loro condizione? (quindi: ci pensi lui!)
Io penso che la solidarietà tra lavoratori (sì, certo, anche tra tassisti) possa risolvere molti problemi all'interno di una categoria. Ma tutto parte sempre da un atto di valutazione che non è necessariamente un atto di superbia .
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MessaggioTitolo: Re: Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male   Però...l'idea del nuovo Ministro Azzolina su di una laurea abilitante all'insegnamento, non è male - Pagina 12 EmptyMar Gen 21, 2020 12:29 am

[quote="herman il lattoniere"]Per me è inutile parlare con Macro, già solo il fatto di tirare in ballo le piante o paragonare l'insegnamento alla guida del taxi la dice lunga sulla sua capacità di comprensione del reale e sul rispetto per la categoria degli insegnanti (e anche di quella dei tassisti, e forse anche delle piante)
Macro sta dall'altra parte della barricata, quella del liberismo, dell'efficientismo di maniera, della colpevolizzazione e del controllo dei lavoratori ecc. ecc.
Visto che da quella parte della barricata ci sono i padroni del vapore, invece di colpevolizzare e premiare/punire i docenti lavorasse per una scuola con maggiori risorse economiche e umane, meglio organizzata, con sedi in buono stato e obiettivi democratici.[/quote]

Io mi interesso di valutazione e non per forza di quella dei docenti. Mi stupisce però che molti tra loro non la concepiscano: loro che valutano per mandato professionale.
In un altro momento invece mi spiegherai come un insegnante lavora per far avere alla scuola maggiori risorse economiche . Tu dai l'8 per mille al tuo istituto?
E con gli obiettivi democratici intendi basta bocciature?
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