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Noli me tangere: il contrasto tra la tutela della fragilità e il metodo.

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Messaggio Da elirpe Dom Set 19, 2021 9:15 pm

Promemoria primo messaggio :

Condivido con voi questa situazione:

1.Alunno BES con problematiche di ansia certificate da privato.
2.Richiesta della famiglia di programmare tutte le interrogazioni.
3.Consiglio di classe che intende accettare questa linea.

Io eccepisco quanto segue:

1.Ho impostato l'anno scorso un lavoro con questa classe (in cui l'alunno non era presente) che prevedeva solo interrogazioni a sorpresa e i risultati sono stati molto positivi, non intendo quindi passare alle programmate per tutti perché sarebbe controproducente.
2.D'altra parte trovo irricevibile fare le programmate solo per questo alunno: renderebbe evidente il fatto di avere il BES e sarebbe ben difficile da motivare ai compagni/e (stante che naturalmente non è palese il fatto di essere BES).

Come agireste? Sacrificare la vostra libertà di insegnamento cambiando di fatto un elemento essenziale del vostro metodo o palesare una situazione con tutto ciò che ne consegue?

P.s. Per completezza preciso che i miei colleghi hanno detto che faranno le programmate solo per l'alunno (naturalmente mi riferisco a quelli che prima non usavano le programmate, in caso contrario il problema non esiste) ma a me sembra una soluzione che comporta più problemi di quelli che risolve.

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Messaggio Da mac67 Lun Set 20, 2021 6:58 pm

lucetta10 ha scritto:
Ire ha scritto:Come decidi chi interroghi?   Punti il dito sulla lista dei nomi? L'alunno saprà che fra due settmame il dito cadrà sul suo nome! Estrai a sorte?  Ti diverti un peroggio ad imparare a sostituire i bigliettini come un prestigiatore e quel giorno accordato verrà estratto lui...

non è così semplice come te lo immagini.
Si può camuffare sicuramente la data della verifica, figuriamoci, molto meno gli strumenti compensativi al compito (vorrei capire come si possa fare con la calcolatrice per esempio, e non manca chi suggerisce di darla a tutti), ma ti assicuro comunque che questo genere di sotterfugi ingenerano grande ansia soprattutto nei ragazzi

Questa cosa della calcolatrice è immarcescibile. E' uno strumento di lavoro: tolti i bambini che devono imparare a fare calcoli a mente per uso quotidiano, la calcolatrice la usano tutti, almeno al liceo. Alla scuola media no?

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Messaggio Da stringiamciacoorte Lun Set 20, 2021 7:18 pm

mac67 ha scritto:Questa cosa della calcolatrice è immarcescibile. E' uno strumento di lavoro: tolti i bambini che devono imparare a fare calcoli a mente per uso quotidiano, la calcolatrice la usano tutti, almeno al liceo. Alla scuola media no?
Nel mio liceo molti colleghi di mate, almeno al biennio ne vietano l'uso.

Sarà anche per quello che poi a fisica non la sanno usare ?
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Messaggio Da mac67 Lun Set 20, 2021 7:23 pm

stringiamciacoorte ha scritto:
mac67 ha scritto:Questa cosa della calcolatrice è immarcescibile. E' uno strumento di lavoro: tolti i bambini che devono imparare a fare calcoli a mente per uso quotidiano, la calcolatrice la usano tutti, almeno al liceo. Alla scuola media no?
Nel mio liceo molti colleghi di mate, almeno al biennio ne vietano l'uso.

Sarà anche per quello che poi a fisica non la sanno usare ?

Le Indicazioni Nazionali le hanno mai lette?

"Lo studente svilupperà le sue capacità nel calcolo (mentale, con carta e penna, mediante strumenti) ..."

"Gli strumenti informatici oggi disponibili offrono contesti idonei per rappresentare e manipolare
oggetti matematici. L'insegnamento della matematica offre numerose occasioni per acquisire
familiarità con tali strumenti e per comprenderne il valore metodologico. Il percorso, quando
ciò si rivelerà opportuno, favorirà l’uso di questi strumenti, anche in vista del loro uso per il
trattamento dei dati nelle altre discipline scientifiche. L’uso degli strumenti informatici è una
risorsa importante che sarà introdotta in modo critico, senza creare l’illusione che essa sia un
mezzo automatico di risoluzione di problemi e senza compromettere la necessaria acquisizione
di capacità di calcolo mentale."

Nel secondo, certo, si parla di informatica, non di calcolatrici, ma è lo stesso principio.

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Messaggio Da paniscus_2.1 Lun Set 20, 2021 7:32 pm

lucetta10 ha scritto:Si può camuffare sicuramente la data della verifica, figuriamoci, molto meno gli strumenti compensativi al compito (vorrei capire come si possa fare con la calcolatrice per esempio, e non manca chi suggerisce di darla a tutti)

Su questo non ho nessuna esperienza, perché alle superiori (e in particolare al liceo scientifico e negli istituti tecnici) è normale che la calcolatrice la usino tutti, è un strumento di lavoro quotidiano e non una concessione eccezionale.

Sul fatto che l'ansia venga amplificata di più dal pensiero costante di "come fare a tenere nascosti gli strumenti compensativi" piuttosto che dalla condizione di DSA in sé, con me sfondi una porta aperta, grossa quanto l'arco di Traiano a Benevento. Specialmente quando l'esigenza non viene direttamente dal ragazzo, ma soprattutto dai genitori.


Ultima modifica di paniscus_2.1 il Lun Set 20, 2021 9:25 pm - modificato 1 volta.

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Messaggio Da carla75 Lun Set 20, 2021 8:38 pm

Se poi si deve accettare la normalità del "segreto di Pulcinella", ovvero che tutti lo sanno, ma tutti fanno finta di non saperlo, e nessuno può chiedere spiegazioni, e anche se qualcuno le chiedesse non si deve rispondere, allora è un altro discorso.
[/quote]
@ paniscus
Esatto. Proprio così. Siamo pagati per mantenere questo velo di ipocrisia. Tanto basta per tutelarsi però
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Messaggio Da paniscus_2.1 Lun Set 20, 2021 9:28 pm

carla75 ha scritto:Se poi si deve accettare la normalità del "segreto di Pulcinella", ovvero che tutti lo sanno, ma tutti fanno finta di non saperlo, e nessuno può chiedere spiegazioni, e anche se qualcuno le chiedesse non si deve rispondere, allora è un altro discorso.
@ paniscus
Esatto. Proprio così. Siamo pagati per mantenere questo velo di ipocrisia. Tanto basta per tutelarsi però[/quote]

E la cosa più deprimente e devastante è che il mantenimento di uno stato costante e continuo di ipocrisia viene spacciato per un virtuoso e democratico principio di inclusione, cioè per un valore positivo.

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Messaggio Da paniscus_2.1 Lun Set 20, 2021 9:35 pm

stringiamciacoorte ha scritto:
mac67 ha scritto:Questa cosa della calcolatrice è immarcescibile. E' uno strumento di lavoro: tolti i bambini che devono imparare a fare calcoli a mente per uso quotidiano, la calcolatrice la usano tutti, almeno al liceo. Alla scuola media no?
Nel mio liceo molti colleghi di mate, almeno al biennio ne vietano l'uso.

Ma questi sono completamente di fuori.

Anche se insegnano solo matematica e non hanno idea di quanto sia NECESSARIA la calcolatrice per la fisica, la chimica e le scienze naturali... ma veramente insegnano la matematica limitandosi esclusivamente a problemini confezionati su misura per far tornare solo numeri interi?

Se c'è da calcolare la distanza tra due punti sul piano cartesiano, usano solo terne pitagoriche intere e perfettine?

Se capita un punto che ha come ascissa (4 * radice di 3), come fanno a farglielo disegnare sul piano? Fanno calcolare la radice di 3 a mano? O usano ancora le agghiaccianti tabelle dei "numeri fissi"? Al liceo scientifico?

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Messaggio Da paniscus_2.1 Lun Set 20, 2021 9:38 pm

Ire ha scritto:Come decidi chi interroghi?   Punti il dito sulla lista dei nomi? L'alunno saprà che fra due settmame il dito cadrà sul suo nome! Estrai a sorte?  Ti diverti un peroggio ad imparare a sostituire i bigliettini come un prestigiatore e quel giorno accordato verrà estratto lui...

Che cosa è, esattamente, un "peroggio"?

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Messaggio Da paniscus_2.1 Lun Set 20, 2021 9:42 pm

lucetta10 ha scritto:
stringiamciacoorte ha scritto:Io comunque sono dell'idea che dovremmo lavorare di più sulla resilienza e di meno sulla privacy; di più sul "OK sono dislessico, e allora ? Fatti i cazzi tuoi !" che non sul "Io dislessico ? Ma quando mai ! I formulari ce li ho perchè ne ha bisogno il professore !"

anche perché l'esperienza ci dice (immagino non solo a me) che quelli che "fanno outing" sono decisamente più sereni

Scusa la pignoleria, ma in questo caso si dice "coming out".

Il concetto di "outing" significherebbe il caso in cui qualcun altro scopre i fatti tuoi e li spiffera ad altri senza il tuo consenso.

Per il resto, sulla sostanza sono d'accordo: si fa MOLTA più fatica e si prova più ansia a tenere nascosto un dato di fatto oggettivo, che ad ammetterlo.

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Messaggio Da sempreconfusa1 Lun Set 20, 2021 9:50 pm

C'è però da dire che il principio va comunque salvato. Io non concordo molto quando si dice che, vista l'impossibilità di farlo nella maggior parte dei casi, bisogna eliminare direttamente l'idea e la possibilità di poterlo fare a prescindere. E come afferma serpina, si mette in dubbio anche la valenza educativa.
Il concetto di proteggere dati che riguardano una determinata persona, non necessariamente porta a valutarli come qualcosa di cui ci si vergogni, ma semplicemente c'è una questione di discrezione alla base di tutto. Perché si deve arrivare a pensare che se una persona è amante della privacy nasconde qualcosa di poco nobile? In fondo è una conclusione errata.
Nell'ambito scolastico, ritengo che il principio sia giusto nonostante il fatto che nella pratica sia difficile da realizzare. A livello di Istituzione, purtroppo non esiste la possibilità di mediare tra il concetto di ipocrisia e quello di insuccesso. La scuola è una Istituzione che comunque deve propendere affinché quella possibilità esista. Se poi i ragazzini sono i primi a parlare...beh, allora care famiglie, non è che i docenti fanno miracoli.

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Messaggio Da carla75 Lun Set 20, 2021 10:05 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
carla75 ha scritto:Se poi si deve accettare la normalità del "segreto di Pulcinella", ovvero che tutti lo sanno, ma tutti fanno finta di non saperlo, e nessuno può chiedere spiegazioni, e anche se qualcuno le chiedesse non si deve rispondere, allora è un altro discorso.
@ paniscus
Esatto. Proprio così. Siamo pagati per mantenere questo velo di ipocrisia. Tanto basta per tutelarsi però

E la cosa più deprimente e devastante è che il mantenimento di uno stato costante e continuo di ipocrisia viene spacciato per un virtuoso e democratico principio di inclusione, cioè per un valore positivo. [/quote]
Che tra l'altro insegniamo a tutti i nostri studenti. Che, se sono intelligenti ci considereranno meno di zero, se poco poco sono ingenui ci prenderanno come esempio. non so cosa cosa sia peggio
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Messaggio Da stringiamciacoorte Lun Set 20, 2021 10:29 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
Ire ha scritto:Come decidi chi interroghi?   Punti il dito sulla lista dei nomi? L'alunno saprà che fra due settmame il dito cadrà sul suo nome! Estrai a sorte?  Ti diverti un peroggio ad imparare a sostituire i bigliettini come un prestigiatore e quel giorno accordato verrà estratto lui...

Che cosa è, esattamente, un "peroggio"?
pomeriggio ?
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Messaggio Da lucetta10 Lun Set 20, 2021 10:39 pm

mac67 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Ire ha scritto:Come decidi chi interroghi?   Punti il dito sulla lista dei nomi? L'alunno saprà che fra due settmame il dito cadrà sul suo nome! Estrai a sorte?  Ti diverti un peroggio ad imparare a sostituire i bigliettini come un prestigiatore e quel giorno accordato verrà estratto lui...

non è così semplice come te lo immagini.
Si può camuffare sicuramente la data della verifica, figuriamoci, molto meno gli strumenti compensativi al compito (vorrei capire come si possa fare con la calcolatrice per esempio, e non manca chi suggerisce di darla a tutti), ma ti assicuro comunque che questo genere di sotterfugi ingenerano grande ansia soprattutto nei ragazzi

Questa cosa della calcolatrice è immarcescibile. E' uno strumento di lavoro: tolti i bambini che devono imparare a fare calcoli a mente per uso quotidiano, la calcolatrice la usano tutti, almeno al liceo. Alla scuola media no?

Vado a braccio e in ordine sparso e sicuramente non mi muovo nel mio.
Il programma di scuola media parte da operazioni con i segmenti, poi scomposizioni in fattori primi, MCD, frazioni, potenze, espressioni, polinomi...  
mi sbaglierò ma non vedo per la maggior parte di queste cose necessità di usare la calcolatrice, che in genere compare in terza per i normoletti (all'esame, per esempio, non si usa), eccetto per colleghi che ne generalizzano programmaticamente l'uso a tutti.
Ho una figlia che ha appena iniziato la seconda media, se tira fuori la calcolatrice a casa lo fa per la pigrizia di non scarabocchiare a parte calcoli accessibili;  che sia indispensabile ho grossi dubbi, che non abbia un perfetto automatismo sul calcolo sono certa, e infatti se la vedo tendo a scoraggiare la calcolatrice.

Lo strumento compensativo più citato nei pdp per DSA è la calcolatrice, anche perchè l'area deficitaria è quella del calcolo. Nei licei ci sono sicuramente molte calcolatrici, ma anche pochissimi discalculici e quelli che ci sono non sono certo arrivati a un liceo scientifico senza aver mai usato la calcolatrice nel processo di acquisizione del calcolo come strumento compensativo, facile che in un contesto in cui la calcolatrice è la norma perchè il calcolo a mente si dà per acquisito, un discalculico ben addestrato all'uso della calcolatrice e compensato possa apparire meno in difficoltà, banalmente perchè il calcolo non viene richiesto, non perchè il disturbo non esista.
D'altra parte il disturbo si manifesta (e si verifica nei test) quando si affronta il calcolo a mente, non la fisica avanzata, e riguarda proprio quell'area, compensata dalla calcolatrice per ogni genere di calcolo, non per i procedimenti matematici di qualunque tipo

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Messaggio Da paniscus_2.1 Mar Set 21, 2021 12:13 am

per Lucetta: tieni presente che l'uso automatico della calcolatrice da parte di ragazzi che non hanno capito niente delle basi teoriche del calcolo, rischia di fare PEGGIO, invece di essere uno strumento di aiuto.

Rimane il fatto che alle superiori, e in particolare alle superiori di indirizzo scientifico o tecnico, NON E' immaginabile la possibilità di non fargliela usare, perché sono strapieni di esercizi e problemi in cui il calcolo immediato (con eventuali arrotondamenti finali) é indispensabile.

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Messaggio Da lucetta10 Mar Set 21, 2021 6:43 am

La calcolatrice non compensa certo le basi teoriche del calcolo, ma proprio il calcolo in sé. Meglio o peggio, un discalculico non riesce a imparare le tabelline e non sa contare a mente, la calcolatrice è quindi indispensabile. Concordo poi che non è sufficiente a risolvere l'esercizio, ma questo significa soltanto che non c'è vantaggio nel dare la calcolatrice al dsa, ma solo compensazione

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Messaggio Da paniscus_2.1 Mar Set 21, 2021 7:05 am

Quello che intendevo dire è che alle superiori (e in particolare di indirizzo scientifico) la usano tutti, di routine, e non solo è consentita ma la DEVONO usare, per cui non ha nessuna valenza di strumento supplementare concesso eccezionalmente solo a chi ha bisogno.

In ogni caso, non ho mai capito come mai, se è vero che la calcolatrice "compensa", tra le misure previste dal PDP viene specificato quasi sempre anche la raccomandazione di "non contare" gli errori di calcolo nella valutazione. Allora vuol dire che, anche con la calcolatrice, gli errori di calcolo li fanno lo stesso... e infatti, ne fanno tanti anche i ragazzi senza nessun DSA, che appunto sono abituati a usare la calcolatrice tutti i giorni.

Quindi i casi sono due: o la calcolatrice compensa poco, oppure molti di quelli che si tende a identificare come "errori di calcolo", sono in realtà errori procedurali di chi non ha capito bene le proprietà delle operazioni matematiche, delle parentesi e dei simboli, oppure sono errori di trascrizione dovuti a disattenzione, fretta, e scarsa abitudine alla concentrazione e alla pazienza, oltre che alla diffusissima convinzione che "tanto gli errori di calcolo non sono gravi".

E io, personalmente, queste cose le vedo in un contesto in cui la calcolatrice non è affatto uno strumento compensativo solo per DSA, ma uno strumento di lavoro quotidiano per tutti.

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Messaggio Da paniscus_2.1 Mar Set 21, 2021 7:20 am

E comunque non è proprio vero che il motivo per cui si usa la calcolatrice è che "ormai il calcolo mentale si dà per acquisito", ma perchè si usa soprattutto per operazioni in cui il calcolo mentale non serve a niente, trattandosi di numeri irrazionali trascendenti o di misure di quantità fisiche con cifre decimali imprevedibili. Non è pensabile che un seno, un coseno o un logaritmo si calcolino a mente, o che si debba fare a mente una serie di operazioni con numerose cifre decimali, in cui alla fine l'aspetto più importante è proprio il saper valutare volta per volta quante se ne devono troncare perché non sono significative.

E infatti uno degli errori classici all'inizio del corso di fisica in prima superiore è proprio quello: conservarsi fino all'ultimo passaggio l'intera schermata prodotta dalla calcolatrice, con sei o sette cifre decimali copiate fino all'ultimo, perché pensano che più cifre si trascrivono, più la misura è precisa.

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Messaggio Da stringiamciacoorte Mar Set 21, 2021 8:23 am

paniscus_2.1 ha scritto:In ogni caso, non ho mai capito come mai, se è vero che la calcolatrice "compensa", tra le misure previste dal PDP viene specificato quasi sempre anche la raccomandazione di "non contare" gli errori di calcolo nella valutazione. Allora vuol dire che, anche con la calcolatrice, gli errori di calcolo li fanno lo stesso... e infatti, ne fanno tanti anche i ragazzi senza nessun DSA, che appunto sono abituati a usare la calcolatrice tutti i giorni.

Quindi i casi sono due: o la calcolatrice compensa poco, oppure molti di quelli che si tende a identificare come "errori di calcolo", sono in realtà errori procedurali di chi non ha capito bene le proprietà delle operazioni matematiche, delle parentesi e dei simboli, oppure sono errori di trascrizione dovuti a disattenzione, fretta, e scarsa abitudine alla concentrazione e alla pazienza, oltre che alla diffusissima convinzione che "tanto gli errori di calcolo non sono gravi".

Più la classe è "bassa" più il calcolo è fine a se stesso ovvero è finalizzato ad acquisirne i meccanismi ed a familiarizzare con le quantità; più la classe è "alta" più il calcolo si inserisce in un contesto più ampio fatto di parentesi di frazioni, di condizioni di esistenza, di selezione dei risultati ecc; di "opportunità" di errore ne hai quante ne vuoi, c'è l'imbarazzo della scelta.

Se il calcio non è per tutti, se la musica non è per tutti, se il disegno non è per tutti, per quale motivo la matematica dovrebbe essere per tutti ?
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Messaggio Da @melia Mar Set 21, 2021 9:41 am

stringiamciacoorte ha scritto:
mac67 ha scritto:Questa cosa della calcolatrice è immarcescibile. E' uno strumento di lavoro: tolti i bambini che devono imparare a fare calcoli a mente per uso quotidiano, la calcolatrice la usano tutti, almeno al liceo. Alla scuola media no?
Nel mio liceo molti colleghi di mate, almeno al biennio ne vietano l'uso.

Veramente nelle classi più difficili al biennio facevo anche qualche compito senza la calcolatrice.
Ad esempio prove di geometria sintetica, a volte qualche studente più "furbo" usava quel po' di trigonometria imparata in Fisica per le dimostrazioni di geometria sintetica, oppure qualche compito sui radicali.
Veramente questo lo facevo di più quando insegnavo ai geometri. Gli studenti del liceo hanno più chiara la distinzione tra soluzione esatta e approssimazione, ma non tutti.

Ovviamente sto parlando di uno o due compiti all'anno e solo per le classi del biennio.
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Messaggio Da saracinesca Mar Set 21, 2021 1:17 pm

paniscus_2.1 ha scritto:Quello che intendevo dire è che alle superiori (e in particolare di indirizzo scientifico) la usano tutti, di routine, e non solo è consentita ma la DEVONO usare, per cui non ha nessuna valenza di strumento supplementare concesso eccezionalmente solo a chi ha bisogno.

In ogni caso, non ho mai capito come mai, se è vero che la calcolatrice "compensa", tra le misure previste dal PDP viene specificato quasi sempre anche la raccomandazione di "non contare" gli errori di calcolo nella valutazione. Allora vuol dire che, anche con la calcolatrice, gli errori di calcolo li fanno lo stesso... e infatti, ne fanno tanti anche i ragazzi senza nessun DSA, che appunto sono abituati a usare la calcolatrice tutti i giorni.

Quindi i casi sono due: o la calcolatrice compensa poco, oppure molti di quelli che si tende a identificare come "errori di calcolo", sono in realtà errori procedurali di chi non ha capito bene le proprietà delle operazioni matematiche, delle parentesi e dei simboli, oppure sono errori di trascrizione dovuti a disattenzione, fretta, e scarsa abitudine alla concentrazione e alla pazienza, oltre che alla diffusissima convinzione che "tanto gli errori di calcolo non sono gravi".

E io, personalmente, queste cose le vedo in un contesto in cui la calcolatrice non è affatto uno strumento compensativo solo per DSA, ma uno strumento di lavoro quotidiano per tutti.  

Il non contare gli errori di calcolo credo sia dovuto alla difficoltà di leggere e trascrivere i numeri sulla calcolatrice. Ho avuto alunni dislessici che scrivevano numeri e lettere al contrario, quindi se confondono un 1 con un 7 il risultato sarà ovviamente sbagliato, nonostante la correttezza del procedimento.

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Messaggio Da lucetta10 Mar Set 21, 2021 1:29 pm

O un 71 con un 17

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Messaggio Da Ire Mar Set 21, 2021 3:02 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
Ire ha scritto:Come decidi chi interroghi?   Punti il dito sulla lista dei nomi? L'alunno saprà che fra due settmame il dito cadrà sul suo nome! Estrai a sorte?  Ti diverti un peroggio ad imparare a sostituire i bigliettini come un prestigiatore e quel giorno accordato verrà estratto lui...

Che cosa è, esattamente, un "peroggio"?


Non lo so nemmeno io

Me l'ha scritto il t9

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Noli me tangere: il contrasto tra la tutela della fragilità e il metodo.  - Pagina 2 Empty Re: Noli me tangere: il contrasto tra la tutela della fragilità e il metodo.

Messaggio Da Ire Mar Set 21, 2021 3:10 pm

Non lo ritrovo ma ho letto il riferimento al dsm4. Vorrei far presente che siamo al 5 e che i cambiamenti in esso contenuti giustificano la fatica di prenderlo in considerazione

Per quanto riguarda la serenità, è indubbio che una volta che è tutto alla luce del sole le cose non possono che andare meglio ma............. facciamo attenzione che se l'epoca del rifiuto e della non accettazione corrisponde a quella fase della vita in cui la cosa più importante è essere uguali agli altri, un intervento di forza che renda palese la neurodiversità rischia di fare MOLTO MOLTO MOLTO male. Non è assolutamente opportuno correre il rischio. E dire semplicemente che è ora di smetterla sperando che serva è conoscere abbastanza poco le natura umana. Proviamo a metterci nei panni di una persona che non sta bene con se stessa e pensiamo a se il solo fatto che qualcuno ci dica "basta, finiscila" fa succedere il miracolo

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Noli me tangere: il contrasto tra la tutela della fragilità e il metodo.  - Pagina 2 Empty Re: Noli me tangere: il contrasto tra la tutela della fragilità e il metodo.

Messaggio Da paniscus_2.1 Mar Set 21, 2021 3:38 pm

Ma non è un intervento di forza volontario, è una normale conseguenza della realtà!

Se Giorgino, Paoletta e Pieruccio possono usare la calcolatrice durante il compito e tutti gli altri 25 no, la cosa SI VEDE! La calcolatrice invisibile, o le pagine cartacee di tavole, mappe e formulari invisibili, non esistono, ne vogliamo prendere atto? Non si può pretendere dall'insegnante che sia lui a trovare il modo di renderle invisibili, perché questo modo non c'è!

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Messaggio Da lucetta10 Mar Set 21, 2021 3:55 pm

Ire ha scritto:Non lo ritrovo ma ho letto il riferimento al dsm4.  Vorrei far presente  che siamo al 5 e che i cambiamenti in esso contenuti giustificano la fatica di prenderlo in considerazione

Per quanto riguarda la serenità, è indubbio che una volta che è tutto alla luce del sole le cose non  possono che andare meglio ma.............  facciamo attenzione che se l'epoca del rifiuto e della non accettazione corrisponde a quella fase della vita in cui la cosa più importante è essere uguali agli altri, un intervento di forza che renda palese la neurodiversità rischia di fare MOLTO MOLTO MOLTO male.  Non è assolutamente opportuno correre il rischio.   E dire semplicemente che è ora di smetterla sperando che serva è conoscere abbastanza poco le natura umana.  Proviamo a metterci nei panni di una persona che non sta bene con se stessa e pensiamo a se il solo fatto che qualcuno ci dica "basta, finiscila"  fa succedere il miracolo

scusa ma mi paiono cose abbastanza ovvie e nessuno di noi credo si sogni di additare il DSA al pubblico ludibrio o non comprende dinamiche abbastanza scontate.

La verifica è empirica: l'attività didattica è più efficace quando si svolge in un ambito di accettazione dell'intervento educativo, ci fanno una testa così con il ruolo attivo del discente. Se occupazione maggiore del discente è occuparsi della non accettazione dei suoi stili di apprendimento e nascondere il piano individualizzato ai pari età della classe, l'intervento è difficile per non dire compromesso, il carico d'ansia è mal distribuito e diretto verso un obiettivo scorretto.

Non si tratta nemmeno di urlargli contro che il re è nudo, ma certo che l'individualizzazione del piano di studi viene concordato tra le parti, il che implica una presa in carico di responsabilità di tutti gli attori, tra i quali dovrebbe essere prioritario l'alunno.

Affrontare la "neuroDIVERSITA'" con l'ossessione o comunque la predominante preoccupazione di mostrarsi UGUALI, è una contraddizione in termini e nasconde un nodo irrisolto per cui diversità sta per inferiorità, altro aspetto ostativo alla pratica didattica.

Esiste la possibilità di non presentare alcuna certificazione e lasciare le cose come stanno. Alunni e famiglie dovrebbero aver chiaro che con la presentazione della certificazione si intraprende un percorso consapevole che comporta alcuni passaggi e che si svolge in un contesto di socialità come la classe. Si può affrontare il coming out o come volete chiamarlo con gradualità, ma non si può rimuovere

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